Gallipoli

Scoperta lavanderia industriale "fantasma". L'acqua sporca? Destinazione ignota

Due lavatrici industriali, ferri e banchi da stiro,numerosi bidoni di detersivo, ceste e set asciuga-biancheria. Una vera e propria lavanderia abusiva scoperta dai finanzieri a Sannicola. Denunciata la titolare, del posto, per reati ambientali

SANNICOLA – Due lavatrici industriali, ferri e banchi da stiro, numerosi bidoni di detersivo, ceste e set asciuga-biancheria. Insomma, una vera e propria lavanderia. Abusiva. E guai in arrivo per la titolare, una 40enne, del posto, denunciata di finanzieri della compagnia di Gallipoli per reati ambientali. Non solo. È scattato anche il sequestro dei macchinari industriali. Tutto, come detto, perché ai militari è risultato che la lavanderia, a Sannicola,  avrebbe “girato” senza che la titolare fosse in possesso della licenza commerciale. O meglio, una partita Iva ce l'aveva, ma era per un'impresa di pulizie, che con la lavanderia vera e propria, pertanto sconosciuta al fisco, nulla ci azzeccava. 

Quando i finanzieri sono entrati all’interno della struttura, erano in funzione due lavatrici industriali, ferri sbuffanti, banchi da stiro e quant’altro. Inoltre, lenzuola, federe, coperte, piumoni ed asciugamani, già stirati ed imbustati o ancora in attesa di lavaggio. 

Ora, a parte l’attività commerciale abusiva, ai militari è risultata inesistente anche l’autorizzazione sanitaria e, soprattutto, l’inosservanza delle norme in materia di tutela dell’ambiente: lo smaltimento delle acque reflue industriali, infatti - considerate dalla legge rifiuti speciali pericolosi ed altamente inquinanti per il loro contenuto di acidi ed aggressivi chimici -, sarebbe avvenuto attraverso un sistema di tubazioni, collocate sotto il pavimento della lavanderia. Gli scarichi industriali, in buona sostanza, sarebbero stati smaltiti senza l’osservanza delle norme a tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

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