Venerdì, 23 Luglio 2021
Gallipoli

La Seta scarica tutte le accuse: “Contro questa ditta solo fango”

Con un corposo memoriale la società che gestisce il servizio di igiene urbana in regime di proroga respinge tutti gli addebiti del Comune e le "inesattezze" dei politici. E lancia l'accusa: "Ci denigrano per soffiarci l'appalto"

Operatori della Seta a Gallipoli.

 

GALLIPOLI - Basta con la politica dello scarica barile. Basta alle vessazioni, ai condizionamenti e alla disinformazione. Ma soprattutto basta con le “turbative d’asta”. Ora dopo le decisioni del Comune sul fronte del nuovo appalto dei rifiuti, le riunioni d’urgenza per decretare le emergenze e “sbloccare” le quote del canone mensile e le vertenze dei lavoratori sempre in atto, ad alzare la voce è proprio la Seta-Cogei. La società mista pubblico privata che dal 2003 ha in carico il contratto di appalto dei servizi di igiene urbana del Comune di Gallipoli, in regime di proroga dopo la scadenza fissata al 30 settembre scorso. Dai vertici aziendali ancorati nella Capitale, la società grida le sue ragioni. E dice basta. Con dovizia di particolari e con la ricostruzione dell’annosa vicenda, scandita anno per anno. E per dare la propria versione dei fatti in merito alle verifiche, le inadempienze, i ritardi nei pagamenti degli stipendi e quant’altro continua a pesare (al netto delle vicende giudiziarie parallele) sul groppone della società mista di cui suo malgrado il comune di Gallipoli è ancora socio di maggioranza. Nonostante la volontà più volte manifestata dall’amministrazione comunale di cedere quelle quote societarie e nei fatti un consorzio operativo solo sulla carta. Ma tant’è.

La Seta-Cogei cerca di porre un freno alla strada intrapresa dall’amministrazione pubblica con i recenti atti sanciti dalla volontà dell’assise comunale e con le ammende e i procedimenti amministrativi posti a carico della ditta. Ovvero il Comune di Gallipoli, in attesa della riorganizzazione degli ex Ato e dell’Aro e quindi della riattivazione delle procedure di gara per l’affidamento del nuovo appalto dei rifiuti, sarebbe ormai orientato a decretare la decadenza del contratto d’appalto (che essendo prorogato è a tutt’oggi ancora valido) proprio in virtù delle inefficienze e inadempienze accertate. Una condotta che la Seta Eu ora contesta nei modi e nei tempi. E lanciando a sua volta accuse circostanziate raccolte in un corposo atto reso noto dal legale rappresentate e difensore della Seta Eu, l’avvocato Venerando Monello.

Un’arringa difensiva per precisare quelle che, secondo la società mista, sono state le “inesattezze” e le accuse “persecutorie” montate quasi ad arte per gettare fango sulla ditta e sulla sua attività. E ce n’è per tutti: politici, consiglieri, progettisti e lavoratori. Con una chiosa finale che racchiude la chiave di lettura a firma della Seta Eu di tutta la contorta  vicenda del servizio di igiene urbana in quel di Gallipoli: dal canone inadeguato, al lodo arbitrale, alla transazione “mai ratificata” dalla ditta, ai “conflitti d’interesse” di consiglieri comunali e presidenti di commissione, all’assenteismo e alle malattie croniche di alcuni dipendenti, e chi più ne ha più ne metta. In altre parole Seta scarica tutte le accuse, rigetta la figura di “essere la panacea di tutti i mali della città di Gallipoli” e contrattacca. Ponendo anche il mondo della politica e non solo al cospetto delle proprie responsabilità.

“È di tutta evidenza che i fatti e le circostanze, così come descritti” si legge in un passaggio saliente nella nota del legale della Seta (qui la nota completa in pdf), “configurano una vera e propria turbativa d’asta volta a precostituire inadempienze e sanzioni a carico di Seta, alla risoluzione del contratto in corso, ed al contempo a creare tutte le condizione per escludere successivamente la partecipazione di Seta, dalla futura gara d’appalto. Seta ritiene che vi sia in atto un tentativo di creare scientemente un clima di emergenza in relazione al servizio di igiene urbana al fine di raggirare i divieti posti in essere dalla legge regionale n. 24, in ordine al divieto per le Amministrazioni comunali di indire nuovi banda di gara”. In allegato il memoriale “difensivo” integrale inviato dalla Seta. 

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