Sabato, 31 Luglio 2021
Gallipoli

Violenze domestiche: picchia la moglie per due giorni, poi viene colto da malore

Un tunisino di 40 anni arrestato dopo la denuncia della moglie, arrivata al pronto soccorso con un occhio nero e lesioni su tutto il corpo. E' piantonato al Vito Fazzi perché, quando ha visto i carabinieri, ha avuto un mancamento

 

GALLIPOLI – Quando il datore di lavoro e altre persone l’hanno vista in quelle condizioni, non hanno potuto fare altro che invitarla caldamente a sporgere denuncia, per mettere fine a una storia di soprusi che, stando a quanto poi dichiarato, una volta che lei ha deciso di fare il passo verso la caserma dei carabinieri, durava da almeno sei mesi. E sarebbero solo gli ultimi di una vicenda ben più datata, perché Ellaghbabi Moez, tunisino di 40 anni, già in passato era stato allontanano dal dalla moglie, salvo poi il decreto del giudice essere ritirato di fronte ad una riconciliazione che, evidentemente, non è durata a lungo.

E così, nella tarda serata di ieri, a Gallipoli, i carabinieri dell’aliquota radiomobile hanno arrestato l’uomo in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia. Secondo le ricostruzioni, negli ultimi due giorni le prevaricazioni si sarebbero fatte più frequenti e violente, tanto che la donna sarebbe stata picchiata quasi ininterrottamente per tutto quel tempo ed arrivare poi al lavoro in un locale, dove presta servizio come cuoca, in condizioni spaventose.

Alla base, gelosie e sospetti, senza un vero fondamento. Alla fine, la donna ha deciso di mettere una pietra sopra a tutta quella brutalità e s’è recata nel pronto soccorso locale per un referto: aveva lesioni ed ematomi su tutto il corpo e l’occhio destro nero, più un comprensibile stato d’ansia. Secondo i medici, ha riportato ferite guaribili in venti giorni, salvo complicazioni.

Quando i militari sono andati in casa di Ellaghbabi Moez per condurlo in caserma e lì formalizzare l’arresto, questi è stato colto da malore, tanto che il pubblico ministero di turno ha stabilito che resti piantonato dalla polizia penitenziaria nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dov’è stato condotto in ambulanza.

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