Gallipoli

Rianimazione opererà a pieno regime. La Regione sblocca codici e posti letto

Avviata con una nuova nota alla Asl di Lecce la fase conclusiva per l’accreditamento dell’unità operativa di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli. Si attiveranno otto posti letto e formalizzati i ricoveri diretti esterni

GALLIPOLI - Un nuovo passo avanti per rendere l’unità operativa di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli sempre più efficiente. E pronta ad operare, finalmente, a pieno regime. Baipassando anche quelli intoppi paradossali e burocratici (evidenziati anche da una recente interrogazione dei consiglieri regionali forzisti Luigi Mazzei e Antonio Barba) relativi all’assenza dei codici autorizzativi regionali al ricovero che in termini pratici non hanno impedito alla divisione di operare in efficienza, ma costretto sino ad ora i pazienti a transitare indirettamente nel reparto di Rianimazione dopo un ricovero formalizzato in altri reparti. Il tutto proprio per l’impossibilità, in assenza dei codici regionali, di fornire la rendicontazione finanziaria dell’ospedale per l’attività svolta in quella divisione alla stessa Regione Puglia. E nonostante la relativa documentazione da sottoporre alla valutazione di una commissione apposita sia già stata fornita da tempo, su richiesta della stessa Regione, tanto dalla direzione sanitaria dell’ospedale quanto dalla direzione generale leccese. Ma ora si guarda avanti con ritrovato ottimismo atteso che da via Capruzzi è stato comunicato l’avvio della fase conclusiva dell’iter mirato all’accreditamento dell’unione operativa di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” con otto posti letto.         

Il servizio accreditamento e programmazione sanitaria di Bari ha infatti conferito l’incarico delle necessarie verifiche preliminari ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl di Lecce e di Brindisi. In buona sostanza è stata richiesta e sollecitata alla direzione della Asl di Lecce la trasmissione della documentazione per altro già fornita. Un iter che comunque, al di là dei cavilli burocratici, porterà ora ad eliminare l’anomalia relativa all’impossibilità formale del ricovero diretto dei pazienti nel reparto di Rianimazione e soprattutto di completare la messa a regime della divisione  (attiva dopo l’inaugurazione con quattro posti letto), che potrà passare a ospitare sino ad otto degenti.      

“Esprimiamo profonda soddisfazione perché la conclusione dell’iter consentirà di garantire agli utenti, dopo l’intervento di soccorso, tempestivi interventi e cure che possono rivelarsi salvavita” commenta il presidente dell’associazione pro ospedale Sacro Cuore di Gesù, Giacinto Scigliuzzo, “e con tale consapevolezza ringraziamo tutti coloro che si sono attivati per accelerare le procedure, cogliendo la preoccupazione che ha motivato le sollecitazioni formulate da tempo dalla nostra associazione. Ha suscitato meraviglia il fatto che la lettera della Regione contenga un esplicito sollecito alla direzione generale della Asl di Lecce a trasmettere documentazione già richiesta” continua Scigliuzzo, “ma siamo comunque certi che la celerità esplicitamente richiesta dalla Regione troverà riscontro nei comportamenti di tutti i destinatari delle sue richieste”. Un primo e sostanziale passo per garantire l’efficienza dell’unità di Rianimazione, diretta da dottor Francesco Mosticchio, che non può fermarsi qui.  

“Confidiamo ora che una celere ed efficace sinergia tra la Asl di Lecce e l’assessorato regionale al Welfare e alla programmazione ed assistenza sanitaria comporti il riconoscimento dell’Unità di terapia intensiva cardiologica che opera nel Sacro Cuore” continua Scigliuzzo, “dotandola delle necessarie apparecchiature per le indagini emodinamiche. Solo confermando e potenziando le unità operative di Rianimazione, Utic e Pneumologia” conclude il presidente dell’associazione pro ospedale, “i pazienti in imminente pericolo di vita, residenti e ospiti del vasto comprensorio che gravita sul nosocomio di Gallipoli, potranno avere la garanzia della sua operatività al meglio a salvaguardia della vita umana”.

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