Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

Gli operatori turistici vogliono volare alto. “Il modello Ryanair va sostenuto”

Il congelamento dell’intesa tra Regione e compagnia low cost preoccupa anche imprenditori turistici di Gallipoli

Un aereo Ryanair

GALLIPOLI - Settore turistico pugliese, e salentino in particolare, sempre più in allarme dopo la volontà manifesta del presidente della Regione, Michele Emiliano di congelare la convenzione con la compagnia Ryanair per gli scali di Bari e Brindisi. E si accrescono malumori e perplessità soprattutto tra gli addetti al settore turistico che hanno tratto non poco giovamento dall’intesa di co-marketing dell’ente regionale con la compagnia low cost irlandese per incrementare i collegamenti e i flussi turistici convogliati nella penisola salentina. Un grido di preoccupazione era partito già nei giorni scorsi dal presidente di Federalberghi Puglia, Francesco Caizzi, che ha rilevato come allo stato atAngelo Ria-2tuale Ryanair copre venti rotte da Bari e tredici da Brindisi e nessun’altra compagnia è in grado di assicurare alla Puglia gli stessi risultati.

E in attesa di conoscere risvolti ed eventuali nuove strategie della Regione sulla scorta di possibili accordi con altri vettori internazionali, anche gli operatori turistici di Gallipoli e del tarantino seguono con estrema attenzione la vicenda. Più in generale il comparto degli imprenditori turistici pugliesi ha chiesto in maniera inequivocabile al governatore di Puglia, Emiliano, di far decollare nel vero senso della parola una “strategia turistica di lungo periodo”. E dalla capitale indiscussa del turismo del Salento, ovvero la città di Gallipoli, è il presidente dell’associazione imprenditori del turismo della città bella, Angelo Ria, ad analizzare la delicata questione. “Seguiamo in questi giorni, con fiducia nelle istituzioni, ma anche con estrema preoccupazione, la vicenda Rayanair, che riteniamo una compagnia multinazionale di notevole ed innovativa capacita imprenditoriale, e che dimostra ogni giorno, dal 2007 ad oggi, di rappresentare per la Puglia, come per tante altre destinazioni nel mondo, un partner fondamentale per la crescita, e un raro esempio di  ottimo investimento di risorse pubbliche” valuta in fase preliminare Angelo Ria. Che snocciola anche risvolti in cifre sull’incidenza della compagnia aerea sul territorio pugliese: “Il ritorno economico dell'investimento nella compagnia Ryanair è quantificato con un moltiplicatore di 1 a 30” spiega Ria, “ovvero ogni euro speso ne produce trenta di ritorno sul territorio. Un dato straordinario  in linea con tutta la buona industria turistica globale, un moltiplicatore straordinario che solo l'industria petrolifera riesce ad eguagliare”. Rilevando sicuramente che è necessario il massimo della trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche, allo stesso modo gli operatori turistici salentini avvertono l'esigenza di uno sforzo anche legislativo, se necessario, che vada nella direzione di tutelare e ulteriormente sviluppare l'intensità dei buoni investimenti nei collegamenti aerei diretti nazionali ed internazionali per la Puglia.

Per questo il modello e l’esperienza dei servizi offerti da Ryanair non andrebbero gettati al vento. Anzi. Proprio su tale esempio bisognerebbe gettare le basi per la nuova strategia turistica su base regionale. Lo dice chiaramente il presidente dell’associazione degli operatori gallipolini. “Invitiamo a non trascurare un fenomeno pugliese di questi anni, ossia il notevole e veloce aumento dell'offerta turistica, in tutti i settori principali come l'ospitalità, la ristorazione, l'intrattenimento, le attività culturali” evidenzia Angelo Ria, “il comparto turistico privato avverte la necessità di basare i notevoli investimenti, che in tante occasioni sono anche agevolati con risorse pubbliche, su una visione di sviluppo turistico ricettivo di lungo periodo, che vada oltre i singoli mandati politici. Parallelamente dunque alle opportune verifiche di legalità, chiediamo un impegno altrettanto attento sulla strategia di sviluppo della domanda di mercato nel lungo periodo, anche e soprattutto dei collegamenti aerei, perché il collegamento aereo è il primo anello della crescita di una destinazione turistico-ricettiva”.                      

Tirando le somme conclusive Ria e gli operatori turistici si chiedono dunque, “al contrario di qualche politico in questi giorni, come poter incoraggiare e stimolare in maniera ancora più forte, e con maggiori risorse, attori privati come Ryanair ed anche altre compagnie aeree internazionali che dimostrano capacità e strategie di successo, senza dimenticare che sul panorama globale la Puglia è solo una delle nuove destinazioni nascenti, e necessita di ancora molto sforzo per la sua completa emancipazione turistica”. E conclude Ria: “in un oceano di spreco di denaro pubblico, ci sembra alquanto surreale come, anziché preoccuparsi di come aumentare l'intensità degli investimenti così produttivi, si possa perdere anche solo un minuto pensando a come ridurli, ed ancora più pericoloso sentire che lo si farebbe in nome del bene pubblico. Chiunque dovesse avere ancora dubbi in merito dovrebbe pensare che il turismo è l'industria petrolifera della Puglia e che può rappresentare un vero e proprio riscatto economico e culturale per tutti, ma principalmente per i giovani che hanno scelto la Puglia per costruire il proprio futuro”.

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