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foto di repertorio

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Suolo pubblico, chieste proroghe e gazebo. Nuovo fronte tra locali e residenti

Alla luce delle nuove limitazioni imposte dal Dpcm si rinnovano le richieste di bar, ristoratori e commercianti al Comune per estendere i servizi. Lettera di dissenso dei residenti

GALLIPOLI - Nuove norme stringenti  per contenere la risalita dei contagi con l’ultimo Dpcm del 18 ottobre scorso che prevede la chiusura delle attività di ristorazione alle ore 24 ed il divieto assoluto dopo le ore 18 di somministrazioni in piedi o al bancone consentendo solamente il consumo ai tavoli. E per non far collassare il comparto delle attività ristorative e di somministrazione al pubblico dai meandri del centro storico di Gallipoli arrivano nuove richieste anche all’amministrazione comunale che, in linea con l’osservanza delle limitazioni governative, consentano ulteriori proroghe sui servizi all’esterno dei locali con lo sgravio del pagamento dell’occupazione del suolo pubblico e l’utilizzo di gazebo anche nei mesi invernali.

In tale direzione, così come sulla possibilità dello spostamento delle strisce pedonali a ridosso dei locali di ristorazione in deroga alle disposizioni del codice della strada, si sono espressi tanto i referenti dell’associazione Kalepolis, presieduta da Giancarlo Padovano, che racchiude bar e ristoranti del borgo antico e che hanno incontrato il sindaco Stefano Minerva, quasi un mese addietro, per un confronto sulla tematica specifica, quanto il presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli, Matteo Spada. Di oggi è invece la presa di posizione, contraria a proroghe e gazebo, in riferimento per lo più alla indicazione dei commercianti, da parte dell’associazione Abitanti e amici del centro storico, con il suo portavoce Roberto Piro.

Richieste di bar e ristoratori di “Kalepolis”                         

Già dal mese scorso e prima ancora dei nuovi dispositivi dell’ultimo Dpcm e facendo invece leva sulle norme in favore delle attività produttive, il sodalizio “Kalepolis”, che rappresenta bar e ristoranti della città vecchia, aveva sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale una serie di richieste per consentire agli operatori di proseguire nelle attività di somministrazione anche in inverno per recuperare il deficit accumulato con le chiusure forzate del lockdown.

“Già un mese addietro incontrando il sindaco avevano chiesto che il Comune garantisse la proroga delle scadenze per quanto riguarda l’utilizzo dell’occupazione del suolo pubblico nel centro storico e le relative esenzioni sino alla fine di dicembre” spiega il coordinatore dell’associazione Giancarlo Padovano, “così come era stata affrontata la questione della richiesta dello spostamento delle strisce pedonali a ridosso delle strutture esterne dei locali, in deroga alle disposizioni del codice della strada qualora l’attraversamento stradale non comporti alcun intralcio al traffico né pericolosità di sorta. Proposte sulle quali il sindaco Minerva si è dimostrato molto sensibile e che quindi dovrebbero essere a breve attuate”.

Istanza anche dei commercianti   

Alla luce del nuovo decreto del presidente Conte del 18 ottobre, che prevede la chiusura delle attività di ristorazione alle 24 ed il divieto assoluto, dopo le 18 di somministrazioni in piedi o al bancone, consentendo solamente il consumo ai tavoli, il presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli, Matteo Spada, ha chiesto all’amministrazione comunale di Gallipoli che vengano prorogate le scadenze per quanto riguarda l’occupazione del suolo pubblico nel centro storico oltre il 20 novembre, per consentire alla categoria di servire adeguatamente i turisti presenti ancora oggi sul territorio.

L’associazione ha chiesto inoltre di accelerare sulla possibilità di installare dei gazebo che possano garantire ai clienti il consumo in sicurezza, rimanendo comunque all’esterno del locale. “Chiediamo all’amministrazione di Gallipoli che vengano prorogate le scadenze per ciò che riguarda l’occupazione del suolo pubblico” spiega Spada, “solitamente infatti ogni anno, a partire dal 20 novembre fino al 20 marzo, nel centro storico vige il divieto fissato dalla Soprintendenza per l’occupazione del suolo pubblico. Limitazione che stride fortemente con gli sforzi della categoria imprenditoriale e dell’amministrazione comunale stessa nel destagionalizzare l’offerta turistica, andando contro anche ai cittadini residenti che lamentano un centro storico deserto durante i periodi invernali”.

