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Il porto di Gallipoli.

Il porto di Gallipoli.

Errico tranquillizza Coppola: “Piano dei porti già sulla rotta giusta”

Il sindaco interviene con un memoriale tecnico per fare il punto della situazione sull’iter seguito dal Comune per garantire lo sviluppo portuale. E replica al capogruppo della Ppdt: “Deve guardare oltre il porto mercantile”

GALLIPOLI – Il Piano dei porti e le sollecitazioni riproposte dal consigliere di opposizione Giuseppe Coppola sulla necessaria pianificazione per garantire lo sviluppo portuale gallipolino riaccendono il dibattito politico post-elettorale. Il sindaco Francesco Errico cogliendo la vena polemica insita nell’intervento del capogruppo della Puglia Prima di Tutto sul tema della portualità cittadina, ha inteso chiarire la posizione della sua amministrazione affidando ad una lunga nota esplicativa gli intendimenti, non certo trascurati dalla coalizione di governo cittadina, su una tematica tanto delicata quanto strategica per il futuro assetto della città di Gallipoli.

Il primo cittadino ci tiene a precisare, prima di addentrarsi nei tecnicismi doverosi che la tematica impone e richiede, che la sua amministrazione è “attenta e vigile” sulla questione della portualità e che alla luce del nuovo protocollo d’intesa approvato dalla giunta regionale e richiamato da Coppola, non “ha sofferto di alcuna clamorosa smentita”.       

Nel suo lungo excursus, il sindaco Errico evidenzia come la questione della portualità è stata sin da subito al centro delle attenzioni e delle priorità della sua amministrazione, che, ripetutamente, si è confrontata sul tema con gli addetti ai lavori. “Proprio la consapevolezza della straordinaria centralità del tema suggerisce una estrema ponderatezza nelle decisioni” scrive il sindaco, “ed è certamente condivisa la sensazione che l’attuale strumento pianificatorio dell’area portuale non sia più adeguato ai mutamenti economico-produttivi e di mercato ed allo sviluppo delle diverse componenti registratisi negli ultimi anni. E’ certamente convinto intendimento di questa amministrazione avviare, quanto prima, la procedura per l’approvazione di un Piano regolatore portuale - i cui atti propedeutici, invero, sono da tempo già in cantiere, in ossequio ai nuovi principi di pianificazione portuale ed alla specifica procedura amministrativa introdotti dalla legge 84/1994 - che possa costituire uno strumento adeguato alle nuove esigenze delle attività eterogenee che si svolgono nel relativo ambito”. 

Poi vengono snocciolate le risposte ai rilievi mossi dal consigliere Coppola nella sua recente nota stampa con la quale si sollecitava, ancora una volta, l’adozione degli atti propedeutici alla redazione del piano regolatore portuale. “Non può sottacersi come il consigliere Coppola” evidenzia ancora il sindaco Errico, “intento a dare libero sfogo alla sua personalissima soddisfazione per la presunta smentita a nostro danno, commetta qualche leggerezza nella lettura della realtà. L’art. 5, comma 1, della L. n.84/1994, recante il riordino della legislazione in materia portuale, espressamente prevede, infatti, che il Piano regolatore portuale delimiti e disegni l’ambito e l’assetto complessivo del porto, ivi comprese le aree destinate alla produzione industriale, all’attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie, nonché le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate, in tutti i porti di cui alla categoria II, classe I, II e III, con esclusione di quelli aventi le funzioni di cui all’articolo 4, comma 3, lett. e), ovvero fatta eccezione proprio per la funzione turistica e da diporto. Non v’è dubbio, dunque, che un’eventuale conversione dell’attuale porto mercantile in porto turistico presupponga l’adozione di un Piano regolatore del porto che contempli la nuova finalità. Ma le strade percorribili non si esauriscono qui”. 

Qui la minuziosa ricostruzione del primo cittadino entra nel merito delle previsioni (ora aggiornate con il nuovo protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione, Invitalia e Italia Navigando) dell’Accordo di programma quadro in materia di sviluppo locale tra il Ministero dell’Economia e Finanze, il Ministero delle Attività Produttive e la Regione Puglia, con affidamento ad Invitalia S.p.a. (Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) della redazione dello studio di fattibilità del sistema regionale della portualità turistica.

Tale studio è nato con l’obiettivo di delineare un progetto organico di sviluppo della portualità turistica, completando il quadro degli interventi da inserire nell’ambito regionale, definendo le opere da eseguire con i relativi tempi e modalità di attuazione. In tale studio di fattibilità, come  rammenta in un altro passaggio il sindaco Errico, il porto mercantile di Gallipoli è stato individuato quale porto Pivot anche in considerazione delle sue potenzialità. Tuttavia, è stato dato atto che a Gallipoli, come in altre realtà, vi sono più porti, ossia vi sono dei sotto-ambiti, la cui pianificazione deve essere condivisa virtuosamente da più organismi, dalle amministrazioni comunali oltre che dagli interessati di settore.

Lo studio in questione prende, dunque, in considerazione, oltre all’ambito portuale come attualmente delimitato (comprendente il porto mercantile, il Seno del Canneto e il porticciolo San Giorgio) anche altri ambiti, ovvero il lungomare Marconi, la Cala Fontanelle, Porto Gaio e la località San Leonardo. 

“Come noto” ricorda sempre il sindaco, “si sta concludendo, presso la Regione Puglia, la fase di pubblicazione di due progetti di porto turistico, localizzati proprio al di fuori del porto mercantile.  L’amministrazione e gli uffici preposti, con l’attenzione opportuna, stanno monitorando con continuità l’iter dei procedimenti connessi. Il consigliere Coppola impropriamente confina, quindi, lo sviluppo della portualità turistica all’attuale ambito portuale, dimenticandosi che, per espressa previsione normativa, i porti turistici non necessitano di un piano regolatore portuale. Questa amministrazione, al contrario” precisa il primo cittadino, “è aperta a tutte le possibili soluzioni sul tema, ispirata esclusivamente dalla tutela degli interessi della collettività e non di interessi personalistici o di una ristretta categoria. Naturalmente, porremo, come sempre, la massima attenzione nell’intercettare i possibili finanziamenti in materia. Ma una scelta di questo calibro presuppone un percorso di approfondimento delle esigenze dei soggetti portatori di interessi con rilevanza pubblica, per arrivare, anche attraverso processi partecipativi e concertativi, a una sintesi tra previsioni - vedasi sviluppo dei traffici -, necessità operative, volontà politiche e desideri collettivi, che fissi gli obiettivi reali che si intendono perseguire".

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