Gallipoli

Niente posti per l’ormeggio “gratuito”. Le barche della Paolo Pinto restano a terra

Un problema in più per i sub e i volontari dell’associazione che non possono più usufruire dei ricoveri presso i pontili privati e sono stati costretti a riportare a terra i natanti utilizzati per monitoraggio e attività in mare. Appello anche al Comune per risolvere la questione

GALLIPOLI - Cercasi posto barca disperatamente per non tirare i classici "remi in barca" e lasciare i tre mezzi nautici (utilizzati per il monitoraggio delle coste, l’attività di appoggio ai sommozzatori e per il recupero del materiale dai fondali) letteralmente sulla terra ferma. C’è una problematica in più per l’associazione subacquea e di volontariato di protezione civile della Paolo Pinto di Gallipoli in vista della stagione estiva e per la prosecuzione delle attività ambientali lungo il litorale.

Ben tre imbarcazioni utilizzare dagli operatori subacquei e impegnati nell’attività di recupero dei rifiuti dai fondali della costa gallipolina, dopo un varo temporaneo nelle scorse settimane, sono ora costrette a terra per la carenza di posti di ormeggio a disposizione. E dal sodalizio della Paolo Pinto parte non solo il grido d’allarme, ma anche un appello per risolvere la questione indirizzato a quanti possano trovare una soluzione in merito e alle istituzioni, compreso il sindaco Stefano Minerva.

Sino a pochi giorni addietro l’associazione ha potuto usufruire, a titolo gratuito, delle disponibilità dei posti barca offerti da alcune delle darsene private della città (Bleu Salento, per almeno cinque anni e Assonautica, e nell’ultimo mese del pontile Marechiaro delle Scale Nove), ma in questi giorni tale disponibilità, anche se a malincuore, non è più prorogabile. E le tre barche sono tornate ad essere parcheggiate nell’atrio della sede dell’associazione presso l’ex caserma dei carabinieri. 

“Con grande malincuore, dopo tanti sacrifici per dotarci di tre imbarcazioni, una utilizzata per il monitoraggio delle coste, una a servizio dei sommozzatori e l'altra per il recupero del materiale, indispensabili per i vari servizi che da diversi anni portiamo avanti per amore del mare e della nostra Gallipoli” spiegano dalla Paolo Pinto, “siamo costretti a tirare i remi in barca. Quest'anno, le nostre barche sono a terra per carenza di posti di ormeggio. Ma è mai possibile che per un'associazione di volontari che si adoperano per la salvaguardia marina, non a fine di lucro, non ci siano dei posti per le barche? Il nostro è un appello, uno sfogo. Abbiamo voglia di urlare, di mollare tutto, ma continuiamo a lottare”.

Da qui il reiterato appello, a tutti coloro che in questi anni hanno apprezzato ed elogiato il lavoro svolto dai volontari gallipolini, e anche alle istituzioni cittadine e al sindaco, per trovare uno spazio adeguato per ormeggiare le imbarcazioni pronte ad essere utilizzate in mare.  

Barca Paolo Pinto-2 

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