Gallipoli

Pesca abusiva nelle acque ioniche. Circa 15 chili di merluzzo nella “rete” dei militari

Gli uomini della guardia costiera di Gallipoli hanno fermato il comandante di un peschereccio e il titolare della licenza di pesca, responsabili di aver prelevato dal mare esemplari ittici troppo giovani per riprodursi, mettendo a rischio il ripopolamento marino

Il pesce sequestrato dai militari

GALLIPOLI – Il comandante dell’imbarcazione che ha trasgredito la legge è stato segnalato all’autorità giudiziaria e, oltre al sequestro dei prodotti ittici, 15 chilogrammi di merluzzo, sia lui che il titolare della licenza di pesca sono stati sanzionati con cinque punti di infrazione. Si è concluso con questo bilancio uno dei numerosi controlli eseguiti dai militari della guardia costiera di Gallipoli che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, stanno intensificando le attività di tutela degli ecosistemi marini. Il pescato, infatti, era tutto sottomisura, violando la normativa nazionale e comunitaria sulle dimensioni minime degli esemplari.

Vi è, sempre più spesso, particolare attenzione sul rispetto delle taglie minime da parte di tutte le istituzioni competenti in materia di pesca, in quanto è l’unico elemento sul quale si può contare per un ripopolamento ed una pesca sostenibile. E’ possibile soltanto pescare, detenere e commercializzare individui adulti che quindi abbiamo raggiunto la maturità sessuale ed in grado di riprodursi.

Ma  le squadre dei militari della guardia costiera sono inoltre impegnate anche per contrastare la vendita abusiva dei ricci di mare, prelevati dalle acque ioniche dai pescatori di frodo in notevoli quantità ed in un periodo a ridosso del  fermo biologico, che parte dal primo maggio  e termina il 30 giugno.

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