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Misterioso "avvertimento": fiamme negli abitacoli di due compattatori della Navita

Ignoti si sono introdotti in due mezzi della Navita, spargendo liquido infiammabile e dando fuoco. La sensazione è che abbiano volontariamente usato poca benzina. I danni sono infatti irrisori, al punto tale che questa mattina il servizio è partito regolarmente. Sul posto la polizia di Gallipoli

GALLIPOLI – Tanto irrisorio il danno, quanto inquietante il gesto. E molto. Il movente non è chiaro, ma l’avviso sembra piuttosto diretto: “questa volta lasciamo i mezzi intatti, la prossima non si sa”. Oggetto di attenzioni molto particolari, nella notte appena trascorsa, sono stati due autocompattatori in uso alla Navita Srl.

La società, con sede legale a Bari, si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Gallipoli. Ha ricevuto nel marzo scorso la proroga dell’appalto dal Consiglio comunale, dopo la risoluzione del contratto con la Seta-Cogei. Si tratta di un affidamento temporaneo, in attesa che venga indetto il nuovo bando di gara.    

Di notte, dunque, ignoti si sono recati nei pressi del deposito "armati" probabilmente di bottiglie piene di benzina. Lo stabile sorge lungo la provinciale per Taviano, nella zona Pip, l’area artigianale della città jonica. Non tutti i mezzi, però, riescono a trovare posto all’interno, a causa di ciò alcuni vengono posteggiati al di fuori, nei pressi del muro di cinta.

I malintenzionati non hanno dovuto quindi neanche scavalcare pareti e cancelli, correndo il rischio magari di essere sorpresi. Hanno semplicemente spalancato gli sportelli di due compattatori – che erano peraltro aperti -, versando liquido infiammabile nell’abitacolo.

Da qui le fiamme, che hanno giusto attecchito sui tappetini, estinguendosi da sole. La scoperta è stata fatta soltanto all’alba di oggi, quando i lavoratori hanno iniziato i loro turni. Ed è stata chiamata la polizia. Sul posto si sono recati gli agenti del commissariato di Gallipoli, diretti dal vicequestore aggiunto Emilio Pellerano.

La sensazione è che gli ignoti abbiano volontariamente sparso poca benzina all’interno dei compattatori, per provocare un danno appena visibile, lasciando quindi solo un “messaggio”.

I mezzi, di fatto, non sono stati compromessi, tant’è che dopo i rilievi, hanno regolarmente avviato il loro turno, entrando a Gallipoli per le pulizie. I motivi che hanno però condotto a questa singolare intimidazione non sono noti. Gli amministratori dell’azienda, dal canto loro, non hanno subito minacce. 

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