Gallipoli

Scogliere a rischio crollo. I divieti potranno essere rivisti dopo le verifiche

Vertice in Comune tra Aprea, Capitaneria e il dirigente dell’ufficio tecnico per fare il punto della situazione sull’ordinanza dell’autorità marittima. Sarà fornita a breve una relazione tecnica geologica

Un tratto della costa gallipolina

GALLIPOLI - L’ordinanza della Capitaneria parla chiaro e sulla tutela dell’incolumità pubblica non si può certo transigere. Ma come aveva garantito ed esplicitato il comandante della capitaneria di porto, Attilio Maria Daconto, l’ordinanza e i divieti sui tratti costieri ritenuti a rischio crollo o sfaldamento potranno essere attenuati ed eventualmente rivisti. Il tutto in presenza di certificazioni tecniche che ne garantiscano la sicurezza e la stabilità geomorfologica. Una prassi già adottata in passato per gli altri comuni rivieraschi salentini e che ha portato a liberare diverse aree considerate  a medio ed alto pericolo (Pg1 e Pg2), ma ritenute comunque stabili e sicure dai geologi. Nelle zone in cui i pericoli rimarranno comunque in auge, divieti e limitazioni non potranno che essere confermati. E in tale direzione si muoverà anche il Comune di Gallipoli dopo il vertice che nella mattina di ieri ha visto confrontarsi il commissario straordinario Guido Aprea, il dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Cataldi, e il comandante della guardia costiera. Un incontro mirato proprio a fare il punto della situazione inerente l'ordinanza interdittiva della Capitaneria su almeno una decina di tratti costieri (comunque poco frequentati e in molti casi anche difficilmente raggiungibili) e per valutare anche le successive decisioni per garantire i livelli di sicurezza e di tutela dell’incolumità pubblica.

Movimenti franosi e crepe mettono a rischio in particolare la stabilità del costone roccioso del lungomare Galilei e le scogliere della Grotta dei Monaci e della Grotta del Diavolo. E quello resta il punto nodale. Oltre alla traslazione in mare dei divieti di balneazione, navigazione, sosta e ancoraggio di tutte le unità navali in genere e per la pesca professionale o sportiva da effettuare sottocosta entro i dieci metri di distanza, c’è da tenere in debita considerazione la sicurezza dell’intero costone roccioso anche a monte del litorale dove in estate viene concessa l’autorizzazione al montaggio del piccolo luna park e delle giostre per i bambini. Alcune delle attrazioni ludiche sono per altro già in fase di insediamento, ma sul lato “sicuro” prospiciente il lungomare. Un aspetto quest’ultimo che compete da vicino al Comune di Gallipoli e che anche alla luce della ridisegnata mappa del Piano stralcio di assetto idrogeologico (che inserisce quel tratto di costa del lungomare Galilei come zona Pg2, ovvero ad elevata pericolosità geomorfologica), è chiamato, oltre ad apporre la relativa cartellonistica di indicazione dei pericoli e alla futura messa in sicurezza, a decidere da subito sull’opportunità o meno di concedere il permesso a stabilizzarsi su quel tratto di costa.

“Le risultanze di tale incontro hanno portato all'impegno da parte del Comune” spiega in una nota ufficiale il commissario Aprea, “a predisporre, in tempi brevissimi, una relazione tecnica geologica da cui potranno essere rivalutati i provvedimenti interdittivi della Capitaneria di porto. Il tutto fermo restando che in tale provvedimento interdittivo non è coinvolto nessuno stabilimento balneare di Gallipoli, nè tantomeno alcuna struttura ricettiva. Ne discende” conclude Aprea, “che l'ordinanza proveniente dal comando locale della guardia costiera mira esclusivamente a garantire la pubblica  incolumità in tratti di costa impervi e comunque difficili da raggiungere”. Sulla scorta di tale intendimento la relazione tecnica dei geologi incaricati potrebbe consentire di ridurre, o in caso contrario confermare, i divieti traslati in mare dall’autorità marittima e di chiarire anche la situazione di aggravamento della pericolosità o meno del costone che sovrasta le grotte Monaci e del Diavolo in modo da poter confermare anche da parte del Comune la stabilizzazione (o meno) delle giostre su quel tratto di litorale. Una volta in possesso della relazione tecnica geologica la Capitaneria valuterà gli accorgimenti da apportare sui dettami dell’ordinanza che, a causa dei movimenti franosi e ai fini della tutela dell’incolumità pubblica, hanno vietato la balneazione, navigazione, pesca e ancoraggio dai 10 ai 20 metri di distanza dalla costa nello specchio acqueo in località Cotriero, per un tratto di bassa scogliera in località Pizzo, a San Giovanni alla Pedata, per lo Scoglio del Campo, sul litorale nord in zona San Leonardo. E ancora per lo specchio d’acqua antistante il lungomare Galilei e delle grotte Monaci e del Diavolo e analoga prescrizione per il pericolo davanti al litorale di Lido Conchiglie e la Montagna Spaccata. Fino a 5 metri dalla costa divieti per il pericolo frane anche nelle acque antistanti località Fontanelle e via Fiume.

Dal comando della Capitaneria di Gallipoli è stata ribadito, a scanso di qualsivoglia equivoco interpretativo sull’ordinanza vigente, che “nessun tratto di mare prospiciente stabilimenti balneari ovvero strutture ricettive ricadenti lungo il litorale gallipolino è stato interessato dai provvedimenti limitativi della balneazione ovvero di qualunque altra ulteriore attività connessa agli usi pubblici del mare”.

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