Gallipoli

Vertice al “Sacro Cuore”. Battaglia al Tar e in Regione per Ostetricia

Nell'incontro di questa mattina tra politici, sindacati e operatori sanitari ribadita la necessità di salvaguardare l'ospedale di Gallipoli. Il sindaco Errico e il Pdl uniti nella battaglia comune. Capone: "Si può cambiare idea"

L'Ospedale Sacro Cuore di Gallipoli

GALLIPOLI  - La mobilitazione c’è stata. Il dialogo e il confronto serrato, pure. Ora per il futuro dell’ospedale Sacro Cuore di Gesù bisognerà attendere il cambio di rotta della Regione. Se mai ci sarà. E il cui orientamento sui tagli e sul bilanciamento dei punti nascita “non è ancora definitivo”, ha spiegato la vicepresidente regionale Loredana Capone. Speranza che si riaccende? O semplice tentativo di calmierare il pentolone bollente delle proteste di massa sulla dorsale ionica, dove le comunità di Gallipoli e Casarano sono sul piede di guerra per lo “scippo” argomentato dalla fase due del piano di riordino sanitario?. Si vedrà. Questa mattina si è svolto, nella sala convegni del presidio ospedaliero di Gallipoli, l’incontro programmato dal primo cittadino Francesco Errico e aperto a tutte le componenti politiche, sociali e agli operatori del settore per analizzare le iniziative da intraprendere per difendere l’integrità del Sacro Cuore di Gesù.      

“Sin quando ci sarà anche soltanto mezzo spiraglio per tutelare le ragioni del nostro ospedale, continueremo in modo fermo e determinato a difenderlo, convinti come siamo di avere molteplici e valide argomentazioni per sostenere l’integrità del Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli” ha detto proprio il sindaco Francesco Errico subito dopo l’incontro tenutosi questa mattina presso la sala convegni dell’ospedale gallipolino e finalizzato a sostenere le aspettative del nosocomio locale contro ipotesi di riduzioni o tagli di reparto, Ostetricia in primis. Un incontro molto partecipato, cui hanno preso parte il deputato Vincenzo Barba, i consiglieri regionali Rocco Palese, Antonio Maniglio, Antonio Barba e Salvatore Negro, i sindaci di Sannicola e Melissano ed i consiglieri provinciali di Gallipoli, Salvatore Di Mattina e Sandro Quintana. Sono intervenuti i movimenti civici in difesa dell’ospedale, Cittadinanzattiva-Tribunale del malato, le organizzazioni sindacali, addetti ai lavori e semplici cittadini interessati conoscere le sorti del proprio ospedale.  

Presente anche la vicepresidente della Regione, Loredana Capone, la quale nel suo intervento ha sostenuto come la scelta del taglio di Ostetricia per Gallipoli non sia definitiva e che vi sono ancora due stadi, la commissione consiliare e l’Assise regionale, “per ribaltare una situazione delineata in questi giorni per il pressing del Governo, che ha chiesto tempi stretti alle Regioni nella definizione della situazione ospedaliera”. Sempre la vicepresidente ha altresì sostenuto come l’impegno della Regione può rivolgersi a guardare meglio, proprio per Ostetricia, la questione della territorialità, che ad oggi penalizza l’arco ionico. Della serie almeno uno dei punti nascita “tagliati” tra Casarano e Gallipoli deve essere mantenuto in vita. E il sindaco Errico ribadisce, ovviamente, le ragioni a favore del nosocomio gallipolino. “La nostra determinazione deriva dalla consapevolezza dei titoli e  delle potenzialità del nostro ospedale” dice il primo cittadino, “che ha standard strutturali elevatissimi, è perfettamente agibile, è realizzato con sistemi antisismici, nonché facilmente raggiungibile ed accessibile dall’utenza. Il tutto rammentando il carico antropico di riferimento che viene servito d’estate e che verrebbe oltremodo penalizzato in caso di riduzioni o limitazioni della nostra struttura. Senza dimenticare” conclude Errico, “il discorso-territorialità, visto che la parte ionica della nostra provincia resterebbe senza questo importante reparto”.

Ma c’è di più, perché come già annunciato anche dalle componenti politiche del Pdl regionale e locale, la difesa delle ragioni del nosocomio ionico partirà da un ricorso al Tar in itinere contro le previsioni ipotizzate dalla Regione nella delibera dello scorso martedì e con una conferenza dei sindaci dell’Ambito Sociale, le cui risultanze saranno portate direttamente all’attenzione del governo di via Capruzzi. “Un atto concreto” dice ancora il sindaco Errico, “in cui metteremo nero su bianco i motivi che dovrebbero portare la Regione non solo a non tagliare o ridurre reparti ma anche a implementare quello che deve essere un punto di riferimento sempre più importante nel panorama sanitario ed ospedaliero del nostro territorio”. E c’è un altro aspetto da chiarire e che nel corso della riunione è stato paventato a più riprese. Quello del possibile smantellamento del reparto di Rianimazione del Sacro Cuore di Gesù, nuovo di zecca e mai attivato, di cui alcune attrezzature saranno trasferite ( a quanto pare solo temporaneamen

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