Gallipoli

Non ci fu tentativo di truffa, assolta in appello l'ex assessore Alessandra Pizzi

Assoluzione piena per l'ex assessore al Turismo ed allo Spettacolo del Comune di Gallipoli della giunta Barba. In primo grado era stata condannata ad otto mesi. Lei ha sempre negato ogni accusa, evidenziando come fosse creditrice

LECCE – Assoluzione piena in appello per l'ex assessore al Turismo ed allo Spettacolo del Comune di Gallipoli, Alessandra Pizzi, accusata di aver gonfiato o addirittura inventato le spese di viaggio sostenute per conto dell'amministrazione comunale della quale faceva parte. La sentenza è stata pronunciata nella tarda serata dai giudici della Corte d’appello di Lecce, che hanno sposato in pieno la tesi difensiva del legale della donna, l’avvocato Andrea Sambati.Tr

In primo grado il giudice Michele Toriello del Tribunale di Gallipoli, che aveva ritenuto valide le contestazioni mosse all'ex amministratrice, aveva condannato l’imputata ad otto mesi di reclusione (pena sospesa e senza menzione nel casellario giudiziario)

Secondo l’ipotesi accusatoria Alessandra Pizzi avrebbe per due volte tentato di truffare l'amministrazione guidata da Vincenzo Barba per intascare la somma di circa 800 euro producendo tre fatture false che l'interessata ha dichiarato, nella penultima udienza, di non aver mai visto, sostenendo di essere stata vittima di un complotto politico. Le contestazioni di truffa portate a processo dall’accusa, erano inizialmente tre per un importo complessivo di circa mille e 800 euro.

L'avvocato difensore dell'ex assessore, Andrea Sambati, aveva chiesto l'assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste". Alessandra Pizzi ha sempre ribadito la propria estraneità ai fatti, evidenziando come fosse creditrice nei confronti del Comune di Gallipoli di circa 3mila e 500 euro.

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