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Venerdì, 19 Agosto 2022
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Recupero della sabbia “vietato”. Assobalneari a muso duro col Comune

Bisticcio interpretativo sulle norme per pulizia e movimentazione della sabbia per difendere gli arenili dalle mareggiate. Della Valle contesta la determina del Comune di Gallipoli che vieta l'uso di ruspe e chiede Via provinciale

GALLIPOLI - Più rigore e nuove limitazioni per la pulizia delle spiagge e la movimentazione della sabbia sul litorale gallipolino. E Assobalneari Salento sbotta attaccando il Comune ionico colpevole a suo dire di “snobbare” anche le norme sancita dall’ordinanza balneare del 2012. E nei fatti impedendo le operazioni di manutenzione e di difesa della costa dalle mareggiate invernali.

Il tutto parte da una vecchia disposizione del febbraio scorso dell’ex commissario straordinario di Palazzo Balsamo, Vincenzo Petrucci, allora in qualità anche di Autorità di gestione temporanea dell'area del parco naturale di punta Pizzo. Disposizione esplicitata con una nuova e recentissima determina dell'ufficio demanio del Comune chiamato a rispondere alle diverse richieste di autorizzazione per la movimentazione della sabbia fatte pervenire dai gestori dei lidi del litorale gallipolino e dai privati interessati ad effettuare lavori di manutenzione e pulizia sull'arenile. In buona sostanza per i titolari dei lidi o per i privati che intendono effettuare i lavori di manutenzione e di pulizia dell'arenile (che in quanto tali non sono per altro soggetti né al rilascio di permesso a costruire, ne tantomeno ad autorizzazione paesaggistica), bisogna in primo luogo ottenere una valutazione di incidenza favorevole da parte dell'amministrazione provinciale. La disposizione sulla quale è chiamato a dare esecutività l'ufficio Demanio del Comune, rammenta altresì il divieto all'uso dei mezzi pesanti quali ruspe o pale cingolate o gommate per la pulizia e la movimentazione della sabbia, ma non anche i mezzi omologati e a bassa invasività di piccole dimensioni.

Ma sulla questione il vice presidente nazionale di FederBalneari Italia, Mauro Della Valle, va giù duro, contestando nel merito e nel metodo la nuova determina del Comune di Gallipoli che penalizzerebbe i gestori dei lidi bloccando di fatto le operazioni di pulizia e di movimentazione della sabbia per fronteggiare le mareggiate e l’erosione dei litorali. “La decisione adottata dal Comune di Gallipoli determinerà l’impossibilità di difesa e manutenzione della costa gallipolina, con conseguente cancellazione di interi tratti di spiaggia a seguito dei fenomeni di erosione” dice Della Valle “e tutto ciò sta causando e causerà ingenti danni di cui l’associazione da me rappresentata riserva ogni azione risarcitoria".

"Assistiamo all’ennesimo schiaffo alla impresa balneare e turistica salentina, che rappresenta una delle poche realtà economiche in attivo del nostro territorio” continua Della Valle, “ed è sintomatico sintomatico evidenziare come  mentre il Comune di Gallipoli vieta piccole operazioni di movimentazione della sabbia necessarie a tutelare la costa e permettere la fruizione della stessa da parte dei turisti nella prossima stagione balneare, sulla costa Romagnola, a Riccione, non solo tali operazioni rappresentano normali interventi di manutenzione ordinaria, ma vengono svolti lavori di ripascimento e protezione dell’arenile con la movimentazione di migliaia di metri cubi di sabbia. E’ difficile competere, in termini di turismo, con simili realtà politico-amministrative che sono all’ avanguardia rispetto alle nostre elefantiache amministrazioni. Abbiamo già dato mandato al nostro ufficio legale” conclude il referente dei balneari, “per impugnare la determina del Comune e questa volta intendiamo agire in giudizio anche per ottenere un congruo risarcimento di tutti i danni che simile modo di gestire la cosa pubblica sta generando ed ha generato negli imprenditori balneari”.

E per dar maggior consistenza al proprio grido di dissenso Assobalneari Salento-Federbalneari rammenta come in sede di concertazione nella redazione dell'ordinanza balneare in vigore, di comune accordo con la Regione Puglia e le associazioni ambientaliste, è stata inserita una specifica norma nella materia, prevede espressamente che “le operazioni di preparazione, sistemazione e pulizia delle spiagge devono essere eseguite con idonee attrezzature trainate da mezzi meccanici gommati o in questi ultimi integrate. Che l’inizio delle operazioni predette deve essere comunicato al Comune ed all’autorità marittima locale, non rendendo pertanto necessaria alcuna forma autorizzativa in tal senso.

Nonostante tutto secondo Della Valle “il Comune di Gallipoli ha stoppato le operazioni di sistemazione della spiaggia dalle mareggiate invernali, ritenendo che detti interventi necessitino di apposita autorizzazione, nonostante l’ordinanza balneare parli di comunicazione, con tutte le lungaggini burocratiche a ciò connesse che di fatto impediscono la possibilità di  effettuare le operazioni di difesa della costa in tempi utili allo scopo”.

A questo va aggiunto, secondo la ricostruzione-denuncia dell’associazione dei balneari, che “la limitata movimentazione della sabbia è stata espressamente autorizzata dalla Provincia di Lecce che ha emanato valutazione di incidenza ambientale positiva dopo un accurato iter procedimentale e gli atti di assenso di uffici competenti anche in materia ambientale. Infatti, l’autorizzata movimentazione della sabbia con mezzi gommati si è resa e si rende necessaria per al fine di riparare la costa durante la stagione invernale dai fenomeni di erosione in atto, la stessa Provincia ha affermato che tale movimentazione non produce alcun danno all’ambiente, anzi tutela e preserva lo stesso. Pertanto, la decisione adottata dal Comune di Gallipoli” conclude Della Valle, “oltre a porsi in contrasto con quanto già asserito dall’amministrazione provinciale, unico ente competente in materia di rilascio delle valutazioni di incidenza ambientale, snobba l’autorevolezza delle decisioni adottate dalla Provincia stessa che di fatto viene svuotata delle proprie competenze e smentita nella correttezza delle proprie determinazioni”.

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