Martedì, 3 Agosto 2021
Gallipoli

Le sfide del turismo. “Meno alcol e più navi da crociera e lavoro in regola”

Il segretario di Sel, Esposito, critico sui toni trionfalistici della stagione turistica invoca il cambiamento di rotta per frenare i disagi. "Giro di vite per musica e alcol nei locali". Proposti steward sulla litoranea e nuovi itinerari

Il Club Med 2 al largo del porto di Gallipoli.

GALLIPOLI - Le sfide del turismo e le nuove frontiere dell’accoglienza e dell’offerta per i vacanzieri. Ponendo un freno deciso ad improvvisazioni ed eccessi. Anche il segretario gallipolino di Sel, Massimo Esposito, torna  ad affrontare la questione. Dopo aver per altro posto il nodo della legittimità dell’ordinanza del 4 agosto scorso relativa alla rimodulazione (a seguito di un pronunciamento e alla sospensiva del Tar sulle disposizioni del Comune di inizio stagione)  degli orari e alle deroghe per le attività di intrattenimento di locali, lidi e discoteche. Il tutto contemplato in un esposto già fatto pervenire all’attenzione degli organi preposti al controllo. Ma ora sulle sfide del turismo, e soprattutto sulla legittimazione del modello Gallipoli nella recente conferenza stampa indetta dall’amministrazione comunale con al fianco balneari e operatori turistici, dal circolo cittadino di via Acquedotto parte un nuovo monito. E un ventaglio di proposte riposte all’attenzione del sindaco Errico e della sua maggioranza. Con a corredo il rinnovato appello allo stesso sindaco “a rinunciare alla delega al turismo e favorire la creazione  di un assessorato apposito” vista la complessità e l’importanza della materia per la città.

“Siamo convinti che la qualità del turismo dipende dalla qualità dell’offerta turistica” sentenzia Esposito che a nome del partito ripropone la ricetta dei vendoliani per fornire un contributo costruttivo con il quale dar sostegno  alla causa. “Noi proponiamo” scrive Esposito, “il divieto assoluto di vendita di alcolici negli stabilimenti, e la cessazione di ogni attività entro le 20 con L’inasprimento del regime sanzionatorio, prevedendo la sospensione dell’attività fino nei casi più gravi di ritiro delle licenze. Il rispetto della normativa nazionale per i locali che organizzano  eventi danzanti e  musicali con chiusura entro le 24, con possibilità di deroga solo quando è garantita la totale insonorizzazione degli impianti”.

E ancora” prosegue l’elencazione delle cose da fare nell’immediato futuro della dimensione turistica cittadina “bisogna destinare parte della tassa di soggiorno per creare e formare  uno staff di steward da mettere al servizio dei turisti con compiti di informazione, ma anche di controllo lungo tutta la litoranea. Pubblicizzare tutti questi provvedimenti  in modo da scoraggiare tutto quel turismo cosiddetto maleducato e puntare sul potenziale artistico culturale della città, cercando di aprire definitivamente al turismo crocieristico provando ad inserire Gallipoli negli itinerari delle grandi compagnie”.

Dalla fase propositiva a quella dello sconcerto per gli iscritti del circolo di Sel che nella stessa nota si dicono “a dir poco allibiti nell’apprendere che gli attori principali e protagonisti dell’estate caos degli ultimi tre anni si sono autopromossi al ruolo di registi della prossima stagione turistica”. Esposito e compagni stigmatizzano i “toni pieni di soddisfazione nell’affermare la positività della stagione turistica per gli interessi di pochi operatori e a discapito dell’intera comunità”. E poi incalzano: “Passi anche la difesa dell’immagine della città da parte del primo cittadino che potrebbe essere condivisibile, ma sentire certi personaggi arrogarsi il titolo di salvatori della patria non è assolutamente sopportabile.

E ci riferiamo a chi con la propria attività ha creato forte disagio ad interi quartieri della città a cui è stato negato il  sacrosanto diritto al riposo. Ma quello che fa scandalo, e ci scatena un vero sentimento di rabbia è aver appreso della protesta levata dai pazienti ospitati nell’ospedale civile di Gallipoli umiliati nel loro stato di sofferenza, pensiamo ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria o alle persone del reparto di oncologia, tenuti svegli dalla musica! Per non parlare dell’incontrollato fiume di alcol che scorre ogni estate nella città e sulle spiagge e che ha come conseguenza diretta l’intasamento dei pronto soccorso di giovani  intossicati o nei casi più gravi in coma etilico”.

A fronte di tutto ciò che il segretario e il direttivo di Sel mettono in evidenza, “non abbiamo sentito nessuno  fare il  mea  culpa” accusa Esposito. “E ci chiediamo” continua “come possono essere consegnate le chiavi della cabina di regia a certi soggetti?  E’ vero dal punto di vista del lavoro  il comparto del turismo dovrebbe essere  vitale per la città, ma ci vediamo purtroppo costretti ad usare il condizionale visto che l’occupazione che garantisce, in particolare rispetto ai giovani, da un pò di anni a questa parte è decaduta qualitativamente parlando. Infatti gli uffici di collocamento” conclude Esposito, “sono testimoni della stipula di  migliaia di contratti a termine e part time altamente penalizzanti per i lavoratori. Così come avevamo già denunciato in occasione del primo maggio a fronte di incredibili entrate e ricchezza nelle tasche di molti operatori, fanno da contraltare assunzioni ridicole di tre, quattro ore giornaliere a fronte di prestazioni lavorative di dieci, dodici ore”.

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