Gallipoli

“Occorre riattivare la ferrovia turistica”: Rotaie di Puglia rinnova la richiesta

Nuova proposta dell’associazione che insiste sulla riabilitazione del tronco ferroviario. Lettera a Minerva, Emiliano e Gabellone

GALLIPOLI  - Sfruttare la fase attuativa della legge per l’istituzione delle ferrovie turistiche per riabilitare il binario in disuso che conduce alla fermata di Gallipoli Porto e riattivare i collegamenti per i treni storici e turistici. L’idea e la proposta tornano in auge. Ed a rinnovarla è ancora una volta l’associazione Rotaie di Puglia, presieduta Luigi Mighali, che ribadisce la volontà di recuperare i binari dismessi, ma ancora in sede, del tronco ferroviario che dalla stazione viaggia sul lungomare Marconi e arriva sino alla banchina di Gallipoli Porto, trasformandoli in corsia preferenziale per l’istituzione di una vera e propria ferrovia turistica.

L’articolo 2 della legge 128 del 9 agosto scorso, infatti, prevede un elenco di linee ferroviarie dismesse o in disuso, collocate nel territorio nazionale da recuperare e trasformare in ferrovie turistiche per far circolare su di esse convogli storici o comunque turistici in grado di portare in quei territori un turismo di qualità abbinato ad un turismo di massa legato a grandi numeri. Ma in tale elenco, ad oggi, non figurano linee ferroviarie pugliesi, eccezion fatta per pochissimi chilometri a Rocchetta Sant’Antonio, nel foggiano, per la linea diretta ad Avellino. “Questo rappresenta una grave mancanza per il nostro territorio poiché su di esso insistono ben quattro linee che, oggi chiuse, rappresentano un enorme potenziale turistico per i territori attraversati” sottolinea Mighali, “considerando anche il fatto che nel Piano strategico del Turismo della Regione Puglia esiste la voce riguardanti le ferrovie turistiche”. Tra queste linee proprio quella che conduce a Gallipoli Porto è tra quelle che Rotaie di Puglia vorrebbe riattivare con decisione e per farlo bisognerà forzare i tempi essendoci a disposizione 180 giorni dall’approvazione del regolamento previsto dalla nuova legge istitutiva delle ferrovie turistiche.  

Ed è per questo che il presidente di Rotaie di Puglia ha inviato nei giorni scorsi una lettera al sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, al presidente della Regione, Michele Emiliano, agli assessori regionali Loredana Capone e Antonio Nunziante, al presidente della Provincia, Antonio Gabellone e ai vertici di Ferrovie del Sud Est e Fondazione Ferrovie dello Stato per rinnovare tale proposta e snocciolando a corredo i dati e i potenziali vantaggi a beneficio del territorio salentino, mutuando tra l’altro le esperienze nazionali e internazionali nelle qual si è sposato tale progetto. “Sappiamo benissimo che in questi ultimi anni il territorio pugliese ha avuto una forte accelerata in termini di presenze turistiche ma allo stesso tempo esso mostra carenze sui collegamenti e sull’offerta legata al turismo esperienziale” spiega Luigi Mighali, “due elementi fortemente ricercati da un turista. In Italia, grazie all’operato della Fondazione Ferrovie dello Stato e al lavoro di tante associazioni, sta prendendo sempre più piede il turismo ferroviario ovvero quel turismo, capace di abbinare turismo di massa a turismo di qualità, raggiungendo, dai grossi centri, tramite ferrovie minori e treni storici, i borghi e le località di provincia, portando lì notevole ricchezza, soprattutto in periodi di bassa stagione turistica”. Sullo stesso tronco di Gallipoli Porto vi è la volontà di realizzare una pista ciclabile affiancata ad un nuovo marciapiede ma a differenza di una ferrovia turistica, secondo lo studio di Rotaie di Puglia, la semplice pista ciclabile lunga poche decine di metri (nel caso di Gallipoli 400 metri) non porterebbe né turismo, né soprattutto ricadute economiche sul territorio.

