Gallipoli

Sel spinge la differenziata in città per frenare ecotassa e Tares

Dopo l’apertura dell’ecocentro monito dei vendoliani per diminuire la quantità di rifiuti da smaltire in discarica ed evitare l’aumento delle tasse. Proposta l’istituzione delle compostiere di quartiere per “riciclare” l’umido

GALLIPOLI – Più differenziata per tutti. E in tutti i confini della città bella per pagare meno tasse. E per impedire che l’ecotassa e la nuova Tares in arrivo possano surclassare le casse comunali e le tasche dei cittadini. Sulla questione è il nuovo segretario cittadino di Sel, Massimo Esposito, a lanciare in questi giorni un monito rivolto non solo agli amministratori locali, ma anche a tutti i soggetti del tessuto economico e sociale di Gallipoli: associazioni, sindacati e partiti politici.

L’invito è quello di informare sui benefici e spingere quanto più possibile le pratiche della raccolta differenziata (che si attesta in città, attualmente, intorno al 13 per cento) per ridurre il quantitativo dei rifiuti destinati in discarica. “Un importante funzione che spetta anche al nuovo ecocentro aperto recentemente” dice il segretario di Sel, “è quella di ottimizzare la gestione della raccolta differenziata. Proprio su quest’ultima la nostra città si gioca le maggiori possibilità di far fronte all'imminente sciagura rappresentata dalla Tares, la nuova tassa che prende il posto dell’attuale imposta sui rifiuti e che dovrà coprire il 100 per cento del costo del servizio sostenuto dai Comuni. E inoltre” continua Esposito, “raggiungendo determinati obiettivi si potrebbe  evitare il pagamento dell'ecotassa, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi”.

Per quest’ultima imposta le aliquote regionali si applicano sulla base di alcuni indicatori di qualità legati anche alla percentuale di differenziata che abbassano il costo per tonnellata. I Comuni che non raggiungeranno il 30% di raccolta differenziata pagheranno la tariffa massima (25,82euro a tonnellata). Chi si assesterà dal 30 al 40% con un solo indicatore di qualità pagherà 22,59 euro a tonnellata. Chi invece rispetterà due indicatori pagherà 19,77 euro. A quota superiore del 40% di differenziata, l'aliquota passa a 11,62 euro a tonnellata. Con tre indicatori di qualità, sempre oltre il 40%, si pagheranno soli 5,8euro. Al raggiungimento del 60% e con tutti gli indicatori a posto, si pagherà solo 2,9 euro a tonnellata, con un risparmio notevole per i Comuni e quindi per i cittadini virtuosi. “Il tutto si traduce” spiega ancora il segretario di Sel “semplicemente con il motto: più differenziata e meno tasse.

Per questo è necessario da subito estendere a tutto il territorio cittadino la raccolta differenziata spinta e partire con la campagna di informazione sui benefici economici che le famiglie gallipoline possono da subito ottenere in termini di minori tasse. La seconda importantissima fase” suggerisce ancora  Massimo Esposito, “è quella della vendita diretta del differenziato al Conai  da parte del Comune. Le aziende che normalmente sono chiamate alla gestione dei rifiuti da riciclare non hanno interesse in questo senso con grosso danno economico per i Comuni e per le famiglie. Invitiamo quindi l'amministrazione” conclude l’esponente di Sel, “alla gestione diretta della vendita della differenziata valutando in questo senso anche la gestione dell'umido con l'istituzione di compostiere di quartiere”.

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