Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Sacro Cuore, Ostetricia a rischio. Bagarre sulla visita di Attolini

Dopo l'incontro tra l'assessore regionale alla Sanità e i politici, sindacalisti e il personale dell'ospedale restano poche speranza di salvare il punto nascita. Spiragli per Rianimazione. Antonio Barba (Pdl):"Una recita penosa"

Il "Sacro cuore" di Gallipoli.

 

GALLIPOLI - Non sono arrivate buone nuove dalla visita dell'assessore regionale alla sanità Ettore Attolini tra i reparti dell'ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli. Almeno sul versante della salvaguardia del reparti di Ostetricia e ginecologia, e di riflesso per Pediatria, che rimangono a rischio della scure e  dei tagli già preventivati dalla fase due del Piano di riordino sanitario. Nuovi barlumi di speranza invece sembrano riaccendersi per l’attivazione del reparto di Terapia intensiva. Ma sull’incontro delle scorse ore presso il nosocomio gallipolino alla presenza dei vertici aziendali della Asl, sindacalisti e dei politici locali, con in testa il sindaco ionico Francesco Errico, si è già scatenata la bagarre politica. Con il Pdl gallipolino e il consigliere regionale Antonio Barba che non hanno lesinato di criticare quella che ritengono un mera “passerella elettorale” dell’assessore della giunta Vendola. Anche dalla segreteria cittadina dei Comunisti italiani, Romano Fiammata ha lamentato “l’infruttuosa” visita di Attolini ed ha invitato istituzioni e la comunità gallipolina ad impedire la prospettiva della “chiusura” dell’ospedale di Gallipoli.

In buona sostanza nel lungo girovagare all’interno della struttura ospedaliera di via Alezio, l’assessore Attolini, accompagnato dal direttore generale della Asl leccese Valdo Mellone, ha rimarcato la valenza e le potenzialità del Sacro Cuore che con l’impiego anche di risorse non ingenti potrà essere adeguatamente ammodernato. Ma per il prossimo futuro, vista la soglia dei 500 parti  e delle ragioni del presidio di Casarano che, a differenza di Gallipoli, ha ottenuto anche dal Tar il blocco della chiusura di quel punto nascita, non sono previsti ripensamenti sul taglio del reparto di Ostetricia per il nosocomio gallipolino. Almeno per ora. E nonostante la presa di posizione dei consiglieri comunali, Pd in testa, dei sindaci del comprensorio e dei rappresentati sindacali per far valere le ragioni numeriche, geografiche e di efficienza dell’ospedale Sacro Cuore, per ora non si è ottenuto nulla di concreto. Se non la volontà manifesta di Attolini e Mellone, di rafforzare quella struttura come polo chirurgico e dare seguito, fondi permettendo, all’attivazione della Rianimazione. Un’ipotesi che non ha certo accontentato e soddisfatto il sindaco gallipolino Errico e il resto dei delegati alla vista istituzionale. E il dissenso è stato palesato con determinazione.  Atteso per altro che Rianimazione, già completata e  inaugurata almeno tre volte, sarebbe già dovuta essere operativa e quindi non è una “concessione” ulteriore che la Regione elargirebbe in favore del presidio di Gallipoli. Tutto come prima, se non peggio quindi. E la battaglia va avanti.

Sul versante politico il Pdl e il consigliere regionale Antonio Barba non ci stanno. E attaccano duramente, stigmatizzando la “calata strumentale” di Attolini, al Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli.  “La Giunta Vendola, dopo aver pensato bene di distruggere una struttura che era il fiore all’occhiello non soltanto della città bella, ma di un intero comprensorio salentino” scrive Antonio Barba, “ha ritenuto opportuno presentarsi al personale medico e paramedico del nosocomio per scaricarsi delle gravissime responsabilità che attengono alle proprie scelte per gettare la croce addosso su quello Nazionale. Niente di più falso! Nessuno vuol mettere in discussione che la politica dei tagli nei trasferimenti abbia messo in difficoltà gli enti periferici, ma è altrettanto vero che mentre altrove con una politica di razionalizzazione delle spese e di risparmio si è riusciti a far fronte a tutto, in Puglia agli sprechi non si è proprio voluta metter mano, preferendo salvaguardare gli amici e affossare coloro che vengono ritenuti non allineati alla filosofia di guida del Governatore e dei suoi uomini”.

E continua il consigliere regionale: “A Gallipoli, in un sol colpo, si sono tolte Ostetricia e Rianimazione, nel senso che per questo secondo reparto si è deciso di non farlo entrare nemmeno in funzione, quand’anche tutta l’attrezzatura fosse pronta da tempo per partire e Vendola l’avesse, addirittura, inaugurata ben otto anni fa. È davvero strano assistere alla recita ipocrita di chi non ha mai risposto alle interrogazioni e alle interpellanze dei referenti istituzionali di questo territorio, si è rifiutato di incontrare cittadini e istituzioni, ha derubricato le proteste degli addetti ai lavori come lamentele di privilegiati. E poi, adesso, si presenta sulla scena del delitto non con l’umiltà del colpevole, ma con la sfrontatezza e l’arroganza di chi vuole disegnare scenari futuri di sviluppo che hanno la durata di una campagna elettorale. Non è casuale, infatti, che proprio all’indomani della scelta di Vendola di candidarsi alle primarie del centrosinistra, i suoi assessori escano dal palazzo e si impegnino in un tour promozionale per il loro dante causa”.

E conclude Antonio Barba: “La fiera e orgogliosa personalità con cui gli operatori della sanità gallipolina hanno fatto capire all’assessore che non è più tempo di false promesse, appartiene a tutti noi, a tutti coloro, cioè, che credono che la politica debba essere al servizio dei cittadini e non viceversa. Se Attolini, e prima di lui Fiore, fosse voluto essere credibile, avrebbe dovuto affrontare in passato in maniera totalmente diversa le questioni che riguardano la salute dei cittadini, anziché lasciarsi trascinare in procedure che hanno mortificato intere aree territoriali, impoverendole e mettendo in seria difficoltà i suoi abitanti. Ormai è troppo tardi, e bene ha fatto Attolini a tornare a casa, a testa bassa, senza applausi, senza sorrisi, e con il fardello di una pesante contestazione”. 

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