Gallipoli

Il castello nelle mani della città. “Sarà il presidio di cultura e legalità”

Sottoscritto il passaggio di consegne al Comune dell'antico maniero. Cerimonia nella sala ennagonale con Aprea, Palomba, Gabellone e Capone

Un momento della cerimonia

GALLIPOLI  - Il baluardo della cultura e roccaforte dell’identità gallipolina torna nelle mani della Comune e dei cittadini. E’ la data è da riversare agli annali come storica. Il 14 aprile dell’anno in corso segna il passaggio ufficiale e definitivo del castello Angioino nella proprietà e nella disponibilità piena del Comune di Gallipoli. C’è la firma. E c’è soprattutto l’impegno, la volontà manifesta e un piano programmatico di valorizzazione del maniero che funge da grimaldello per segnare il passaggio di consegne per mano del ministero e dell’agenzia del Demanio alla comunità territoriale di Gallipoli. Il castello già luogo ritrovato e consacrato all’incontro delle culture che diventa non solo proprietà del Comune, ma che si configura come vero fulcro di una serie di intereventi e attività volte a rilanciare l’attività culturale della città bella e la rigenerazione del centro storico che gravità intorno al suo imponente simbolo storico e monumentale. Un percorso virtuoso che si chiude. Ma che schiude nel contempo le porte ad una nuova fase di impegno e di valorizzazione che la gestione commissariale lascia ora in eredità alla prossima amministrazione comunale.            DSCN3136-2

La  cerimonia ufficiale, che si è svolta nella tarda mattinata presso la sala ennagonale dell'antico maniero, ha visto la ratifica e la sottoscrizione dell'accordo per la tutela e la valorizzazione del pregiato bene storico ed artistico, che ha avuto quali soggetti firmatari il Comune di Gallipoli, nella persona del commissario straordinario, Guido Aprea, l'agenzia del Demanio rappresentata dalla responsabile della direzione regionale per la Puglia e la Basilicata, Marta Settimi, e il Governo, con il direttore del segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Puglia, Eugenia Vantaggiato. Un appuntamento suggellato dalla presenza del prefetto Claudio Palomba, dall’assessore regionale per la Gestione e la valorizzazione dei beni culturali, Loredana Capone e del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. Il documento, che è stato redatto dagli uffici comunali e recepito da un'apposita delibera commissariale (dopo aver ottenuto il placet tanto del Ministero dei Beni Culturali quanto dell'Agenzia del Demanio dopo l’ultimo tavolo tecnico del 3 marzo scorso che si è spresso positivamente sulla richiesta del Comune) prevede una serie di interventi e di step finalizzati alla tutela del bene, agli obblighi conservativi, alla fruizione pubblica, alla valorizzazione culturale e più in generale ai criteri organizzativi.  

“Prende sempre più corpo e forma  quello che sino a poco tempo fa sembrava soltanto un obiettivo estremamente difficile da raggiungere” commenta il commissario Aprea, “e che invece è ora una straordinaria realtà per tutta la comunità cittadina. Una comunità che finalmente potrà appropriarsi compiutamente di quello che resta un bene di straordinaria importanza a livello affettivo e quindi anche storico e culturale per tutti i gallipolini. Aver consentito in questi pochi mesi di gestione commissariale che questo obiettivo si trasformasse da desiderio in realtà concreta per la città di Gallipoli è per me motivo di grande soddisfazione”. Dopo la visione del video promozionale sul castello e sulla sua “rinascita” degli ultimi anni, il vice prefetto Aprea e lo stesso prefetto Palomba, così come Gabellone e Loredana Capone, hanno evidenziato nei loro interventi l’importante traguardo raggiunto con l’acquisizione del bene alla città di Gallipoli, ribadendo la proficua sinergia tra gli enti e soprattutto la necessità di investire nei beni culturali e nelle “rovine” storiche da recuperare e valorizzare affinché diventino non solo testimonianza  e legame con il proprio passato, ma anche e soprattutto veri attrattori turistici e culturali. Da qui la valenza strategica del castello di Gallipoli, come elemento di unione per la promozione turistica e il rilancio non solo della città, ma dell’intero Salento e della Puglia che deve necessariamente abbinare la sua offerta balneare e del divertimento a quella integrata con la valorizzazione del patrimonio artistico, enogastronomico e dei beni culturali. E ironizzando sul dualismo mediatico sorto sui social in questi ultimi tempi tra le località di Riccione e di Gallipoli, si è fatto leva anche sul fatto che “un bene monumentale come il castello Angioino sulle sponde romagnole non si trova”.           DSCN3191-2

