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Macabra scoperta fra le dune gallipoline: ossa di un neonato. Forse sepolte da anni

Una donna le ha trovate sdraiandosi questo pomeriggio nel tratto di spiaggia libera, sul lungomare, non lontano dallo stadio comunale. Frammenti vari e un cranio discretamente conservato. Per il medico legale potrebbero risalire a diverso tempo addietro. Sul posto gli agenti del commissariato

GALLIPOLI – Le ossa del neonato erano sotto un velo di sabbia. Frammenti sparsi, un cranio in discrete condizioni. Chissà da quanto tempo le dune custodivano silenti quel segreto indicibile, forse il figlio di una relazione clandestina, forse un bimbo che nessuno avrebbe potuto mantenere o di cui nessuno avrebbe dovuto sapere.

Il giallo dell’estate arriva da Gallipoli. Ed è una scoperta inquietante, così stridente rispetto al contesto: spiagge assolate e discoteche. La capitale del divertimento estivo nel Salento. I resti del bimbo senza patria e senza nome se li è ritrovati addosso, con orrore, una bagnante. Era il tardo pomeriggio, il sole già iniziava a calare sulla linea dell’orizzonte. A Gallipoli è uno spettacolo unico, il cielo si accende di un rosso infuocato, una luce che stupisce.

Ma la donna non è riuscita a godere lo scenario. E’ rimasta paralizzata, sì, ma non dalla meraviglia, quanto dall’orrore. Aveva steso il telo e si era sdraiata per godersi il fresco del crepuscolo. Ed ha sentito qualcosa sotto la spalla. Un ramo secco? Una bottiglia? Ha spiato sotto. La scoperta è stata sorprendente, shoccante.       

Nel giro di pochi minuti quel tratto di spiaggia libera è stato cinturato dagli addetti ai lavori: gli agenti di polizia del commissariato gallipolino, coordinati dal vicequestore aggiunto Emilio Pellerano, la scientifica, il medico legale Alberto Tortorella, incaricato dalla Procura. La zona è quella del lungomare, litoranea sud, non lontano da Lido San Giovanni e a poche decine di metri dallo stadio comunale.

Per lo specialista, i resti potrebbero risalire a diverso tempo. Anni, forse. E’ quanto emerso per il momento solo dall’osservazione dei segni su quelle piccole spoglie nascoste fra vegetazione e sabbia, a diversi metri dalla battigia. Qualcuno, in un punto imprecisato del tempo, potrebbe aver scavato in fretta, non troppo in profondità per cercare di non attardarsi, di non essere scoperto nel vivo di un delitto raccapricciante, dando sepoltura segreta al bambino. O, magari, quel piccolo corpo potrebbe essere stato depositato lì da una mareggiata.

Chiaramente, solo ipotesi, per ora. Qualcosa di più si potrà scoprire, forse, dopo le analisi che saranno disposte nelle prossime ore dal pubblico ministero di turno presso la Procura di Lecce, Stefania Mininni. Le spoglie del neonato sono state recuperate dalla polizia scientifica.  

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