Mercoledì, 4 Agosto 2021
Gallipoli

Ruba codici delle carte del miglior amico e spende 2mila euro in sesso online

Denunciato un 24enne. Approfittando di un'uscita dall'auto di qualche minuto di un 19enne, ha annotato il pin di due carte di credito e una volta a casa è andato a navigare a sbafo sui siti a luci rosse a pagamento. Il giovane s'è rivolto ai carabinieri, che in breve hanno ricostruito la vicenda

@TM News/Infophoto

GALLIPOLI – L’occasione fa l’uomo ladro e così persino una persona che si conosce da diverso tempo, con una confidenza tale da reputare il miglior amico, può giocare qualche brutto tiro. Certo, quando si arriva a tradire la fiducia altrui si pensa sempre che dietro vi debba essere qualche causa di forza maggiore. Per esempio, la fame. E sì che di questi tempi di crisi possono venire i giramenti di testa. Ed era, in effetti, una forma di fame quella che ha mosso il 24enne T.B., gallipolino. Non di cibo, però.

Il giovane dovrà rispondere di furto e indebito utilizzo di carte di credito. E tutto solo per saziare il proprio desiderio di sesso virtuale. Ben 2mila gli euro spesi in un solo giorno alle spalle di un 19enne, al quale ha furtivamente sottratto i codici Pin di due carte di credito, per collegarsi a siti a luci rosse a pagamento.

Il consumatore di sesso online a sbafo è stato però scoperto e denunciato dai carabinieri della stazione di Gallipoli, ai quali la vittima si è rivolta dopo aver scoperto il corposo ammanco e temendo che le carte fossero state clonate.

Ai militari è apparso inverosimile fin da subito che non una, ma ben due carte potessero essere state replicate. E così hanno subito ipotizzato che dietro di tutto non vi fosse qualche mago dell’informatica, ma un più comune ladruncolo.

Una ricostruzione dei movimenti dei giorni precedenti ha permesso di tracciare la pista giusta. I militari, infatti, hanno scoperto che il 19enne era uscito di recente con il 24enne in auto. E che quest’ultimo, approfittando di un allontanamento di pochi minuti, intuendo dove potessero essere nascosti i codici, li aveva letti e annotati.

Una volta tornato a casa, si era quindi dato alla pazza gioia, navigando nei siti hot a pagamento tramite il suo tablet, ora sequestrato. Da qui in poi, ampio spazio all’immaginazione individuale. Quel che conta ai fini della storia, è che il 19enne ora ha un colpevole al quale chiedere i danni. Imparando a sue spese anche una lezione più importante: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.  

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