Notizie da Gallipoli

Controlli anticamorra, spunta pistola rubata a Gallipoli: era nelle mani del clan Vastarella

Una delle 12 armi rubate dagli uffici della polizia municipale della Città Bella, nella notte a cavallo tra il 30 e il 31 luglio, è stata rinvenuta dai poliziotti del commissariato di San Carlo Arena, a Napoli, durante un blitz che ha portato all'arresto di sette persone. Ulteriori indagini in corso

NAPOLI – Una pistola semiautomatica “92Fs” con matricola ancora intatta. Una delle dodici rubate nella notte a cavallo tra il 30 e il 31 luglio negli uffici della polizia locale di Gallipoli, in via Pavia,  è stata ritrovata nel corso della giornata a Napoli. Gli agenti di polizia del commissariato di San Carlo Arena, nel cuore della città partenopea, hanno infatti eseguito una serie di perquisizioni e controlli, che si sono conclusi con sette arresti nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate al clan Vastarella.

I sette individui sono stati fermati mentre,  a bordo dei propri scooter, proseguivano in via Fontanelle. Alla vista dei poliziotti, si sono dati alla fuga, poi terminata con le manette. Da qui la scoperta: oltre a un coltello, sono stati ritrovati con una delle armi sottratte nella Città Bella in un colpo che seguì a quello di armi nella caserma del Corpo forestale di San Cataldo e di carte di identità nel Comune di Lecce, e che ne inaugurò altri tra cui uno tentato a Taviano, e un altro riuscito di recente a Parabita.

Nei guai, con l’accusa, in concorso, di detenzione illegale di arma da fuo e ricettazione, sono finiti: Raffaele Vastarella, 62enne un tempo a capo del clan Tolomelli e addosso al quale è stata rinvenuta la pistola; il figlio Fabio di 30 anni; Antonio Vastarella, 23enne; Giuseppe Vastarella di 39 anni; Antonio Stella di 21 anni; Mike Korkoi 22enne e Daniele Pandolfi di 19 anni.

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Sembra confermata la prima ipotesi investigativa che ha guardato sin dai primi istanti a nord, tra le pieghe della camorra, e del suo bisogno di approvvigionamento di armi “pulite”, spesso con carenza di pistole e mitragliette da utilizzare in assalti ai portavalori, più che nella microcriminalità quotidiana di una rapina.

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