Gallipoli Sannicola

Sannicola, Gallipoli e la Montagna spaccata: a chi va?

Un lembo di territorio conteso tra due comuni: una striscia di terreno, che torna a dividere dopo oltre un secolo. Ora Sannicola rivendica il tratto di costa in virtù di un documento risalente al 1908

Una veduta della Montagna spaccata, Comune di Gallpoli, costa ionica, rivendicata ora dall'amministrazione di Sannicola

SANNICOLA - Un lembo di territorio conteso tra due comuni confinanti: una striscia di terreno, che torna a dividere dopo oltre un secolo. Accade a Sannicola, dove con una delibera del consiglio comunale del 27 novembre, l'amministrazione locale, guidata dal sindaco Giuseppe Nocera ha approvato la nuova ridefinizione dei confini territoriali, riportando a galla una questione di ordine storico. Il riferimento è ad un tratto costiero molto interessante del litorale gallipolino, quello che va dallo sbocco del torrente "I Canali" sino a Padula Bianca, e che interessa Lido Conchiglie e la celebre Montagna Spaccata. Tratto di costa bellissimo, ricco di un fascino particolare, ma forse eccessivamente abbandonato a se stesso. Per colpa del comune che lo gestisce (Gallipoli, ndr), stando a quanto si sostiene in quel di Sannicola. Ed ecco che frugando tra le carte, arriva la possibilità che non ti aspetti?

La delibera approvata, infatti, si basa sulla relazione della Commissione ripartitrice, nominata nel 1908 dal Prefetto della Provincia e incaricata della ripartizione del territorio e del patrimonio del comune di Sannicola in virtù della legge n. 134/1908, che ne sanciva l'autonomia: dalla relazione, custodita nell'archivio storico comunale, emerge che l'unica motivazione, che sottraeva al comune di Sannicola la striscia di terreno dallo sbocco del torrente "I Canali" fino alla contrada "Artologo" (Lido Conchiglie - Montagna spaccata), delimitazione naturale del territorio tra Gallipoli e Sannicola, era la riscossione del dazio su pescato, in quanto sbarcando la merce sulla costa del nuovo comune sarebbe stato facile evadere tale dazio.

La Commissione afferma che "rimosso col tempo il movente che ispira tale delimitazione, venga a riprendersi il confine naturale". Da qui il teorema sottile: essendo il dazio sul pescato ormai abolito da moltissimi anni, conseguenza logica vorrebbe che Sannicola abbia il diritto storico di riappropriarsi di tale fascia costiera, che come sottolineano dal comune richiedente, "da sempre abbandonata a se stessa da parte del comune di Gallipoli e che provoca tantissimi disagi agli abitanti di Lido Conchiglie, Rivabella e Padula Bianca". In tal senso, la delibera comunale sarà inserita prossimamente in una proposta di legge per la ridefinizione dei confini che verrà esaminata dal Consiglio Regionale.

Ma la domanda sorge spontanea: cosa spinge un piccolo comune a sollevare una questione, che, per quanto abbia delle ragioni nell'evoluzione legislativa, appare così decontestualizzata da spiegarsi semplicemente con l'abolizione del dazio sul pescato? La questione resta aperta e solo i responsabili dell'amministrazione comunale di Sannicola potranno meglio chiarire il senso di questa scelta.
Intanto da Gallipoli, fonti interne all'ufficio urbanistica, pur ribadendo di essere a conoscenza della questione, ma di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale della deliberazione, e pur nella volontà di non sbilanciarsi troppo sulla vicenda, si apprende che difficilmente dal centro ionico sarebbero propensi ad un'evoluzione del genere. Del resto, appare difficile che Gallipoli da buona città di mare voglia privarsi di un tratto di costa così particolare. A questo punto, la parola passa alla Regione, per risolvere quella che appare una nuova e singolare controversia.

L'Assessore Cataldi: "Scelta per il bene comune: nessuna contrapposizione con Gallipoli"

Che sia chiaro. Non c'è contrapposizione con il comune di Gallipoli, ma il passo dell'amministrazione di Sannicola nasce nell'ottica della proficua "collaborazione" tra le due realtà confinanti: a precisarlo è l'assessore al Turismo e al Marketing territoriale del comune di Sannicola, Cosimo Cataldi, che ha deciso di fornire il proprio contributo al dibattito, dando qualche ulteriore spiegazione alla vicenda: "Il territorio di Lido Conchiglie - spiega - è diviso da Via Cristoforo Colombo, con lato mare di competenza del comune di Gallipoli, lato Montagna spaccata do competenza Comune di Sannicola e la divisione prosegue con Via Rossina (zona Padula Bianca) e Rivabella. Non dovremmo essere noi amministratori a rispondere al quesito posto nell'articolo, ma bensì gli abitanti di queste zone".

"Storicamente - aggiunge - il comune di Gallipoli ha da sempre trascurato il versante Nord della sua costa, esprimendo maggiore interesse per la zona a Sud: come non citare i mostri di cemento costruti a Rivabella, negli anni '80 e '90 e, purtroppo, ancora oggi; come non citare la zona Padula Bianca, un villaggio di villette private abusive che paradossalmente hanno salvato quest'area da altri mostri, e nonostante il comune di Gallipoli abbia incassato negli anni ingenti somme dai condoni edilizi, non ha reinvestito, pur essendo obbligato per legge, un solo centesimo su quest'area priva di ogni servizio pubblico e frequentata d'estate da migliaia di turisti".

"Ad oggi - prosegue - quest'area risulta nel Prg gallipolino zona agricola, ma il comune di Gallipoli incassa Tarsu e Ici; come non citare Lido Conchiglie con i problemi di quest'estate registrati nel versante gallipolino: abitazioni senz'acqua, esalazioni nauseabonde dalla fogna, illuminazione pubblica scarsa e segnaletica inesistente, raccolta rifiuti a singhiozzo, un lungomare degradato che forse non hanno neanche a Baghdad. E chi si fa carico delle lamentele dei turisti e villeggianti di queste zone? Sannicola! che purtroppo, per via di questi confini innaturali, non ha nessuna giurisdizione e a nulla sono valsi, in quanto mai rispettati, i diversi protocolli d'intesa sottoscritti dai due comuni per risolvere tali annosi problemi".


"Noi amministratori di Sannicola - afferma Cataldi -, non siamo stati improvvisamente animati dallo spirito di Braveheart né vogliamo conquistare terre e mari altrui, ma crediamo che ridefinire i confini sia una via da percorrere per poter risolvere un disagio a dei cittadini che si sentono abitanti della terra di nessuno, gettando il cuore e il bene collettivo oltre l'ostacolo". L'assessore, infine, evidenzia come, tra l'altro, la gestione di quella zona comporti più svantaggi che vantaggi al comune di Sannicola, proprio in virtù dello stato di degrado a cui è sottoposta".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sannicola, Gallipoli e la Montagna spaccata: a chi va?

LeccePrima è in caricamento