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Ragioni di sicurezza / Gallipoli

Ossidato e corroso, il “Travone” del lungomare Galilei sarà ora demolito

Pilastri e la lunga trave realizzati negli anni 90’ sulla scogliera come elemento decorativo costituiscono da tempo un pericolo costante. L’area è stata già delimitata e da lunedì inizieranno i lavori

GALLIPOLI - I pilastri degradati e la grande trave in cemento che campeggia sulla scogliera nei pressi di Piazza del Mare sul lungomare di Gallipoli saranno definitivamente abbattuti. L’area cantiere è stata già delimitata e lunedì partiranno i lavori di demolizione (prevista una spesa complessiva di 19 mila euro) della cosiddetta struttura a travoni posizionata nel tratto centrale del lungomare Galileo Galilei al fine di mettere in sicurezza l’area. Entro la fine di gennaio i lavori dovrebbero essere completati.

L’azione corrosiva del tempo e dell’aria salmastra marina stanno infatti continuando ad indebolire e rendere sempre più pericolosa la porzione del lungomare a ridosso della rotonda prospiciente piazza Falcone e Borsellino. E così, anche in previsione di una più organica e necessaria riorganizzazione delle strutture del lungomare Galilei, e della passeggiata intitolata all’ex sindaco Mario Foscarini, il primo passo in itinere, e già programmato dal Comune, sarà quello di demolire quello che comunemente viene indicato come “il Travone”, edificato alla fine degli anni 90’ sul litorale gallipolino.

La zona in questione, nei pressi della scogliera e a ridosso dell’altro manufatto cementizio a forma di prua di una nave (dal quale si ammira e si fotografa la baia del centro storico), è stata, da diverso tempo, delimitata e transennata al fine di garantire la sicurezza dei cittadini da possibili crolli di parte del materiale dovuti al distacco di copriferro in calcestruzzo a seguito di ossidazione delle armature metalliche. Per questo motivo, essendo l’area molto frequentata specialmente nel periodo estivo, l’amministrazione comunale ha scelto di abbattere definitivamente i pilastri e la grande trave.

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Quindi il potenziale pericolo è sempre in agguato come per altro già constatato, esattamente un anno addietro, dall’apposito sopralluogo di ingegneri e tecnici comunali.

Anche la giunta comunale del sindaco Stefano Minerva, con una delibera dello scorso anno, aveva preso atto dello stato dei luoghi e della situazione di pericolosità ed ha indirizzato la dirigente dell’ufficio tecnico comunale ad attivare tutte le procedure necessarie per l’abbattimento della struttura a travoni del lungomare Galileo Galilei.

Si tratta di uno dei manufatti ed elementi decorativi in cemento, realizzati alla fine degli anni Novanta, nell’ambito del progetto di riqualificazione del lungomare del programma “Gallipoli Mediterranea” nel tratto compreso tra piazza del Mare e via Udine. Nel corso dei decenni molte delle strutture sono state soggette alle azioni atmosferiche che hanno influito sullo stato di conservazione: parte dei manufatti edilizi  risultano ancora in buono stato di manutenzione ad eccezione proprio del “Travone”, in corrispondenza, a monte,di piazza Falcone-Borsellino, che è interessato da una forte azione di degrado.

Pilastri e trave degradati sul lungomare

“La struttura non permette una giusta fruizione dell’area e questo rappresenta un impedimento per la comunità” spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Cuppone, “il nostro obiettivo è quello di rendere la città più sicura, non solo installando gli impianti di videosorveglianza come precedentemente comunicato, ma anche non compromettendo il rischio fisico delle persone. Un obiettivo a lungo termine è anche quello di riqualificare l’intero lungomare con progetti specifici cui l’amministrazione da anni sta lavorando. Nel frattempo, non potendo aspettare oltre, abbiamo il dovere di intervenire sulle urgenze”.

L’intera zona della Piazza del Mare d’altro canto necessità di una manutenzione complessiva compresa la fontana del marinaio che in passato è stata riattivata grazie all’opera di Fernando Nazaro.

Il dissenso di Fasano

Con un post social il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, dai banchi dell’opposizione ha tuonato contro la decisione degli amministratori comunali di affidare i lavori di abbattimento delle strutture del lungomare.

“A Gallipoli va in scena il vandalismo istituzionale” ha commentato Fasano, “dopo sette anni della santa alleanza nella più totale incuria ed abbandono della città, così come fecero nel sostituire, anziché mantenere, i lampioni in ghisa ultraventennali con ridicoli e costosissimi lumini della processione del Venerdì Santo, oggi, con tronfiezza, procedono ad un doloso danneggiamento comunale”.

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