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I pupi in mostra negli anni scorsi

I pupi in mostra negli anni scorsi

La Città Bella attende le luminarie. Cantieri: “Per i pupi si lavora, non ci arrendiamo”

Il ricco cartellone degli eventi natalizi congelato dall’emergenza Covid. Il Comune punterà tutto sull’abbellimento luminoso agli ingressi, il corso Roma e nel borgo antico. Concerti e pupi per ora incompatibili con le restrizioni, ma l’associazione non fa morire la tradizione

GALLIPOLI - Nella Città Bella, mai come quest’anno, la programmazione degli eventi natalizi era partita anche con largo anticipo, ma la recrudescenza epidemiologica del Covid, e i nuovi timori del lockdown, hanno imposto la brusca frenata. Ma l’aria delle feste non mancherà tra le vie e le piazze gallipoline che attende di colorarsi con le luci delle luminarie ad alto impatto che ormai dovrebbero essere allestite tra pochi giorni.   

Per il resto tutto resta congelato e incerto visto l’evolversi della emergenza pandemica e le nuove disposizioni in itinere con l’emanazione del prossimo Dpcm atteso per la regolamentazione ulteriore dopo il 3 dicembre e strettamente legato all’andamento della curva dei contagi nell’ambito delle varie realtà regionali. Difficile ad horas pensare anche a concerti o feste in piazza per il Capodanno (negli ultimi anni a Gallipoli si è celebrato il rito del 1 gennaio con il fantoccio di cartapesta dato alle fiamme nel piazzale della stazione e concerto con l’orchestra della Notte della Taranta in piazza Tellini) viste le norme anti-assembramento e anticontagio.

E’ chiaro che l’amministrazione comunale al momento non può sbilanciarsi in alcuna previsione di massima stando anche ai divieti vigenti e all’invito e alla raccomandazione del ministero della Salute di evitare qualsiasi situazione di contatto sociale non estremamente necessario. Tutte le eventuali iniziative potranno quindi essere ancora suscettibili di ulteriori variazione o annullamento in seguito alle disposizioni statali o regionali riguardanti le misure di contenimento dell'epidemia da Covid-19.

Ma c’è che in città non ha intenzione di fasciarsi la testa, pur conservando il senso di responsabilità che la situazione impone. Molti singoli gruppi dei rioni cittadini hanno già mestamente preso atto che non ci sono le condizioni per programmare, come ogni fine d’anno, le manifestazioni dei pupi di cartapesta da dare alle fiamme. Ma dal raggruppamento dei Cantieri del Capodanno, che sulla base del protocollo d’intesa con il Comune cura gli eventi legati alla tradizione del Capodanno gallipolino, c’è chi non vuole invece arrendersi, anche all’evidenza, e vuole mantenere alto lo spirito laborioso della comunità locale.

“Purtroppo le norme Covid e la situazione epidemiologica hanno messo tutto in discussione” spiegano il presidente dei Cantieri, Giuseppe Chetta e il suo vice Gianfranco Scialpi, “al momento non sappiamo ancora come andrà a finire, anche se l’auspicio è quello di mantenere sempre viva la tradizione del Capodanno e dei pupi da bruciare nel rispetto di tutte le restrizioni e normative anti contagio e antiassembramento e in piena sicurezza.  Sappiamo che c’è grande incertezza e non dipende dagli enti locali, ma solo da questo maledetto virus. La situazione al momento è di stand by, ma ci sono molti gruppi di giovani artisti e volontari, vecchi e nuovi, che spinti dall’amore e dalla passione per la tradizione gallipolina, stanno procedendo, nonostante tutto, nel lavoro per la realizzazione delle opere artigianali di cartapesta”.

“Auspichiamo che il sindaco e l’amministrazione comunale, sulla base della situazione epidemiologica delle prossime settimane, possano fornire presto indicazioni all’associazione e a tutti i gruppi, circa la possibilità o meno  di svolgere, anche in forma ridotta, le manifestazioni legate al capodanno gallipolino” dicono ancora dal sodalizio dei Cantieri, “al momento vogliamo ribadire che nulla è deciso. E noi non abbiamo ricevuto già indicazioni in senso negativo che nulla si potrà fare. L’auspicio è invece quello che qualcosa si possa ancora fare, anche come segnale di speranza per l’arrivo del nuovo anno. Magari, come ipotesi, solo autorizzare l’accensione dei pupi senza gente in strada, da guardare anche dal balcone o da terrazzo delle proprie case per chi abita nelle vicinanze, e unire simbolicamente, con il fuoco purificatore, le speranze di tutte le famiglie per la fine di questa triste pandemia. Noi comunque non ci rassegniamo” concludono Chetta e Scialpi, “come associazione abbiamo ancora due anni di protocollo d’intesa con il Comune e dobbiamo essere noi i primi ad essere informati se le manifestazioni del Natale e l’incendio dei pupi potrà avvenire o meno”.   

Al momenro solo la luce delle luminarie potrà, forse, dare un barlume di normalità nei prossimi giorni legati al periodo natalizio. L’emergenza Covid ha paralizzato le belle aspettative che erano in animo con la VI^ edizione del Villaggio di Babbo Natale (Wonder Christmas Land) dei ragazzi di via Malinconico e l’associazione Poieofolà e la direzione artistica di Alberto Greco nelle sale della Galleria dei Due Mari e il progetto de "L'Isola del Natale-dove la fiaba è realtà”, un'iniziativa del tutto originale per la città di Gallipoli prevista, prima dell’emergenza, esclusivamente nel borgo antico con la collaborazione attiva dei commercianti.

Un percorso tematico natalizio interattivo, che si sarebbe snodato lungo le vie interessate, con spettacoli a tema inseriti in un programma ben definito, secondo le iniziative che erano state approntate in itinere dalla Pro loco, associazione dei commercianti e imprenditori di Gallipoli, il Distretto urbano del commercio, l’Unione fioristi di Gallipoli, Amart e l’associazione culturale Poieofolà. Per ora l’emergenza Covid ha bloccato ogni iniziativa pubblica, ma lo spirito e l’estro gallipolino non sembrano voler mai andare in lockdown, soffiando sull’anelito desiderio di non arrendersi.

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