Lunedì, 14 Giugno 2021
Gallipoli

“Irriducibili” del clan Padovano? Dopo tre anni assolti Scorrano e Felline

Asssoluzione piena per i due gallipolini finiti a processo per difendersi dalle accuse di estorsione e lesioni personali

LECCE – Avevano scelto il rito ordinario e deciso di affrontare il dibattimento per dimostrare sino in fondo la loro estraneità ai fatti e ai pesanti reati contestati. E nei giorni scorsi, a tre anni dal loro arresto nell’ambito dell’operazione di polizia portata a termine nei confronti di quattro individui ritenuti affiliati del clan Padovano, Roberto Felline, 53 anni ed Oreste Scorrano, 27 anni, entrambi gallipolini, sono stati assolti con formula piena nel processo a loro carico dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Il collegio era presieduto dal giudice Roberto Tanisi.

Scorrano e Felline erano stati arrestati il 22 febbraio del 2014 in un’operazione di polizia contro una presunta frangia della Sacra corona unita. In quella occasione i poliziotti del commissariato di Gallipoli diedero esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare che raggiunsero anche i fratelli Cosimo e Andrea Cavalera. I provvedimenti restrittivi erano stati disposti dal gip Carlo Cazzella, su richiesta del sostituto procuratore, Roberta Licci, nei confronti di Cosimo Cavalera (già condannato per 416 bis e tentato omicidio e ritenuto un esponente di spicco della frangia gallipolina della Sacra corona unita), Andrea Cavalera, 36 anni (accusato diporto abusivo di armi clandestine e munizioni, estorsione, atti persecutori, minacce e lesioni personali), Roberto Felline, 50enne incensurato (indagato per ricettazione, detenzione e porto di armi clandestine e munizioni, estorsione, atti persecutori e lesioni personali) e lo stesso Oreste Scorrano. Il giovane, allora 24enne, senza precedenti, era finito agli arresti (ma subito scarcerato e tornato definitivamente libero anche su diposizione del Tribunale del riesame che annullò definitivamente l’ordinanza di custodia cautelare in carcere) ed indagato per estorsione e lesioni personali nei confronti di una ragazza gallipolina. Reati contestati con l’aggravante dal concorso esterno in associazione mafiosa. Tutte accuse e presunti reati dai quali Scorrano e Felline sono ora stati completamente assolti.

Per Roberto Felline, il pm Maria Micucci aveva chiesto quattro anni di reclusione. Secondo l’accusa, Felline avrebbe custodito le armi del clan dopo l’arresto dei fratelli Cavalera, ma al termine del processo, proprio in merito a tale contestazione, il 53nne gallipolino è stato assolto per non avere commesso il fatto, mentre per gli altri reati con la formula “perché il fatto non sussiste”. Assolto anche Oreste Scorrano, per il quale il pm aveva chiesto sette anni di carcere, che è stato assolto perché “il fatto non sussiste”. Scorrano era difeso dall’avvocato Pompeo Demitri, mentre Felline dall’avvocato Biagio Palumbo.

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