Martedì, 15 Giugno 2021
Gallipoli

No a pontili e concessione nel porto mercantile. Il Tar legittima il diniego del Comune

Il Tar di Lecce ha respinto il ricorso di una società privata che aveva impugnato la decisione dell’amministrazione comunale di Gallipoli di respingere la richiesta di concessione per l’installazione di due pontili per una darsena turistica. “Incompatibile con l’assetto del porto”

La darsena di Gallipoli

GALLIPOLI  - Nessuna nuova concessione e nessun nuovo pontile e ormeggio per le imbarcazioni da diporto in prossimità nello specchio d’acqua del bacino del porto mercantile di Gallipoli. Ancora una volta Il Tar di Lecce ha legittimato le procedure del Comune ionico che si era opposto alla richiesta di concessione di una società privata per la realizzazione di una nuova darsena turistica nell’area portuale. A seguito di un'articolata istruttoria il progetto (che prevedeva principalmente l’installazione di due pontili rispettivamente di 84 e 35 metri nello specchio acqueo in prossimità della Capitaneria di Porto) è stato respinto dagli uffici comunali competenti sulla scorta della precisa volontà dell’amministrazione di preservare l’uso generale dell’area, anziché limitarne la fruizione in favore di un operatore privato, e di rispettare il Piano regolatore portuale del 1987 che è ancora l’unico strumento di riferimento per la pianificazione della zona in questione. In seguito a tale diniego la società proponente ha deciso di presentare un ricorso ai giudici amministrativi i quali però con una sentenza pubblicata in questi giorni hanno di fatto respinto l’istanza e legittimato le prerogative vantate dall’amministrazione comunale gallipolina che aveva ritenuto la richiesta di realizzazione di una nuova struttura dedicata alla nautica da diporto incompatibile con l’attuale assetto del porto commerciale.     

Per la società ricorrente che ha contestato il provvedimento comunale invece tale  progetto “sarebbe del tutto compatibile” con la permanenza degli usi mercantili e “le prescrizioni del Piano regolatore portuale non sarebbero più attuali”. Il Comune di Gallipoli si è costituito in giudizio con il legale Antonio Quinto, rivendicando di contro la correttezza delle proprie prerogative di pianificazione ed, in particolare, della scelta di non privatizzare il bacino portuale, evitando l’introduzione di elementi di interferenza con il traffico mercantile. Ora il Tar ha rigettato il ricorso della società stabilendo che il Comune “è pienamente legittimato a scegliere di non dare in concessione un determinato specchio acqueo e che la volontà di preservare un uso collettivo costituisce un  principio generale non limitato alle sole aree destinate alla balneazione: anzi, è meritevole di tutela l’obiettivo di evitare il posizionamento di opere o strutture che possano compromettere l’attuale destinazione d’uso dell’area demaniale”.

I giudici amministrativi hanno inoltre considerato tutt’ora valido ed efficace il Piano regolatore portuale del 1987, almeno fino all’approvazione di un nuovo strumento generale di regolamentazione urbanistica. “Si tratta di una decisione di particolare importanza” spiega l’avvocato Quinto, “anche alla luce della recente adozione del Piano comunale delle Coste da parte dell’amministrazione commissariale di Gallipoli. Per i giudici amministrativi la scelta di non privatizzare la costa, sia essa balneabile o destinata ad altri usi” conclude il legale, “se espressione di una discrezionalità amministrativa correttamente esercitata, costituisce un obiettivo prioritario per la collettività, da considerare sempre prevalente rispetto ad ogni altro interesse imprenditoriale”.

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