“Destagionalizzare è un obiettivo primario della nostra comunità e della nostra economia, anche in un periodo difficile e complicato come quello che stiamo attraversando” prosegue Spada, “se già si è provveduto a derogare a livello nazionale, regionale e locale diverse norme a causa della crisi sanitaria, come ad esempio il permesso di ampliare le occupazioni per poter rispettare al meglio gli obblighi relativi al distanziamento inter-personale, oggi, per venire incontro alle rinnovate esigenze della categoria economico-produttiva e dei consumatori in generale, turisti compresi, crediamo sia necessario da parte dall’amministrazione comunale estendere, rinnovare e prorogare quello che è il periodo consentito per le occupazioni pubbliche nel centro storico visto che già altri comuni d’Italia stanno provvedendo a muoversi in tal senso”.

“Ci auguriamo che anche Gallipoli possa derogare limitazione sull’occupazione del suolo pubblico, mantenendola gratuita come già avviene” conclude il presidente del sodalizio dei commerciati, “e infine, ci auguriamo un’accelerazione di quanto già stabilito precedentemente in consiglio comunale sulla possibilità di installare dei gazebi che possano garantire ai clienti il consumo in sicurezza rimanendo comunque all’esterno del locale. Questa possibilità infatti, che era già nell’aria da diversi anni, con questa emergenza sanitaria si rende infatti oggi più necessaria che mai”.

Associazione residenti: “No a proroghe e gazebi”

In riferimento in particolare alla presa di posizione dall'associazione commercianti ed imprenditori di Gallipoli per la richiesta di proroga degli insediamenti all'aperto oltre la data del 20 novembre, l’associazione Abitanti e amici del centro storico di Gallipoli ha invece inteso inviare una lettera al sindaco Minerva e per conoscenza alla Soprintendenza alle belle arti, agli assessorati competenti e al comando della polizia locale, per manifestare la contrarietà a tale iniziativa.

“Si è avuta conoscenza che l’associazione commercianti ed imprenditori di Gallipoli ha fatto richiesta, per motivazioni legate all’emergenza covid, di prorogare la scadenza per l’occupazione di suolo pubblico nel centro storico oltre il 20 novembre e di intervenire sulla Soprintendenza chiedendo una deroga al divieto di occupazione nel periodo che va al 20 novembre al 20 marzo, applicando una deliberazione del consiglio comunale in tema di caratteristiche dei gazebo” scrive il portavoce dei residenti, Roberto Piro, “giova ricordare che la previsione contenuta nella deliberazione del consiglio comunale del 30 aprile del 2019 di realizzazione sulla cinta muraria del centro storico di gazebo con caratteristiche di dehors chiusi, con strutture rigide e coperte, non ha mai ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza, né poteva ottenerlo per chiare disposizioni legislative che non vengono meno nel periodo emergenziale”.

“E’ evidente che si stia cercando di approfittare dell’emergenza per ottenere quello che, a più riprese, è stato richiesto, ma non ottenuto, per evidente illegittimità e, per farlo, si cerca di far passare l’idea che questo servirebbe a tenere vivo il centro storico nei mesi invernali, venendo incontro alle esigenze dei residenti” lamenta Piro, “come se la vitalità di una comunità o di un territorio si possa misurare dai ristoranti aperti e non dai servizi, dalle regole e dalla qualità della vita dei suoi abitanti. Dietro tutto questo vi è una errata impostazione che tende a privilegiare gli aspetti puramente economici a scapito di quelli della vita sociale dei cittadini che abitano quel territorio, come è avvenuto per la richiesta di proroga della ztl e apu, da noi avanzata, ma disattesa, nonostante la notevole presenza di turisti”.

“Siamo quindi ad esprimere la ferma contrarietà a deroghe non previste da alcun provvedimento legislativo, e che finirebbero per prolungare ulteriormente i disagi per i residenti ed il deturpamento del Paesaggio” conclude il  portavoce degli abitanti del borgo antico, “e alla Soprintendenza si chiede la massima vigilanza affinché l’installazione di manufatti all’aperto ed, in zone di particolare pregio paesaggistico, non renda irreversibile un processo di dequalificazione ambientale già in atto. A tale proposito, al comandante della polizia locale, con riserva di accesso agli atti, si chiede di disporre, a fine periodo di occupazione del suolo pubblico, una puntuale verifica dello stato dei luoghi e gli eventuali conseguenti provvedimenti di richiesta di ripristino”.

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