Gallipoli

Strali anche da sinistra. Cataldi: “Sui revisori scelte scandalose”

Dai banchi dell’opposizione la consigliera di “Tutto Cambia” critica aspramente il criterio di scelta “familiare” adottato dall’amministrazione Errico per l’organo di controllo. “C’è qualcuna che tira le fila dei burattini”

 

GALLIPOLI  - Ancora strascichi e polemiche dopo il primo Consiglio comunale. La coda dei veleni non si accorcia. E sul nodo delle nomine dei revisori dei conti in particolare è vera e propria bagarre. Mentre sul versante Errico e Pdl si è aperto un botta e risposta al fulmicotone dopo l’attacco frontale di Vincenzo Barba, ora dai banchi dell’opposizione si alza la voce di dissenso. E si grida allo “scandalo” perpetrato alla luce del sole cocente di fine luglio. E’ quanto denuncia duramente la consigliera comunale Assunta detta Titti Cataldi, già candidata a sindaco della lista “Tutto Cambia”. Sul tema scottante dei revisori dei conti la referente della sinistra gallipolina in Consiglio, non si risparmia. “Il primo Consiglio comunale lascia esterefatti” esordisce la Cataldi, “di solito, anche in politica si tende a salvare la faccia, almeno all’inizio, mascherandosi con il ruolo istituzionale. A Gallipoli invece, politicamente,  purtroppo tutto è possibile al di là dell’etica e del pudore, perché gli affari, con la connivenza e il sostegno di pezzi della pseudo opposizione sono di famiglia”.

 Poi giù una seria di interrogativi per comprendere il criterio “familiare” adottato per la scelta dei revisori amministrativi. “Un revisore figlio dell’ex sindaco Venneri, l’altro cugina dell’attuale sindaco. Chi controlla il controllore? Il controllato! Chi vigila il vigilante? Il vigilato” sentenzia la Cataldi. Che poi analizza i movimenti in atto, a suo dire, all’ombra di palazzo Balsamo. “Si ha l’impressione che dietro il teatrino dell’attuale amministrazione comunale ci sia un puparo che non potendo far vedere la sua faccia, tira le fila del burattino fondamentale. Altri burattini fungono da comparse perché non hanno autonomia politica”.

Per poi concludere amaramente: “Si ha l’idea che l’attuale maggioranza sia nata già predisposta a realizzare la teoria dei vasi comunicanti” dice Titti Caltaldi, “con pezzi dell’attuale opposizione, cambiare tutto per non cambiare niente, mischiare apparentemente le carte attualizzando un vecchio detto me tai e te tau e l’amicizia tura! Nonostante la miseria di questo inizio io non demordo” conclude la consigliera di minoranza, “e mi appello e chiedo aiuto ai cittadini che continuano a conservare spirito civico e speranza per un domani migliore, affinché prevalga un’amministrazione al servizio della comunità”. 

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