Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

Nuovi controlli in mare della guardia costiera. Sequestrate nasse e reti irregolari

Dopo il blitz nell'area portuale di Gallipoli per contrastare la vendita abusiva sulle banchine nuovi controlli in mare lungo il litorale ionico. E scatta il sequestro di 15 nasse, una rete da posta con 600 ami e un palangaro utilizzati fuori norma

GALLLIPOLI - Controlli senza sosta in questi giorni nell’ambito dell’area portuale di Gallipoli e lungo tutto il litorale di competenza della Capitaneria di porto ionica. Dopo le operazioni a tutela del consumatore, condotte all’interno del porto nel fine settimana, in sinergia tra i militari della guardia costiera e i Nas dei carabinieri, continuano gli impegni ispettivi anche in mare eseguiti dai mezzi navali alle dipendenze dell’autorità marittima.

Nelle ultime ore il personale della Capitaneria ionica ha infatti posto sotto sequestro diversi attrezzi da pesca non conformi alla normativa nazionale e comunitaria vigente.

In particolare, nel corso della attività di verifica a bordo di motovedette e gommoni, i militari della guardia costiera hanno rinvenuto 15 nasse calate in mare senza le previste segnalazioni (e quindi pericolose ai fini della sicurezza della navigazione), un palangaro da fondo utilizzato da un pescatore sportivo composto da circa 600 ami, quindi ben oltre i 200 previsti dal regolamento di settore a tutela delle risorse ittiche, e anche una rete da posta della lunghezza totale di un chilometro sprovvista di qualsiasi identificazione e segnalamento. 

Immagine 2-2-7Il pescato frutto dell’attività irregolare, per circa 20 chili, ritenuto idoneo al consumo dagli ispettori veterinari della Asl, è stato devoluto in beneficienza. Mentre per i pescatori individuati è stata comminata una sanzione amministrativa pari a mille euro. Queste operazioni si inseriscono nella più ampia vigilanza che il Corpo delle Capitanerie di porto svolge, per contrastare il fenomeno del commercio del prodotto ittico derivante dalla pesca sportiva/ricreativa.

Tale attività mira alla tutela sia del consumatore in quanto il prodotto frutto di tali pratiche illecitamente commercializzato non è sottoposto al previsto controllo igienico-sanitario, sia alla tutela dell’intero comparto della pesca professionale impedendo o sanzionando indebiti sfruttamenti delle risorse ittiche.

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