Gallipoli

Anche Sel boccia il bilancio. “Solo tasse e una città senza futuro”

Non si spegne l’eco delle polemiche dopo l’approvazione del bilancio di previsione e l’aumento della pressione fiscale. I vendoliani contestano duramente le scelte dell’amministrazione Errico e invitano il sindaco a cambiare rotta

Pompeo Demitri di Sel.

 

GALLIPOLI - L’eco delle polemiche dopo l’approvazione del bilancio comunale non si spegne. E dopo il duro attacco mosso dal Pdl e la conseguente replica del sindaco Errico, anche da “sinistra” arriva una sonora bocciatura sulle scelte operate dall’amministrazione di palazzo Balsamo. “Un bilancio che non guarda al futuro di Gallipoli” l’atto d’accusa mosso da Pompeo Demitri e dal coordinamento cittadino di Sel, che dai banchi dell’opposizione dove è rappresentata dalla candidata a sindaco della civica Tutto Cambia, Titti Cataldi, non risparmia critiche alle scelte approvate in Consiglio comunale  a colpi di maggioranza. “Una bocciatura netta” sentenziano dalla sezione cittadina di via Acquedotto i vendoliani. Una valutazione negativa per un bilancio che, a loro dire, “di fatto non fa altro che coprire buchi e voragini dovute alle precedenti cattive amministrazioni con l’unico scopo di pareggiare senza nessun investimento per  il futuro della città”.

Ovviamente sotto accusa anche i ritocchi sostanziali alle aliquote delle tassazioni dove per Sinistra, ecologia e Libertà, “l’aumento indiscriminato di tasse e balzelli sarebbe probabilmente meno doloroso se almeno fosse stato finalizzato per l’attivazione di opere e attività atte ad un aumento dell’occupazione, allargando la base imponibile, sbloccando aree edificabili per riavviare l’edilizia o facendo partire magari dei progetti per la costruzione di un nuovo molo per porto turistico. O ancora creare le famose aree parcheggio con servizio navetta da affidare a cooperative di giovani”. Nulla di tutto questo è stato ravvisato nella stesura del documento contabile in casa di Sel. Nonostante fossero state avviate anche audizioni e  confronti preliminari in commissione “aprendo” per la prima volta ai contributi delle forze politiche.

“Proprio in quell’occasione” spiegano dal direttivo gallipolino di Sel, “abbiamo proposto di rendere l’Imu più equa e progressiva, proponendo di ridurre al minimo l'aliquota sulla prima casa rafforzando le detrazioni sui carichi famigliari ed aumentare proporzionalmente l'aliquota sugli altri immobili prevedendo ulteriori forme di riduzione soltanto nel caso di un uso sociale  dell'immobile, e proponendo detrazioni anche per le case affittate ed adibite ad abitazione principale dall'inquilino, sui locali affittati a commercianti, artigiani e professionisti in proporzione al numero dei dipendenti tenuti in regola. In quella sede si proponeva” aggiungono, “di applicare determinati criteri sociali e reddituali anche sulla gestione della Tarsu e occupazione suolo pubblico. Insomma uno stimolo ad usare con consapevolezza la leva fiscale, come strumento di sostegno dell’economia e dei redditi delle famiglie, con la mentalità dell’amministratore coraggioso e consapevole, non come arida computisteria. Ma nonostante  parziali aperture e l’apprezzamento per il nostro contributo, tutto è stato disatteso”.

Le risultanze dell’approvazione del bilancio non hanno quindi “soddisfatto” le richieste di Sel, che ribadendo la difficoltà di portare avanti un cammino di opposizione propositiva e collaborativa con l’amministrazione, già incrinato con le “sconsiderate” nomine dei revisori dei conti in avvio di legislatura, invita ora il sindaco Errico e la sua giunta ad operare drasticamente “una svolta in favore della città”.

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