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Disagi nel reparto. Minerva chiede spiegazioni / Gallipoli

Tubature rotte e pronto soccorso allagato. La Cisal denuncia il “caso Gallipoli”

La sezione Sanità della segreteria provinciale del sindacato ha reso note le criticità vissute due giorni addietro nei locali del “Sacro Cuore di Gesù” a causa dell’ennesima rottura di tubi e sifoni dell’impianto idrico. D’Ambra: “Manutenzione carente"

GALLIPOLI - In attesa che i fondi sbloccati per la riqualificazione reale dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli possano innalzare il livello strutturale e di efficienza del nosocomio, non si arrestano i disagi e le criticità che complicano l’attività degli operatori del pronto soccorso, questa volta alle prese con un vero e proprio allagamento improvviso dei corridoi e sale del reparto.

E’ accaduto un paio di giorni addietro e la disfunzione, legata  alla rottura  di qualche tubatura interna che ha creato non poco disagio nei locali del pronto soccorso, è stata denunciata e documentata anche dalla segreteria provinciale della Federazione Cisal Sanità.

“Ci risiamo, dobbiamo nuovamente darvi conto di un'altra emblematica e paradossale situazione che si è venuta a creare nei locali del reparto di pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli” scrive in una nota il segretario generale Giovanni D'Ambra, “non bastavano i felini in pianta stabile che hanno adottato i controsoffitti del reparto, e chissà di quanti altri, per poter meglio controllare il loro territorio, ora è la volta dell’inondazione dello stesso reparto per la rottura di tubi o di sifoni dell’impianto idrico. E il filmato che alleghiamo conferma quanto successo appena l’altro ieri, il 9 giugno”.

Una nuova situazione legata ancora una volta alla precarietà degli impianti e ala scarsa manutenzione che ha portato recentemente già disagi in altri reparti, come la Pediatria, e che ora ha interessato una delle colonne montanti dei locali al piano interrato del pronto soccorso. Di certo un paradosso per un ospedale di primo livello per il quale da tempo operatori, direzione sindacati e amministratori locali si battono proprio per sollecitare i necessari interventi di adeguamento e potenziamento.           

“In tutti questi decenni, alla prova dei fatti occorsi, e ne abbiamo solo dimostrati due, e non sappiamo quanti altri ne sono successi e nessuno ne ha mai parlato” accusa ancora D’Ambra, “si dimostrano gravi lacune sulla manutenzione ordinaria e straordinaria che questa struttura avrebbe dovuto periodicamente sostenere. E non osiamo immaginare quello che può succedere anche in tutte le altre unità operative”.

“Stiamo parlando di un ospedale, di un luogo di cura dove deve essere garantita la sicurezza di tutti i pazienti, ma anche degli operatori sanitari che vi lavorano. Vogliamo conoscere dai responsabili ai vari livelli il perché di tutta questa grave situazione” conclude il segretario Cisal, “che si ripercuote anche sulla reale validità della mission e sul buon nome dell’Asl di Lecce. Attendiamo urgenti risposte ed eventuialmente successive dimissioni”.

Minerva all’Asl: “Legittimo chiedere spiegazioni”

A seguito della notizia relativa all’allagamento dei locali del reparto del pronto soccorso dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” resa nota dal segretario provinciale della Federazione Cisal Sanità di Lecce, Giovanni D’Ambra, il sindaco Stefano Minerva ha preso subito posizione.

“Non appena ho appreso la notizia ho inviato una lettera al direttore sanitario e al primario del pronto soccorso chiedendo, in prima analisi, spiegazioni sull’accaduto” chiarisce Minerva, “inoltre, trovo ingiustificabile che io sia venuto a conoscenza dell'avvenimento solo grazie alla segnalazione pervenuta dalla Federazione Cisal e non dai responsabili della struttura sanitaria”.

“Un sindaco ha il diritto nonché il dovere di sapere cosa accade nella città, essendo la massima Autorità sanitaria locale, ed è necessario soprattutto essere a conoscenza dei problemi di un luogo dove la salute, prima di ogni cosa, deve essere tutelata. Non si possono trascurare questi aspetti di notevole importanza. Nella lettera inviata” conclude il primo cittadino, “pretendo spiegazioni poiché trovo ingiustificabile che da un momento all’altro possano accadere determinate rotture di tubi ed impianti. Il pronto soccorso deve rappresentare un posto sicuro, di salvezza, per tutti e non fulcro di disagi”.

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