Giovedì, 29 Luglio 2021
Gallipoli

Uccise marocchino per una lite sui posti al mercato, fissata l'udienza preliminare

E' stata fissata per il prossimo 16 maggio, dinanzi al gup del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, l'udienza preliminare per Sergio Rizzo, il 52enne di Monteroni accusato dell'omicidio del marocchino Abdellatif El Farissi

 

LECCE – Omicidio volontario aggravato dai futili motivi, detenzione e porto abusivo di arma modificata. Sono queste le accuse ipotizzate dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, nei confronti di Sergio Rizzo, il 52enne di Monteroni di Lecce incriminato per il delitto del marocchino Abdellatif El Farissi, 29 anni, ucciso a colpi di fucile il 10 agosto scorso a Gallipoli, in una notte di San Lorenzo macchiata di sangue. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 16 maggio dinanzi al gup del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella. Un delitto maturato, con ogni probabilità, a causa dei dissidi legati ai parcheggi e alle zone commerciali dell’area mercatale di Gallipoli. Dalle indagini sulla morte del 29enne, infatti, si è sviluppata un’altra inchiesta legata proprio ai presunti illeciti sui permessi e i tributi relativi al mercato della città jonica.

Rizzo risponde anche di ricettazione. Il fucile calibro 12 utilizzato, infatti, al quale erano state mozzate le canne, risulta rubato nel 2001 a Monteroni di Lecce. I ladri, dopo aver rotto una finestra, penetrarono nell’abitazione di un cinquantenne, rubando l’arma e alcuni oggetti d’oro del valore di circa un milione di lire. 

La brillante quanto rapida attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, guidati dal capitano Biagio Marro, e dalla compagnia di Gallipoli, al comando del capitano Stefano Tosi, consentì di chiudere in poche ore le indagini sulla morte del 29enne originario di Casablanca. Il marocchino aveva avuto, poche ore prima dell’omicidio, una violenta lite, l’ennesima, con Rizzo per l’assegnazione dei “posteggi” nel mercato. Secondo l’ipotesi sergio rizzo classe 1959-2-2-2accusatoria il 52enne, dopo aver concordato un appuntamento con la vittima in un luogo isolato, lo avrebbe affrontato, esplodendo da una distanza di 4-5 metri due colpi di fucile, un sovrapposto calibro 12 con le canne mozzate. L’uomo avrebbe sparato frontalmente, dall’alto verso il basso, colpendo El Farissi alla gamba destra e all’addome, provocando uno shock emorragico e quindi la morte del 29enne.

Rizzo, dopo essere stato raggiunto nella sua abitazione, confessò ai carabinieri di essere l’autore dell’omicidio del marocchino, consegnando i vestiti che indossava al momento del delitto e indicando anche il luogo dove aveva occultato l’arma del delitto, nelle campagne di Monteroni. Il fucile era avvolto in alcuni asciugamani e custodito all’interno di una sacchetto di plastica con 36 cartucce. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip Antonia Martalò, Rizzo spiegò di aver sparato non per uccidere ma per paura, al culmine di una colluttazione.  In particolare, il secondo colpo sarebbe partito involontariamente. L’uomo, detenuto presso la casa circondariale di Lecce, è assistito dagli avvocati Luigi Rella e Antonio Savoia. 

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