Gallipoli

“Si riapre l’acqua per i voti”. Accuse dei Cor e di Quintana a Gallipoli

Il candidato sindaco, Congedo e Manca stigmatizzano l'intervento del vicepresidente Aqp al fianco di Minerva. Il giovane Dem: "Io risolvo problemi, loro lasciano gli scarichi a mare"

La conferenza stampa indetta da Sandro Quintana

GALLIPOLI - Veleni di fine campagna elettorale a Gallipoli dove il candidato sindaco del centrodestra, Sandro Quintana, e i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto  hanno denunciato politicamente  “episodi gravissimi e presunti tentativi di condizionamento della volontà popolare e del voto”. Secondo le accuse mosse dal centrodestra, nella città bella in questi ultimi giorni che separano le coalizioni dal voto “altissimi dirigenti di società pubbliche o a partecipazione pubblica della Puglia” si starebbero accompagnando a singoli candidati e candidati sindaco in tour elettorali, introducendosi in particolari situazioni di famiglie bisognose o disagiate. Per denunciare tutto questo i Cor e Quintana hanno indetto una conferenza stampa presso il comitato elettorale di via San Lazzaro alla quale hanno preso parte anche i consiglieri regionali, Saverio Congedo e Luigi Manca  e il coordinatore cittadino e capolista Giuseppe Perruccio

Ipotesi, dubbi e sospetti che sono stati evidenziati e stigmatizzati intorno all’atavica problematica delle morosità dell’acqua e dei tagli delle forniture idriche nelle palazzine popolari e che hanno visto recentemente “spendersi” il vicepresidente di acquedotto pugliese, Lorenzo De Santis, per la risoluzione della problematica “particolare” a Gallipoli al fianco del candidato sindaco del centrosinistra, Stefano Minerva. I consiglieri regionali fittiani, Congedo e Manca in particolare ricostruendo la complessità della problematica relativa alla morosità di alcune famiglie della palazzine popolari e ai tagli dell’approvvigionamento idrico che ha volte colpiscono inconsapevolmente anche utenti che pagano regolarmente le bollette, hanno invitato in maniera esplicita il governo regionale di Michele Emiliano e il centrosinistra “ad affrontare la complessa e delicata questione sociale della morosità dell’acqua fuori dalla contessa e della speculazione elettorale”. Il fatto specifico di Gallipoli è stato esplicitato dal coordinatore cittadino dei Cor, Perruccio, che ha ricordato come “il 14 maggio scorso il vicepresidente dell’acquedotto, De Santis,  si è recato in alcune palazzine gallipoline di via Cagliari e via Imperia alle prese con il problema del distacco del contatore generale dell’acqua causato da alcune situazioni di morosità, e in compagnia del candidato sindaco Minerva ha risolto personalmente il problema. foto (1)-25-16

E il tutto” ha lamentato ancora Perruccio, “anche in seguito ad una sollecitazione di un rappresentante di una lista civica che sostiene la coalizione di Minerva e che guarda caso ha sfruttato anche legami di parentela con i dirigenti dell’Acquedotto”. Il coro unanime e l’auspicio della componente fittiana è stato quello che “altrettanta celerità, premura e particolarità d’intervento dimostrata per Gallipoli deve essere messa in atto in ogni realtà del Salento e della Puglia, dove magari non si vota, in cui famiglie bisognose e disagiate vivono tali situazioni. Anche per non avere il paradosso che in una realtà in cui si firma il Patto integrato per la Sicurezza vengano meno quei criteri di trasparenza ed uguaglianza tanto richiamati anche da Emiliano e  dai candidati del centrosinistra”. Il candidato sindaco del centrodestra Quintana ha specificato “che il problema degli interventi sul ripristino dell’acqua non è stato posto da noi sino a quando Minerva non ha continuato a vantarsi e autocelebrarsi di aver favorito, con le sue conoscenze, la risoluzione della questione a Gallipoli. Mi chiedo se questo non possa configurarsi come un possibile voto di scambio” dice Quintana, “se avessimo fatto noi una cosa del genere si sarebbero già innalzate barricate e polemiche a non finire”.

A margine di un incontro sui diritti a scuola il candidato sindaco del centrosinistra Stefano Minerva ha inteso chiarire e replicare sulla questione posta dagli avversari politici. “Il mio esclusivo interessamento per la questione della riapertura dell’acqua nelle palazzine popolari è stato solo quello di segnalare la risoluzione di un problema di giustizia sociale visto che qui a Gallipoli diverse famiglie, pur avendo pagato regolarmente i canoni, si erano viste tagliare il rifornimento idrico” ha spiegato Minerva, “io non ho accompagnato nessuno nelle case, ma ho solo invitato il dirigente dell’acquedotto, che era venuto in città per un sopralluogo al depuratore consortile e per la sottoscrizione del protocollo con Comune e Arca Sud inerente proprio il tema delle morosità, a prendere visione diretta di una situazione a lui per altro non conosciuta in tutte le sue sfaccettature”. Poi la stoccata finale per rispondere alla provocazione mossa dai fittiani arriva, e Minerva scioglie i freni inibitori. “Vista questa situazione grottesca messa in campo dal centrodestra mi viene di ringraziare vivamente i vari Fitto, Gabellone o gli ex amministratori azzurri” conclude puntiglioso Minerva, “che come segno tangibile del loro passaggio amministrativo e politico nella città più bella del mondo che è Gallipoli sono stati capaci di lasciare in eredità solo due scarichi a mare del depuratore consortile sul litorale nord e del depuratore di Casarano e Taviano attraverso il Canale dei Samari sul litorale sud. Io risolvo i problemi della gente, altro che voto di scambio” chiosa Minerva, “loro lasciano una città turistica con gli scarichi dei reflui a mare, questa in termini di liquida polemica è la differenza”.

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