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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Le proteste nel borgo antico / Gallipoli

Residenti contrariati: “Piazze, riviere e bastioni ridotti a deposito di materiali”

Anche in inverno tiene banco la problematica dell’occupazione selvaggia del suolo pubblico nel centro storico di Gallipoli. L’associazione dei residenti ha segnalato a Comune e Soprintendenza l’abbandono di suppellettili e anche dei carrellati della differenziata

GALLIPOLI - Occupazioni selvagge e poco decorose sul suolo pubblico del centro storico, non solo nella bagarre estiva. Piazze, riviere e bastioni anche in questi mesi invernali sembrano ridotti a veri e propri depositi di materiali a cielo aperto.

E’ questa l’amara constatazione che i numerosi turisti, che hanno affollato la città bella durante le festività natalizie, oltre che gli stessi residenti, hanno rilevato e segnalato anche al sodalizio dell’associazione “Abitanti e amici del centro storico” di Gallipoli, presieduto da Roberto Piro.   

La circostanza documentata e lamenta è che nei punti di maggior pregio delle riviere e delle stradine caratteristiche del centro storico, non è difficile imbattersi in strutture non smontate, materiali  accatastati e suppellettili varie usati durante la stagione estiva per le attività all’aperto di bar e ristoranti.

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Per effetto della normativa anti-covid, è noto che la possibilità di fruire di suolo pubblico è stata prorogata al 31 dicembre (ed ora, a seguito dell’ultimo provvedimento legislativo, sino al 31 marzo 2022) con esenzione dal pagamento. Ma il fatto di vedere tavoli, arredi, cassonetti della differenziata di pertinenza di alcuni locali e materiale vario malamente lasciato ammassato su marciapiedi e strade non dovrebbe rientrare nella corretta fruizione del suolo pubblico.  

In una lettera inviata dall’associazione dei residenti ai competenti uffici comunali è stato quindi segnalato se risulta o meno che tutti gli esercizi abbiano richiesto la proroga al 31 dicembre ( e quindi la successiva estensione sino marzo).  Ma soprattutto di verificare che moltissimi tra quelli che l’hanno ottenuta non esercitano la propria attività commerciale, né al chiuso, né all'aperto.

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“Di fatto, il suolo pubblico viene utilizzato solo per tenere depositati materiali ed attrezzature con poco decoro, tanto non si paga”  denuncia il presidente Piro, “e ciò, non solo in dispregio dei luoghi e del decoro pubblico, ma anche in violazione di uno specifico articolo del regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico che prevede la revoca della concessione in caso di mancato utilizzo dell’occupazione del suolo da parte del titolare della concessione”.

Con la stessa lettera, inviata per conoscenza anche alla Soprintendenza archeologica alle belle arti  e paesaggio di Lecce, è stata chiesta la verifica di quanto segnalato e la rimozione delle occupazioni che dovessero risultare abusive ed irregolari, compresi i tanti contenitori per la raccolta differenziata spesso impropriamente utilizzati.

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