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Un tratto della co

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Piano delle coste ko. Ma il Tar dice sì ai lidi sulla scogliera Galilei

Approvato l'ennesimo ricorso di un privato al quale il Comune aveva rigettato la richiesta di concessione per uno stabilimento balneare sul lungomare Galilei. "Anche senza il piano comunale si possono concedere nuove autorizzazioni"

GALLIPOLI - Il Piano delle coste comunale ancora non entra in vigore, anche se è ormai sembra questione di poco. Comunque sia ci pensa il Tar a legittimare l’arrivo di lidi e chioschi sulla scogliera. In particolare quella del lungomare Galilei, dalla zona della rotonda a quella prospiciente l’ex Ceduc sino ad oggi non interessata da tali insediamenti sino al lido piccolo. Almeno quattro le richieste di concessione demaniale che tra l’inizio dell’anno, e l’ultima la scorsa settimana, hanno ricevuto il via libera dai giudici amministrativi per installare stabilimenti, pedane e solarium su quel tratto di costa. E anche il futuro Piano delle coste dovrebbe concedere spazio a non più di quatto o cinque nuovi stabilimenti privati.

I ricorrenti, quanto meno, hanno ora ottenuto la riabilitazione della loro richiesta di autorizzazione presenta al Comune, in alcuni casi, già nella passata stagione e che era stata rigettata facendo leva anche sulla impossibilità dell’ente a rilasciare nuove concessioni in assenza del nuovo Piano delle coste. Non basta la mancata approvazione del Piano comunale delle coste quindi per frenare l’avanzata di nuovi lidi e le istanze di nuove concessioni demaniali. E solo così il diritto di iniziativa economica non viene leso. In mancanza di divieti specifici sulle aree, in termini ambientali, idrogeologici o urbanistici, le richieste per realizzare stabilimenti balneari, pedane e solarium, chioschi e servizi per la balneazione possono essere prese in considerazione e non rigettate a priori dai Comuni.

E le amministrazioni non possono che adeguarsi a quanto continua a stabilire, a colpi di provvedimenti, il Tar di Lecce che sulla questione si era espresso già con una sentenza pilota, la numero 204 del gennaio scorso. E’ quanto accade anche di recente sulla scogliera a ridosso del lungomare Galilei di Gallipoli, per la quale già lo scorso anno era state presentate, all’attenzione dell’ufficio demanio comunale, alcune istanze di concessione per stabilimenti, chioschi e attività ristorative, e pedane per solarium. Il tutto da insediare proprio sul versante della scogliera e delle insenature di quel tratto di litorale. Richieste sulle quali gli uffici comunali avevo posto da subito il veto, rigettando le istanze. E motivando il tutto sul fatto che “la legge regionale 17/2006 inibisce agli stessi Comuni il rilascio di nuove concessione demaniali marittime nelle more dell’approvazione della pianificazione costiera regionale”.

In buona sostanza le nuove concessioni demaniali sarebbero congelate in assenza del Piano comunale delle coste. Un principio non sposato dal Tar di Lecce che già dall’inizio dell’anno ha accolto tre ricorsi di privati che avevano ricevuto il rigetto della richiesta di concessione per strutture balneari, chioschi e servizi ristorativi sulla scogliera del lungomare Galilei. Tant’è che anche in esecuzione di tali provvedimenti dei giudici amministrativi l’ufficio demanio del Comune di Gallipoli ha già avviato, nelle scorse settimane, la procedura di comparazione delle richieste di concessione demaniale, pubblicando l’avviso delle relative istanze avanzate dai richiedenti Piergiorgio Grasso, Antonio Barba e Agata Bruno.

Una quarta e nuova istanza è invece della società Azimut srl, oltre ad un'altra richiesta (anch’essa posta in comparazione nei giorni scorsi dopo il via libera del Tar) promossa di Cinzia Tricarico che riguardava invece l’installazione di pontili galleggiati sul versante del lungomare Marconi. Nei giorni scorsi infine presso la segreteria del Tribunale amministrativo leccese è stata depositata l’ennesima sentenza che ha accolto il ricorso, discusso il 19  marzo scorso, di Giuseppe Tricarico (difeso dall’avvocato Alessandro De Matteis) che aveva ricevuto anch’esso il no del Comune alla richiesta di concessione per uno stabilimento balneare da realizzare sempre su quel tratto di costa gallipolina.

Il principio fondante del Tar viene reiterato anche in questa nuova sentenza: “Se l'articolo 17 della Legge Regionale n.17 del 2006 inibisce, al primo comma, ai Comuni il rilascio di nuove concessioni demaniali fino all'approvazione del Piano regionale delle coste, pur tuttavia, nel secondo comma viene precisato che i Comuni, fino all'approvazione dei Piani comunali delle coste, applicano, nell'attività concessoria, esclusivamente le disposizioni rivenienti dal Piano regionale delle coste.

Fino all'approvazione di quest’ultimo l'inibizione ai comuni dell'attività concessoria, salvo limitate eccezioni, è finalizzata a evitare il pregiudizio che tale attività porterebbe all'applicazione delle scelte risultanti dal Piano regionale; dopo l’entrata in vigore di quest’ultimo, invece, l'attività concessoria è consentita, e appare anzi doverosa esplicazione della naturale obbligatorietà dell'azione amministrativa, nell'osservanza del Piano regionale. Questo contiene, infatti, delle classificazioni alle quali consegue la concedibilità o meno del demanio costiero”. E per ora le amministrazioni non possono che adeguarsi a quanto continua a stabilire, a colpi di sentenze, il tribunale amministrativo.

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