Sabato, 31 Luglio 2021
Gallipoli

“Di Mattina non segue la linea del partito”. E’ spaccatura in Forza Italia

Dura presa di posizione dei consiglieri Antonio Barba e Rosario Solidoro contro il capogruppo ed ex candidato sindaco del centrodestra. "Comportamento inaccettabile, continua a votare le delibere e gli emendamenti della maggioranza"

GALLIPOLI – Un vaso già colmo. O quasi. E all’ombra di Palazzo Balsamo lo strappo sui banchi dell’opposizione raggiunge l’apice. In particolare dopo la seduta dell’assise comunale odierna la spaccatura in seno al gruppo consiliare del Pdl-Forza Italia sembra non avere più freni inibitori. E se non è tempo di resa dei conti, poco ci manca. Visto che l’atteggiamento e soprattutto il voto di sostegno alle delibere e agli emendamenti della maggioranza espresso ancora una volta dal capogruppo del Pdl-Fi, Toti Di Mattina, ha mandato su tutte le furie i consiglieri del medesimo partito, Antonio Barba e Rosario Solidoro.

Perchè se è vero che il gruppo consiliare azzurro ha manifestato più volte la “collaborazione costruttiva” dell’opposizione (che ha votato anche nella scorsa seduta a favore di alcune delibere passate quindi all’unanimità) su progetti e argomenti di largo respiro e a beneficio della collettività, e altresì acclarato che le indicazioni  preconsiliari nella riunione del partito di venerdì sera avevano tracciato una rotta univoca di ferrea e incalzante opposizione sugli argomenti in discussione.               

E così, a margine della seduta, la spaccatura è servita. Con i consiglieri Antonio Barba e Rosario Solidoro che affondano il colpo contro il loro capogruppo. Frizioni per altro non nuove e che si trascinano fin dall’insediamento del Consiglio comunale dell’era Errico. “Inaccettabile e di pessimo gusto il comportamento che il consigliere Toti Di Mattina ha deciso di assumere, perseverando quello che dall'inizio di questa consiliatura gli è stato consono, lesivo sia nei confronti del gruppo consiliare che rappresenta, sia verso il partito del  PdL-Forza Italia, sia nei confronti della città di Gallipoli” attaccano duramente Barba e Solidoro. Che puntualizzano i termini spinosi della questione interna al partito.

“Il gruppo consiliare, con fermezza, durante una riunione del direttivo tenutasi venerdì fino a tarda serata” spiegano i due consiglieri, “ha deciso di mantenere nei confronti dell'amministrazione comunale di Gallipoli una posizione di ferrea opposizione, certamente costruttiva e mai strumentale e all'insegna della massima onorabilità, valutando e dando la massima priorità alle esigenze della comunità in toto, impegnandosi a garantire solo ed esclusivamente gli interessi generali della città per il raggiungimento di un comune benessere, lontani da ogni intesa che potesse dare sospetto di qualsiasi inciucio o accordo sotto banco. Con rammarico però” aggiungono, “ci si trova  a constatare, che nonostante le sollecitazioni e le indicazioni, il consigliere Di Mattina continua ad assumere autonomamente nelle sedi istituzionali, un atteggiamento, scaturito da valutazioni solo personali, di benevola predisposizione alle proposte della maggioranza e di diplomatica ambiguità verso quelle che sono le posizioni concordate con il direttivo cittadino del Pdl-Forza Italia, di cui ricordiamo, fa parte”

Visti i fatti e l'impossibilità, secondo i rilievi mossi da Antonio Barba e Rosario Solidoro, di proseguire in un percorso condiviso sulla base della chiarezza, gli stessi consiglieri forzisti hanno  chiesto “che sia convocato d'urgenza il direttivo sezionale, alla presenza dei massimi esponenti di Forza Italia, all'interno del quale il consigliere Di Mattina spieghi il perché del suo agire in totale antitesi con le direttive del partito e il suo esser distratto e  superficiale anche nell'adempiere al ruolo di capogruppo consiliare. Sicuramente non risiedere e non vivere nella città di Gallipoli potrebbe essere un deterrente per Di Mattina” concludono il consigliere regionale Barba e il consigliere comunale Solidoro, “poichè non conosce e non comprende i reali problemi e necessità del Paese, ma questo non può essere una scusante al suo poco chiaro operare. Noi dal canto nostro abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce affinché si arginino i problemi e si arrivi ad una situazione di confronto, possibilmente serena, con i componenti del direttivo cittadino, unicamente nell'esclusivo interesse della comunità che rappresentiamo e del partito nel quale tutti militiamo, anche se a diversi livelli”.  

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