Giovedì, 17 Giugno 2021
Gallipoli

Tragedia nel centro storico della Città Bella: muore durante manutenzione della luce

La vittima è un 48enne tecnico di una ditta legata a Enel Sole, l'azienda che ha con il Comune una convenzione per lavori sull'illuminazione pubblica. Forse un malore all'origine della caduta. Inutili i soccorsi del 118. Potrebbe essere disposta l'autopsia. Sul posto carabinieri e polizia locale

GALLIPOLI – Una gelida mattinata funestata da una morte improvvisa che ha lasciato incredula e sgomenta l’intera città di Gallipoli. Una tragedia inaspettata che s’è consumata nella tarda mattinata di oggi lungo una delle riviere del centro storico. Un tecnico specializzato, Piero Colazzo, 48enne originario di Galatone, ma sposato e residente nella Città Bella, è morto per cause ancora tutte da accertare mentre era al lavoro per una manutenzione ordinaria all’impianto della pubblica illuminazione.

L’uomo era dipendente di una ditta di manutenzione e riparazione legata ad Enel Sole, l’azienda che ha stipulato con il Comune nel febbraio dello scorso anno una convenzione proprio per i lavori e gli interventi sull’illuminazione pubblica.

Dopo una segnalazione dei giorni scorsi per un guasto ad un lampione sulla riviera della città vecchia questa mattina, a bordo del mezzo di servizio, il tecnico si era recato lungo Riviera Armando Diaz, subito dopo via Moline e all’altezza del civico 35, per effettuare la riparazione su un lampione artistico montato sulla parete di una palazzina, a poco più di tre metri di altezza dal suolo. Il 48enne, munito come suo solito di tuta da lavoro e casco protettivo, aveva dunque posteggiato il furgone e preso una scala, posandola sulla parete per inerpicarsi, quando, all’improvviso, è precipitato rovinosamente al suo. Le sue condizioni sono apparse subito gravi.

I residenti della zona hanno subito lanciato l’allarme e sul posto è giunta un’ambulanza del servizio di emergenza del 118. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimare il tecnico. Ma ogni sforzo è risultato purtroppo vano.  Lungo la riviera sono intervenuti anche i carabinieri della stazione e della compagnia di Gallipoli e gli agenti della polizia locale del presidio del centro storico e del comando di via Pavia.

Informato il pubblico ministero di turno, Francesca Miglietta, è stato disposto il trasporto del corpo ormai privo di vita dell’uomo presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. E’ possibile che venga disposta l’autopsia per chiarire le dinamiche, cioè se la morte sia stata l’effetto di una caduta accidentale o se all’origine, come sembra possibile, vi sia stato un malore.

Sembra già da escludersi, invece, la folgorazione, perché sui polpastrelli delle dita non sono stati riscontrati segni di bruciature. Per ricostruire il quadro dell’accaduto sono stati visionati anche alcuni filmati delle telecamere di un b&b che insiste sulla riviera Diaz. Piero Colazzo era molto conosciuto in città e apprezzato per il suo carattere gioviale e scherzoso. La sua improvvisa morte ha destato incredulità e commozione.

E sulla fatale morte sul posto di lavoro il segretario generale della FilcTem Cgil di Lecce, Giuseppe Guagnano, ha espresso profondo cordoglio per la morte sul lavoro avvenuta oggi nel centro storico di Gallipoli, manifestando vicinanza e solidarietà alla famiglia del lavoratore. “Augurandoci che quanto prima le autorità preposte possano chiarire le cause di questo tragico incidente” dice Guagnano, “non possiamo non esprimere dolore e costernazione per l’ennesima morte sul posto di lavoro e riflettere su quanto sia necessario aumentare l’impegno di tutte le parti interessate affinché tragedie come queste possano essere scongiurate”.   

“Un abbraccio alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita oggi a Gallipoli. Questo è il mio primo pensiero di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro. Perché parole a commento di un fatto così drammatico, poiché si perde una vita e la si perde sul luogo di lavoro, rischiano di restare sterili se non sono seguite da atti, concreti, incisivi”. Così la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova commenta l’episodio.

“La morte di un operaio – prosegue Teresa Bellanova – ci interpella ancora una volta, dolorosamente, drammaticamente, sull’impegno necessario, forte, determinato, che ribadiamo ma che forse ancora non ha raggiunto l’obiettivo: quello di creare le condizioni affinché sia sempre più rara, fino a essere scongiurata, la eventualità di perdere la vita sul lavoro”.

“E mentre attendiamo le indispensabili valutazioni della magistratura su quanto accaduto, mai abbassare la guardia, tutti: istituzioni, imprese, lavoratori. La sicurezza non è un lusso - , conclude la sottosegretaria -, non è un costo, è un investimento sulla civiltà di un Paese”.

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