Martedì, 27 Luglio 2021
Gallipoli

Sacro Cuore, centro trasfusionale ancora ko. “Basta ritardi, da luglio si può riaprire”

La segreteria provinciale della Fp Cgil e i referenti di struttura sollecitano nuovamente la direzione generale della Asl per la riattivazione del servizio nell’ospedale gallipolino. Divisione rinnovata e accreditata, ma manca il personale e il via libera alla ripresa dell’attività

GALLIPOLI - Nel pieno ormai della stagione estiva dai meandri della struttura ospedaliera di Gallipoli si lamenta ancora un accumulo di ulteriore ritardo nella riapertura dell’unità del centro trasfusionale. Per questo un nuovo appello e un’ulteriore sollecitazione sono stati reiterati nei confronti dell’autorità sanitaria  per far adottare i provvedimenti del caso.

Il centro trasfusionale dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli è chiuso ormai da oltre due anni, benché i lavori di ristrutturazione siano ormai completati da diversi mesi. Ci sono stati ritardi nell’esecuzione delle opere, poi degli interventi di pulizia, poi nel sopralluogo da parte dei funzionari del Dipartimento di prevenzione di Bari. E ancora la recente emergenza pandemica.

La direzione  generale della Asl, prima del blocco legato alla fase emergenziale del coronavirus, aveva fornito rassicurazioni sul ripristino del centro e delle sua attività a partire già dal prossimo mese di luglio. Ma al momento non ci sono ancora rassicurazioni in merito benché il ritorno del personale, trasferito nel frattempo nel centro di Casarano, potrebbe consentire di tornare subito a regime.

Per tale ragione il segretario provinciale della Fp Cgil, Floriano Polimeno, e la segreteria di struttura (De Vittorio, Franza e Scigliuzzo), sono tornati a sollecitare la direzione generale della Asl di Lecce rinnovando l’appello lanciato, con una nota pec, alla fine del mese di maggio.

“La segreteria provinciale evidenzia il notevole ritardo nella riapertura dell’unità del centro trasfusionale del nosocomio di Gallipoli” scrivono dalla Fp Cgil, “e non si comprende la motivazione di tale ritardo considerato che sono state investite somme ingenti per rifare ex novo la struttura e si è ottenuto anche il nuovo accreditamento. E vale la pena ricordare che il presidio ospedaliero di Gallipoli è identificato dalla Regione come Dea di primo livello e per tale ragione è prevista la necessaria unità del centro trasfusionale e appare ancora incomprensibile come a tutt’oggi non sia stato attivato l’importante servizio e si costringano gli operatori a continui viaggi per reperire emoderivati da altri centri attivi in altri presidi della asl”.

“L’arrivo della torrida stagione estiva e il prevedibile aumento dell’afflusso presso l’ospedale di Gallipoli” concludono i referenti del sindacato,“comporteranno l’aumento degli interventi chirurgici e la necessità inevitabile di sempre più emoderivati. Da qui la reiterata richiesta di attivare con urgenza la nuova struttura del centro trasfusionale del presidio ospedaliero di Gallipoli, ormai dimessa da oltre un anno”.

“E’ appena il caso di ricordare che l’indisponibilità di tale servizio limita l’utilizzo delle sale operatorie, rallenta gli interventi in favore dell’utenza che ha bisogno di trasfusioni di sangue, limita il ricorso alle donazioni di sangue e alla disponibilità di emoderivati ed aggrava i costi di gestione dell’ospedale” ribadisce dalla segreteria di struttura, Giacinto Scigliuzzo,  “questo perché ogni sacca di sangue necessaria deve essere prelevata dai Centri di Lecce o di Casarano, con impiego di autoveicoli che fanno la spola anche più volte al giorno e con personale che resta per ore indisponibile ad altre utilizzazioni. Secondo le indicazione della direzione generale ci sono le condizioni per riaprire l’unità già da luglio ed è questo che chiediamo con urgenza”.

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