Gallipoli

La recinzione non consente passaggio ai bagnanti: sequestro sullo Ionio

Sigilli nello stabilimento del Lido San Giovanni di Gallipoli, ma i titolari chiariscono: "Nessun abuso, recinzione esistente da 50anni". Proprietario di una casa denunciato a Porto Cesareo

I sigilli nello stabilimento gallipolino

GALLIPOLI – Una recinzione sotto sequestro in uno stabilimento balneare del litorale sud, quel del Lido San Giovanni di Gallipoli. Nella giornata di ieri, infatti, i militari della guardia costiera hanno apposto i sigilli all’interno di un’area ricadente sulla spiaggia. La struttura, posta al confine tra l’area in concessione e l’inizio della spiaggia libera era stata più volte segnalata da cittadini e bagnanti alle forze dell’ordine perché impediva la libera fruizione di quella porzione di arenile che si estende dalla linea di battigia fino ai 5 metri come previsto delle nuove normative demaniali.

L’inferriata, peraltro, era piuttosto precaria e usurata da ruggine e salsedine: elementi che costituiscono da tempo anche un pericolo per passanti e bambini. Gli uomini della capitaneria di porto della Città Bella durante il controllo hanno appurato che la stessa recinzione fosse priva di titolo autorizzativi e per questo hanno proceduto al sequestro. IMG_1664_2-2

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Sulla vicenda i concessionari del Lido San Giovanni hanno chiarito che “non è stato perpetrato nessun abuso da parte degli attuali gestori dello stabilimento atteso che quella recinzione è esistente da almeno cinquant’anni in quella zona di arenile e da sempre è stata posta come elemento divisorio e di sicurezza per impedire l’accesso ai vicini appartamenti di pertinenza dello storico stabilimento”. I gestori del lido gallipolino hanno anche specificato che lungo la recinzione è stata anche aperta una porta per garantire la libera fruizione dell’arenile adeguandosi alle nuove norme relative alle concessioni demaniali”.       

In quelle stesse ore, inoltre, sempre nell’ambito di controlli mirati a sanare abusi, la guardia costiera ha inoltre denunciato il proprietario di un immobile, in una via di Porto Cesareo, perché ha riscontrato alcune difformità relative alla Scia: l’edificio è posto in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.

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