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Mercato ittico non a norma. E i grossisti “congelano” la gestione

Nel corso del sopralluogo nella struttura all'ingrosso da parte dei privati interessati a partecipare alla gara, evidenziate incongruenze tecniche e sanitarie.L'associazione dei commercianti ittici "Gambero Viola" chiede chiarezza

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati).

 

GALLIPOLI - Gestione del mercato ittico all’ingrosso in alto mare. E i privati che avevano balenato l’idea di partecipare al bando per l’affidamento della struttura sono costretti a frenare bruscamente. Non per volontà, ma per evidente impossibilità di operare all’interno della struttura di via Lecce. E di ottenere anche tutte le autorizzazioni di carattere sanitario indispensabili per mettere in funzione e rendere operativo il mercato. Così le potenziali offerte relative al bando pubblico per l’affidamento trentennale del complesso, sono state per così dire “congelate” dai privati per il semplice fatto che la struttura è stata ritenuta del tutto inadeguata. Questo è quanto emerso dalle verifiche all’interno della struttura effettuate ad inizio settimana nell’ambito del sopralluogo propedeutico alla presentazione definitiva delle domande per aggiudicarsi la gestione del mercato. E i privati interessati hanno fatto, inesorabilmente, marcia indietro. In particolare l’associazione “Gambero Viola” che riunisce tutti i commercianti all’ingrosso di prodotti ittici della città e i titolari dei magazzini del pesce di via della Cala.

La delusione è stata indicibile, quando i rappresentanti del sodalizio del Gambero Viola e altri aspiranti alla corsa per la gestione hanno effettuato il sopralluogo presso la struttura alla presenza delle autorità preposte, ai tecnici e alla Asl territoriale. “Nella convinzione di poter meglio svolgere la nostra attività, abbiamo costituito l’associazione Gambero Viola che riunisce tutti i commercianti all’ingrosso di prodotti ittici della Città di Gallipoli” spiega in premessa il presidente dell’associazione Massimo Bianco, “e ciò  anche allo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Gallipoli per l’affidamento della nuova struttura dichiaratamente adibita a mercato ittico. E a tal fine è stato investito uno staff di professionisti per valutare tutte le questioni giuridiche, tecnico-edilizie e sanitarie connesse all’affidamento e gestione della struttura, presso la quale è stato pure espletato un sopralluogo con i rappresentanti di tutte le amministrazioni locali ivi compresa quella sanitaria di vertice”.

E proprio in seguito alle verifiche in loco che sono emerse le incongruenze evidenziate dagli aspiranti gestori e dei potenziali partecipanti al bando di gara. “E’ emersa chiaramente la oggettiva impossibilità, per la categoria, di svolgere presso quella struttura, l’attività di commercializzazione di prodotti ittici all’ingrosso” puntualizza nel dettaglio il presidente del sodalizio dei grossisti del Gambero Viola, “poiché l’opera per come realizzata, oltre alle precarie condizioni in cui versa, è adatta esclusivamente a Centro collettivo d’asta unica finalità utilizzatoria per cui può peraltro ottenersi il riconoscimento comunitario”

“Si è così preso atto che l’insediamento dei commercianti all’ingrosso” prosegue Massimo Bianco, “allo stato, non è praticabile salvo che la struttura non venga  rimodulata. Mi rivolgo pertanto, a nome di tutti gli imprenditori che rappresento, all’amministrazione comunale ed a tutte le autorità preposte affinché avviino un percorso di adeguamento della struttura che consenta di praticare in modo unitario l’attività di commercializzazione di prodotti ittici all’ingrosso e tutte quelle attività connesse svolte dalla categoria tra cui la conservazione, l’arricciamento e la commercializzazione dei prodotti ittici anche surgelati. Se tanto non sarà possibile” conclude, “non resterà che prendere definitivamente atto che l’attività svolta dalla categoria, tipica di un mercato ittico, non potrà essere praticata in tale struttura di guisa che, a quel punto, la relativa destinazione dovrà essere mutata affinché la pregevole opera possa essere fruita nell’interesse della città e, comunque, sottratta a quel totale e doloroso stato di abbandono in cui attualmente versa”.

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