Rimarcata l’azione intrapresa già dalle passate amministrazioni comunali in carica, quella degli ex sindaci Giuseppe Venneri e Francesco Errico, il commissario Aprea ha precisato come la sua gestione commissariale abbia “accelerato” le procedure per giungere a quella che non si configura solo “come una semplice acquisizione gratuita del castello al patrimonio comunale sulla scorta dell’opportunità normativa offerta dal federalismo culturale,  e quindi non solo garantendo la tutela e la conservazione del bene, ma anche come il preciso impegno e la dimostrazione che sarà attuato un fattivo programma di valorizzazione”. In tale contesto l’attività di gestione e promozione già in atto del castello affidato in concessione, l’ampliamento del percorso museale e le attività del teatro Garibaldi, i piani di riqualificazione del centro storico e il piano dei parcheggi del porto a servizio del borgo antico inserito nel Patto integrato sulla sicurezza, rappresentano le prime opere tangibili per favorire la fruizione del castello e più in generale del patrimonio culturale di Gallipoli. Anche il prefetto Palomba si è soffermato sull’aspetto pedagogico dell’innalzamento dell’offerta culturale in  quanto come richiamato dallo spirito del Patto integrato sulla sicurezza “non può esserci reale sicurezza e sviluppo senza il valore della cultura e la valorizzazione dei beni culturali”. Ecco perché il castello di Gallipoli si erge ora anche a presidio della cultura della legalità e dello sviluppo del territorio cittadino.

Gli ultimi passaggi fondamentali che hanno portato all’importante sottoscrizione odierna per l’acquisizione dell’intero maniero al patrimonio comunale (dopo aver ottenuto sin dal 2010 in concessione il bene) partono dall’annuncio dell’amministrazione Errico, nel mese di settembre 2013, in base al quale l'antico maniero sarebbe stato (dopo anni e anni di abbandono) al servizio dei visitatori entro otto mesi. E così è stato. Nel 2014, in soli sei mesi, è stato reso fruibile un percorso di visita che mira a ricostruire la storia della città e dell'antico maniero, senza alterarne il carattere e senza avere la pretesa di essere un restauro integrale del monumento che richiederebbe ben altre risorse per ritornare agli antichi splendori. Il castello demaniale ha riaperto le sue porte e parte dei suoi meandri, per la prima volta al pubblico, il 5 luglio 2014 dopo anni di chiusura e dopo essere stato utilizzato anche come comando della Guardia di finanza. Una riapertura parziale del maniero, si registra anche nel lontano 1977, su iniziativa dell’attuale patron del Premio Barocco, Fernando Cartenì e dei componenti dell'associazione culturale gallipolina "Gallipoli Nostra" oggi presieduta dallo storico Elio Pindinelli. In quell’epoca per l'occasione fu invitato Dario Antoniozzi  ministro per i beni culturali e ambientali. Il Castello di Gallipoli, è ora gestito dall'agenzia di comunicazione Orione di Maglie, con il coordinamento generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica dell'architetto Raffaela Zizzari, (e sotto la cura del direttore del polo museale, Paola Renna con il supporto dell'ufficio patrimonio) ed è diventato meta per migliaia turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto per i cittadini della città bella che da decenni vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell'atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate e adagiate sul mare.

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