“Focalizzando l’attenzione su Gallipoli, qualcuno senz’altro ricorda negli anni scorsi” incalza Mighali, “alcune iniziative che hanno portato all’arrivo nel porto di Gallipoli del treno storico Salento Express con un carico costante di 300 viaggiatori, affascinati dall’idea di raggiungere in treno la città vecchia di Gallipoli attraversando il ponte sul seno del Canneto. Quello che però, più di tutti, è rimasto nel ricordo della collettività è stato il Treno dei Due Mari, effettuato nel 2015 da Gallipoli Porto ad Otranto, collegando due città che ad oggi in estate non hanno un collegamento diretto tra loro nemmeno in autobus e questa è una carenza non da poco conto per un territorio vocato al turismo e che da anni lamenta ad alta voce la mancanza di collegamenti. Il Treno dei Due Mari fu effettuato come un esperimento ma diventò in poche ore un fenomeno incredibile. Fu infatti riempito in soli cinque giorni con 300 turisti provenienti da ogni angolo d’Italia e ad essi fu dato, oltre al viaggio in treno, il servizio di guide ad Otranto, l’intrattenimento musicale a bordo, le degustazioni a bordo e l’ingresso ridotto nei castelli di Otranto e Gallipoli. Parliamo semplicemente del top rappresentato dal turismo esperienziale abbinato al turismo slow” continua Mighali, “da tanti decantato, ma da pochi purtroppo effettivamente realizzato nella nostra regione. Nonostante le tantissime richieste, l’esperimento non fu più ripetuto”.

_MG_8032-3Il tronco ferroviario di Gallipoli Porto, aperto al traffico nel 1903 è stato messo in disuso nel 1997 una volta ripreso e riqualificato come metropolitana di superficie su iniziativa del Comune, con l’allora sindaco Flavio Fasano, e delle Fse, perché scarsamente utilizzato e funzionale. Ma secondo l’associazione di Rotaie di Puglia sarebbe il tempo ora di scommettere sulla riabilitazione, a scopo prettamente turistico, di quel tronco ferroviario. “Bisogna immaginare  quanti benefici possa portare la riqualificazione in chiave turistica del tronco ferroviario del porto” puntualizza Mighali, “nessuna città ha la possibilità di avere una ferrovia che collega isola a terraferma, passando accanto alla fontana più antica sul territorio nazionale, quale quella Greca, e giungendo accanto ad un castello, sotto alle mura del centro storico e dentro ad un mercato ittico.

In realtà solo Venezia ha una ferrovia che collega isola a terraferma” aggiunge il presidente di Rotaie di Puglia, “ma di certo accanto ai binari non ha le ricchezze architettoniche, storiche e culturali che ha Gallipoli. Molte città in Italia stanno recuperando i propri binari dismessi, perché La Città Bella dovrebbe andare in controtendenza cancellando la storia e rinunciando all’idea di avere un trampolino di lancio e un’attrattiva turistica da sfruttare in bassa stagione?

Nel caso poi si riuscisse ad attrarre le navi da crociera” conclude Mighali, “la possibilità di avere una ferrovia turistica sul molo potrebbe non solo essere una vetrina da presentare alle compagnie di navigazione, ma anche un’attrazione per i crocieristi che giungendo a Gallipoli troverebbero accanto alla nave un treno storico pronto a condurli a Galatina, Lecce, Otranto anziché trovare un insignificante pullman a bordo del quale vistare i centri del Salento”. Una proposta quella di Rotaie di Puglia da valutare e conciliare anche con le prospettive disegnate nel Piano Strategico del Turismo della Regione Puglia, nel quale esiste la voce riguardante le ferrovie turistiche, e anche con il progetto di allargamento e riqualificazione del lungomare Marconi sul quale il Comune e le Ferrovie del sud est di stanno da tempo confrontando e nel quale però i 400 metri di linee ferrata che si estendono sino a Gallipoli Porto sarebbero già destinati allo smantellamento.

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