Gallipoli

Un ponte di solidarietà con la Tanzania. Studenti a lezione con i volontari

Gli studenti dell’indirizzo di Scienze umane e linguistico del liceo “Quinto Ennio” hanno incontrato i referenti dell’associazione “Arcobaleno su Tanzania” diretta da Giovanni Primiceri che promuove opere di sviluppo sociale. Donato un contributo

GALLIPOLI – Un incontro prenatalizio per guardare in faccia la realtà del continente africano e per fornire un contributo di solidarietà e vicinanza. Gli studenti del liceo “Quinto Ennio” di Gallipoli (indirizzi di Scienze umane e Linguistico) hanno preso parte ad un incontro, promosso con il sostegno dal corpo docente e dalla dirigenza, con il professor Giovanni Primiceri e con la professoressa Paola Tricarico, referenti e sostenitori ormai da oltre un decennio del progetto di cooperazione e sviluppo sociale “Arcobaleno su Tanzania”.

L’omonima associazione svolge infatti in quella nazione dell’Africa una stimata attività di cooperazione ed intervento per lo sviluppo grazie al supporto  di un gruppo di volontari laici che esaminano problematiche e avanzano micro progetti lungo le direttrici della sanità e l’alimentazione, l’educazione scolastica, e una raccolta di fondi destinata tangibilmente alle opere messe in auge in Tanzania.

La finalità dell’associazione è proprio quella di indurre cambiamenti positivi e duraturi nelle realtà in cui interviene attraverso riqualificazione di strutture come scuole e ambulatori, fornitura di materiali e attrezzature, sostegno economico per l’alimentazione dei bambini e assistenza sanitaria specialistica. Per il perseguimento dei suoi obiettivi, “Arcobaleno su Tanzania” collabora anche con altre associazioni italiane. 

Con la proiezione di un video molto coinvolgente gli studenti del triennio hanno potuto toccare con mano questa realtà attraverso immagini volte sia testimoniare il lavoro dei volontari sia a sensibilizzare i ragazzi. “Tutto ciò che a noi può sembrare scontato, come un pasto caldo, per quelle popolazioni non lo è” spiega Rosamaria Capani, studentessa della III^ A, “la gente lì è abituata a mangiare solo due volte la settimana con una razione molto piccola di riso o farina di mais. Per dissetarsi e abbeverare gli animali in una zona hanno costruito un lago artificiale, che si riempie però solo con la pioggia e considerando che in Africa piove di rado, l’acqua è a disposizione solo per brevi periodi".

"Il professor Primiceri” racconta la studentessa, “ci ha spiegato che in Tanzania esistono pochi ospedali, e che distano l’uno dall’altro 150/200 chilometri, che una famiglia guadagna circa 70 scellini al mese e che la visita da un cardiologo ha un costo elevato. Fortunatamente esistono persone che non rimangono però a guardare, ma che si adoperano gratuitamente per fare in modo che la situazione migliori. Raccolte di fondi hanno contribuito in questi anni alla costruzione di ospedali, scuole, pozzi e alcuni centri per donne partorienti e per i loro bambini”.

I volontari del progetto Arcobaleno su Tanzania, tra cui molti medici della provincia di Lecce si recano in quelle terre e visitano le persone gratuitamente, portando loro un po’ di conforto. E quando necessario, poi, garantiscono il trasporto del malato in Italia, soprattutto nel caso di bambini. L’esperienza assunta dai racconti dei referenti e dalle immagini video ha toccato e arricchito gli studenti facendoli riflettere sul modo di vivere e sulle problematiche umanitarie. E per dare un contributo concreto all’opera dell’associazione i ragazzi hanno promosso una personale raccolta fondi che la docente Mirella Rizzello ha consegnato al presidente Giovanni Primiceri.

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