Giovedì, 17 Giugno 2021
Gallipoli

Referendum e polemiche: M5S invita candidato Minerva a dimettersi dal Pd

I pentastellati contestano la campagna sul Si al voto contro le trivelle del giovane Dem. E lui replica: "Richiesta irricevibile e strumentale"

Una spiaggia di Gallipoli

GALLIPOLI  - Gli attivisti del Movimento 5 stelle di Gallipoli provano a trivellare  la campagna referendaria del Pd chiedendo senza mezzi termini al candidato sindaco del centrosinistra, Stefano Minerva, di compiere un atto di “coerenza” e di dimettersi . “Si sprecano le parole di Minerva a favore del Si del 17 Aprile” scrivono in una nota i pentastellati, “ma per coerenza con ciò che professa dovrebbe dimettersi dal suo partito che fino a ieri  lo ha visto dirigente nazionale dei giovani democratici. Darebbe così un segnale di coerenza concreto, e non di propaganda per le amministrative, contro il suo partito, il Pd, che ha concepito il decreto Sblocca Italia, il provvedimento più anti-ambientalista della storia che dice sì alle trivellazioni e snellisce l’iter burocratico per l’apertura dei pozzi petroliferi. Il partito che fa campagna referendaria per l'astensione al voto e che ha nominato nella squadra di governo un ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare che ha dichiarato che se si recherà alle urne voterà No.

“Come fa, Minerva” proseguono provocatoriamente gli attivisti del M5S, “a dichiarare credibilmente che la lotta ambientale sarà il pilastro della sua campagna elettorale, ma rappresentare, contemporaneamente il partito che prevede, entro pochi anni, il raddoppio della produzione di petrolio in Italia? Come fa, altresi, a sostenere che porterà avanti la sua battaglia in collaborazione con realtà operanti anche a livello nazionale quando il Governo a guida Pd  ha impostato l'orientamento energetico del Paese tramite lo sfruttamento delle fonti fossili, scoraggiando e sfavorendo gli investimenti nelle rinnovabili? Per coerenza” concludono dal movimento ionico “Minerva si dimetta dal Pd. O neppure una sillaba sarà credibile”.

Una richiesta e un fondo di polemica che lo stesso candidato sindaco del centrosinistra di Gallipoli rispedisce garbatamente al mittente valutandola “irricevibile e del tutto strumentale”. Quindi il giovane Minerva non sembra in alcun modo orientato a dar seguito a richieste di dimissioni o altro. “Non credo che la richiesta fatta dal Movimento cinque stelle nei miei confronti abbia molto senso” dice Minerva, “io e i giovani della lista Noi con Minerva continuiamo a dire e portare avanti la campagna referendaria per il Sì, per dire No alle trivelle. E come singoli cittadini abbiamo aderito anche al comitato cittadino No Triv. Ed è un percorso del tutto coerente visto che vorrei solo ricordare che è stato il presidente Emiliano a proporre il referendum sulle trivelle e che anche a livello nazionale Matteo Renzi non ha certo indicato il no al referendum, ma lasciato libertà di azione e di pensiero. Non ultimo” conclude Minerva, “il consiglio regionale ha deciso di sostenere la campagna referendaria per il Si anche a livello economico visto che consiglieri e assessori si sono autotassati di almeno mille euro sulle indennità del mese di aprile, da assegnare ai delegati regionali della Puglia per finanziare le spese per la campagna informativa sul referendum popolare del 17 aprile. Il Pd e il governo regionale dimostrano  quindi coerenza e promuovono la campagna referendaria con i fatti concreti e non con le sterili richieste di dimissioni del candidato sindaco di Gallipoli”.  

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