Gallipoli

Rigettata la richiesta di sequestro preventivo. Torna libera l’area concerti del Parco Gondar

Nell’udienza di questa mattina il gip Simona Panzera ha rigettato la richiesta del Pm, Elsa Valeria Mignone, di trasformare il sequestro probatorio in preventivo dell’area oggetto d’indagine. Accolte le tesi dei legali della difesa e dissequestrata parte della struttura. Nota dei titolari

GALLLIPOLI – Torna libera parte dell’area di pertinenza del Parco Gondar di Gallipoli, e in particolare quella destinata ai concerti, dopo che nella mattinata di oggi il gip Simona Panzera ha rigettato la richiesta avanzata dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone (titolare dell’inchiesta insieme al collega Antonio Negro) di trasformare il sequestro probatorio, già in essere, in sequestro preventivo prefigurando nuove irregolarità nell’area. Il gip respingendo tale richiesta (ritenendo come vi fossero due permessi a costruire di cui non si era tenuto conto in precedenza) ha di fatto dato il via libera al dissequestro dell’area principale nella quale si svolgono da sempre le attività del parco musicale tematico di richiamo nazionale e internazionale del lungomare di Gallipoli.

Il che potrà dare a breve il via libera alla programmazione estiva e alla ripresa delle attività all’interno del Gondar. L’inchiesta della Procura resta comunque ancora in piedi dopo l’apertura del fascicolo che ha visto iscritti nel registro degli indagati i due titolari della struttura, Ferruccio Errico e Christan Scorrano, a cui sono stati contestati principalmente i reati di lottizzazione abusiva e occupazione di terreni e di un’area demaniale oltre al disturbo del riposo delle persone. Così come restano in auge anche  i sigilli ad altre due aree per le quali si sta accertando o meno la violazione della destinazione agricola e l’occupazione di proprietà demaniale. Il gip ha comunque accolto la richiesta degli avvocati difensori Ladislao Massari e Biagio Palamà che di fatto hanno reso nulla la richiesta del pm di inasprire il provvedimento di sequestro passando da quello probatorio a quello preventivo.                          

I sigilli al parco Gondar erano arrivati il 27 marzo scorso da parte della guardia di finanza di Gallipoli che aveva dato esecuzione al provvedimento di sequestro probatorio del complesso di oltre 30mila metri quadrati (di cui 20mila interamente dedicati all’intrattenimento). Nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi dei due titolari della struttura, per cui sono state ipotizzate presunte violazioni e abusi in materia edilizia e occupazione abusiva. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, l’area su cui sorge il parco avrebbe una destinazione urbanistica agricola e a verde pubblico, e non commerciale. Inoltre, vi sarebbe un’occupazione abusiva di una zona del demanio marittimo. Le indagini riguardano anche le cosiddette autorizzazioni in deroga per la stagione estiva e anche gli esposti presentati per l’inquinamento acustico. Dopo circa tre mesi di chiusura forzata, di acquisizioni di atti e consulenze, e di memorie difensive ora per il Parco Gondar è arrivato un primo successo sotto il profilo giudiziario.   

Il commento dei titolari del Parco Gondar

Con estrema felicità scriviamo questo comunicato. Piangendo dalla gioia annunciamo l’attesissimo dissequestro del Parco Gondar e il conseguente ritorno all’attività per l’imminente stagione estiva.
Si chiudono così i 90 giorni più difficili ed estenuanti della nostra vita, in cui siamo rimasti chiusi a lavorare, scegliendo il silenzio stampa per non interferire con il lavoro della magistratura. In questi mesi in cui non potevamo nemmeno mettere piede in quella che è la nostra vera casa, nella struttura che è costata tanti impegni economici, sacrifici ed energie, eravamo spaventati per le sorti della stagione, ma non preoccupati per il nostro lavoro, perché sapevamo di essere nel giusto e sapevamo che la magistratura, seppur con i suoi tempi tecnici, avrebbe fatto il suo corso. Tempi che sono sembrati infiniti per un’attività come la nostra, che a ridosso dell’estate deve tenere in piedi numerose trattative che possono cambiare di ora in ora, dovendo confermare artisti per la stagione estiva richiesti in tutto il mondo, rilasciare anticipi economici e dare garanzie certe a soci, collaboratori, partner commerciali, staff. Un’attesa che ci danneggiato in modo irreversibile, e che ha visto come vittime di una mera strumentalizzazione politica noi, che siamo giovani tra i 25 e i 32 anni, e che abbiamo dedicato la nostra intera vita, ogni nostro pensiero, alla musica e al Parco Gondar, senza mai interessarci di vicende politiche. Ai tre che hanno cercato di fondare la loro campagna politica sulla chiusura del Parco Gondar, denunciandoci, diffamandoci, costituendosi parte civile, e vantandosene sui giornali, vogliamo solo dire di rispettare il diritto al lavoro. Loro, che sono più grandi di noi e con cariche istituzionali, dovrebbero utilizzare il loro ruolo per aiutare questa città, e non per demonizzarla e far scappare i gallipolini che stanno investendo sul territorio, creando un lavoro per sé e per gli altri. Ovviamente una parte del lavoro di organizzazione svolto per questa stagione estiva è andato perso: artisti che seguivamo da anni e per i quali avevamo la data in esclusiva nazionale; sponsor, contratti con tour operator e con uffici erasmus per portare a Gallipoli universitari da tutta Europa; la nascita dello Smile, una nuova area dedicata alla fascia d’eta 4-12 anni con attività sportive e ludiche; promozione per tutto il territorio che avremmo fatto con i nostri partner a livello europeo; accordi con compagnie di trasporti per promuovere il territorio, ecc. Ma, nonostante tutto, usciamo da quest’esperienza molto più forti di quanto potessimo noi stessi immaginare, per le numerose prove di fedeltà e stima che hanno dimostrato management di artisti, grandi marchi e i tanti partner, sopportando con noi questa estenuante attesa. Ringraziamo tutte le persone che in questi mesi ci hanno scritto per mostrare solidarietà e ci scusiamo per tutte le volte che non siamo riusciti a rispondere a domande di cui purtroppo nemmeno noi avevamo ancora risposta.  Non possiamo non ringraziare anche tutti i sindaci, gli assessori, i proprietari di location, che da tutta la regione (e qualcuno anche fuori) ci hanno invitato a spostare la nostra rassegna in altre città, siamo tutti ragazzi di Gallipoli e abbiamo con sacrificio acquistato il Parco Gondar, ed è lì che abbiamo reinvestito ogni soldo guadagnato. Anche quando, per un attimo e a malincuore, abbiamo minimamente valutato l’ipotesi di uno spostamento per questa stagione, ci hanno pensato i nostri concittadini a tenerci saldi a Gallipoli, perché fermandoci per strada, proponendoci di raccogliere firme, organizzare eventi di solidarietà, ci hanno dimostrato stima e fiducia, e ci hanno fatti sentire parte di una comunità che ha visto nel Parco Gondar, quello che volevamo che fosse: un’occasione per l’arte, la cultura, il lavoro, la promozione e lo sviluppo del territorio. Un pensiero all’esito di questa vicenda va al compianto avvocato Angelo Pallara, che si è dedicato al nostro caso con passione e competenza prima di lasciarci prematuramente. Ringraziamo il grandissimo avvocato Ladislao Massari che, in pochissimo tempo dalla nomina, ha dato forza alle nostre ragioni, e tutto lo staff legale e tecnico che ci ha seguito in questi mesi.

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