Domenica, 1 Agosto 2021
Gallipoli

Rischio erosione spiagge: ora l'allarme tocca Gallipoli

L'impietosa fotografia dello stato di erosione del litorale ionico preoccupa
politici e operatori turistici. E il consigliere Coppola chiede l'intervento della Commissione ambiente della Provincia

Il litorale sud della baia verde di Gallipoli-2

L'allarme lanciato dall'analisi dei dati relativi al progetto "Simon Costa" e dal sistema di monitoraggio satellitare delle aree costiere della Provincia di Lecce (e pubblicato sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno) non lascia certo ben sperare la classe politica e gli operatori turistici del Basso Salento. I fenomeni di erosione si intensificano con particolare riferimento al litorale di Gallipoli e nel giro di una ventina di anni si sentenzia persino che "la spiaggia di Lido San Giovanni rischia di scomparire entro10 anni ed entro 20 anni stessa sorte per quella della Baia Verde". Una previsione a dir poco sconcertante per l'ecosistema gallipolino e per la sua forza trainante insita nella vocazione turistica e balneare. Una situazione che, a dire il vero, ai più era già visibile ad occhi nudo. I frequentatori abituali delle spiagge che risalgono a ritroso dalla Baia del Pizzo e sino al litorale di Lido San Giovanni (compresso il lembo di arenile di pertinenza dello storico stabilimento) hanno avuto modo in questi anni di saggiare con mano il "restringimento" della battigia e della distesa sabbiosa del litorale sud ormai sempre più puntellato dagli scogli affioranti. Una problematica che investirà presto o tardi anche le economie e le concessioni demaniali dei gestori dei lidi privati che insistono su quel versante fronte-mare.

Secondo le analisi e i rilevamenti satellitari snocciolati e pubblicati in questi giorni si parla di un arretramento dell'arenile di Lido San Giovanni "che in 33anni è stato di ben 35 metri. Al centro, nella zona della Baia Verde, invece è stato di 23 metri, e più a sud, in località Punta Pizzo, di soli 6 metri". E se a questo si associa la pressione antropica (ovvero il sovraffollamento delle spiagge) che altera gli equilibri ambientali, il quadro diventa sempre più preoccupante. La situazione meno allarmante, ma non certo scevra di doverosa attenzione, risulta quindi essere quella del litorale "protetto" di Punta Pizzo, per il quale in alcuni tratti si riscontra anche un leggero avanzamento della spiaggia. Ma più in generale questa "cura dimagrante" forzata del litorale gallipolino non può certo far dormire sonni tranquilli. Gli interventi di protezione del tratto retrodunale seppur apprezzabili e necessari non saranno sufficienti a far regredire il fenomeno erosivo in "devastante" avanzamento. E per affrontare da vicino la delicata situazione del litorale salentino è giunta in queste ore una richiesta di convocazione urgente della Commissione Ambiente della Provincia da parte del consigliere azzurro Giuseppe Coppola.

"In relazione alla grave emergenza ambientale determinata dall'erosione del litorale ionico, e di quello gallipolino in special modo" scrive in una nota Coppola, "messa a nudo dall'analisi dei dati relativi al progetto "SimonCosta" e dal sistema di monitoraggio satellitare delle aree costiere della Provincia di Lecce, ho inteso chiedere al presidente della Commissione Ambiente di Palazzo dei Celestini, Nicolino Sticchi, la convocazione urgente di suddetta commissione per analizzare da vicino la gravità della situazione emersa sul litorale ionico con il preoccupante arretramento dell'arenile sul versante sud, e per predisporre un apposito Ordine del Giorno attraverso il quale il Consiglio provinciale possa sollecitare la Regione Puglia a considerare tale emergenza prioritaria nella ripartizione delle risorse 2007 - 2013". L'azione di ripascimento del litorale e gli interventi tecnici antierosione, dati alla mano, non sembrano più procrastinabili.

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