Venerdì, 30 Luglio 2021
Gallipoli

Lite sui revisori. Sel: “Venneri chieda scusa. Ma non strumentalizzate”

Dopo lo scontro tra l'ex sindaco e la consigliera Cataldi sul nodo dei revisori dei conti e gli attacchi di Gallipoli 2012 e Pdl, il segretario di Sel, Demitri, scende in campo: "Una questione politica e si discute in Consiglio"

Titti Cataldi.

 

GALLIPOLI  - Sulla questione pruriginosa dei revisori dei conti e sulla lite verbale a corredo tra l’ex sindaco Giuseppe Venneri e la consigliera di opposizione Titti Cataldi, ecco la pozione di Sel. Ed è il segretario politico dei vendoliani gallipolini, Pompeo Demitri, a puntualizzare i termini della vicenda e chiarire il ruolo del suo partito in merito alla mancata presa di pozione sino ad ora assunta “sull’aggressione verbale” alla consigliera di Tutto Cambia argomentata dall’ex primo cittadino in merito al ruolo dei figlio Antonio quale componete del collegio dei revisori contabili del Comune. Una questione portata alla ribalta dall’associazione politico culturale Gallipoli 2012 che fa riferimento al consigliere comunale Aldo Petrucci  e dal gruppo Pdl locale che non hanno mancato di stigmatizzare l’accaduto ed esprimere solidarietà alla consigliera comunale. E nel contempo rimarcando il silenzio delle forze politiche di riferimento (eccezion fatta per i Comunisti italiani intervenuti con Romano Fiammata) della ex candidata a sindaco della sinistra. Ma Sel non ci sta. E rintuzza, specificando tempi e modalità in itinere. E rispedendo al mittente ogni forma di strumentalizzazione politica sul deplorevole episodio.               

“La nostra consigliera Titti Cataldi e noi avremmo voluto informare dell’incresciosa vicenda innanzitutto le istituzioni, in Consiglio comunale, luogo dal quale i fatti hanno preso le mosse, e nel quale ci  auguriamo  abbiano la loro naturale conclusione” scrive nella sua nota di replica Pompeo Demitri, “ma il rincorrersi di indiscrezioni e prese di posizioni ufficiali ci impongono di intervenire sulla questione immediatamente ed ufficialmente, per evitare polemiche pelose e speciose ed entrare nel merito della questione politica”. E da qui parte la ricostruzione del segretario di Sel, che non risparmia critiche sull’atteggiamento inopportuno assunto da Venneri, ma nel contempo non sembra aver poi gradito più di tanto l’intromissione delle altre forze politiche in questioni che se pur “confidate” erano già in valutazione, in maniera prudenziale, in casa propria. Ma tant’è.   

“Ebbene, se pure si può comprendere l’amorevolissima premura paterna, che può aver accecato spingendo ad ingiustificabili eccessi comportamentali” dice Demitri, “bisogna capire che colui il quale vuol rimanere al riparo da critiche politiche non deve assumere una pubblica veste. E poi, chi ha fatto il sindaco dovrebbe aver almeno imparato la sensibilità democratica del rispetto  verso la funzione pubblica ricoperta dal consigliere comunale. Non si può negare che le parole della nostra consigliera Titti Cataldi abbiano svolto critiche pertinenti, contenute nella questione, mosse nell’appropriata sede istituzionale, e che soprattutto hanno fondamento di verità. Per questo credo che Giuseppe Venneri debba ammettere che la sua sortita infelicissima è stata una pessima cosa, nel merito, nel metodo e nel buon gusto. e sono convinto che egli deve porgere le sue scuse a Titti Cataldi, la quale comunque non è certo persona che si lasci intimidire da chicchessia”.

“E con l’occasione” continua nella sua arringa Demitri, “debbo ripetere forte e chiara la critica nell’infausta scelta dell’amministrazione:  eleggere parenti prossimi del sindaco, ed il figlio dell’ex sindaco come revisori dei conti del padre, è un brutto segnale dei tempi, un fatto che reputo illegittimo e che sicuramente fa a pugni con l’etica pubblica e la buona pratica politica. E’  gravemente diseducativo verso la pubblica opinione, che invece pretende correttezza, imparzialità  e limpidezza. Nessun  amministratore, di ieri e di oggi, può osare comportamenti di occupazione della casa e della cosa pubblica, e non può pensare di essere pervasivo né durante il mandato elettorale, né tantomeno dopo, né di potersi scegliere tra gli amici e familiari i controllori, i giudici e la corte”

E conclude il segretario di Sel: “Il libero controllo sull’attività pubblica è elemento essenziale, indefettibile della pratica democratica, sia a livello tecnico, i revisori, sia a livello politico, i consiglieri, i partiti, i movimenti politici, sia a livello democratico: la pubblica opinione, la stampa, le associazioni, i singoli cittadini. Non possiamo permettere che ci siano germi  di inquinamento di questi meccanismi di controllo, che sono salutari per la vita pubblica. E dunque l’ex sindaco ricordi di aver smesso il mandato, faccia pubblica ammenda e mostri il suo rincrescimento. E così il nuovo sindaco ponga rimedio a questa ferita democratica con un operoso, doveroso ripensamento immediato”.

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