Gallipoli

Dal ministero garanzie su Piano sanitario. “Ci sarà attenzione per il Sacro Cuore”

Il direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute risponde alle segnalazioni inviate, già a settembre, dall'associazione pro ospedale di Gallipoli. "Verifiche sulla rete regionale". E Scigliuzzo invita Gorgoni

L'ospedale di Gallipoli

GALLIPOLI – L’applicazione definitiva del Piano di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia non dovrà penalizzare le sedi che garantiscono standard strutturali e adeguate vie di collegamento. E la valutazione complessiva non potrà prescindere dalla ricognizione finale che, nell’interezza del provvedimento, spetta al ministero della Salute e al Governo centrale. Su tali prospettive si torna a sperare in concreto sul reale potenziamento del presidio ospedaliero del Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, e dei sui rami di specializzazione chirurgica, cardiologica e sull’attivazione raccordata del Trauma center. Le rassicurazioni giungono direttamente  dagli uffici romani del ministro Beatrice Lorenzin che nei giorni scorsi hanno dato riscontro ad una lettera di segnalazione sul nodo del riordino ospedaliero pugliese inviata dall’omonima associazione “Sacro Cuore di Gesù-Ospedale dell’arco Ionico Salentino” presieduta da Giacinto Scigliuzzo. La nota, inviata lo scorso mese di settembre all’attenzione non solo del ministro Lorenzin, ma anche del presidente del consiglio, Matteo Renzi e del presidente della Commissione europea, Iosè Manuel Barroso, poneva l’accento proprio sul piano di riordino ospedaliero regionale della Puglia e sulle sue specifiche ripercussioni anche sul territorio salentino.

“In provincia di Lecce, in un raggio di circa venti chilometri, sono operativi sette ospedali fra cui, oltre a quelli di Lecce e Tricase, anche i presidi di Scorrano, Copertino, Galatina, Gallipoli e Casarano” scriveva Scigliuzzo in un passo della sua missiva, “e quattro di queste strutture, ancora assolutamente inadeguate sotto il profilo strutturale e dell'offerta sanitaria, sono situate nel centro abitato e non sono servite, fatta eccezione per l’ospedale di Gallipoli, da una rete viaria a scorrimento veloce di collegamento a Lecce e Tricase. In passato è accaduto” ha aggiunto Scigliuzzo, “che per motivi ai molti sconosciuti, invece di procedere alla chiusura e accorpare delle strutture inadeguate, si è preferito mantenere in vita anche ospedali con nessun requisito di sicurezza dove a fatica vengono eseguiti interventi e prestazioni di scarso se non di basso profilo medico. La situazione di cui sopra, per ovvi motivi di contenimento della spesa” concludeva il presidente dell’associazione pro ospedale di Gallipoli, “ha prodotto nel tempo un'arretratezza del sistema con i costi inutili di esercizio di queste strutture. Anche questo a scapito del numero e della sicurezza del personale che continua a fare sacrifici per mandare avanti i reparti”. Alla luce di ciò, e sulle previsioni ventilate nei mesi scorsi sul Piano di riordino ospedaliero definitivo, dall’associazione si chiedeva dunque un’azione concreta di verifica e di valutazione sulle reali potenzialità e sul grado di efficienza delle strutture salentine.        

E il riscontro è giunto, con l’avvio del nuovo anno, con una nota con cui il Direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, Renato Botti, ha risposto alle sollecitazioni di Scigliuzzo ed ha assicurato “la massima attenzione nella valutazione della rete pugliese nella sua interezza". Lo stesso presidente dell’associazione pro ospedale ha reso noto il contenuto delle risposta del direttore Botti per conto del ministro Lorenzin. “Il direttore generale della programmazione sanitaria” spiega Scigliuzzo, “ha preso innanzitutto atto della situazione esistente nei presidi ospedalieri in provincia di Lecce, segnalata dalla nostra associazione, di cui sono peculiari le inadeguatezze strutturali e di collegamento viario veloce con i rispettivi hinterland, situazioni che notoriamente non penalizzano però il Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli. il direttore Botti ha ricordato che la Regione Puglia, per altro destinataria della nota di risposta, al pari dell'Ufficio di gabinetto del ministro, deve allineare la propria rete ospedaliera anche alla luce delle osservazioni formulate dal Governo centrale. A quel punto gli atti dovranno essere trasmessi al Ministero e potranno essere valutate, in sede centrale, le situazioni per le quali questa associazione ha chiesto attenzione per il nosocomio ionico e prima dell’attuazione definitiva”.

Nel frattempo Scigliuzzo auspica che il nuovo direttore generale della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, “voglia effettuare un sopralluogo per conoscere il nostro ospedale. Sono sicuro che, come successo in passato a tutte le personalità, mediche e politiche, che lo hanno visitato” conclude il presidente dell’associazione pro ospedale, “apprezzerà la struttura e converrà sulla necessità che non rimanga più a lungo sottoutilizzata, ma al contrario potenziata per rispondere adeguatamente alle esigenze sanitarie”.

                                                                                                                          

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