Mercoledì, 28 Luglio 2021
Gallipoli

Il Sacro Cuore ancora in “agonia”. Ed è mobilitazione per Rianimazione

Nuovo fronte di protesta in difesa del nosocomio gallipolino alle prese con i tagli e la mancata attivazione della Terapia intensiva. Oggi volantinaggio del "Comitato pro ospedale" che invita la Asl a nominare primari e personale

Volantinaggio all'ingresso del Sacro Cuore.

 

GALLIPOLI - Il Sacro Cuore di Gesù sempre più in agonia per colpa di ritardi, scelte miopi e tagli irrazionali. Ed a tentare una vitale “rianimazione” ci pensa ancora una volta il Comitato pro Ospedale di Gallipoli, che continua nella sua battaglia a difesa delle legittime rivendicazioni  del nosocomio gallipolino. Per il quale anche le promesse estive dei vertici regionali e della Asl territoriale inerenti il potenziamento della struttura sanitaria e l’apertura della divisione di Terapia intensiva sono al momento rimaste sulla carta. Lo denunciano con forza i referenti del Comitato pro Ospedale, coordinati da Giacinto Scigliuzzo, che questa mattina hanno messo in atto un “colorato” volantinaggio (in classica divisa da blocco operatorio con annessi respiratori) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla delicata questione. E puntando l’attenzione sull’attivazione della Rianimazione entro i tempi stabiliti, ovvero la fine dell’anno.

Circostanza che non potrà mai concretizzarsi se non si procederà a reclutare il primario e il personale sanitario da destinare per quel reparto ancora inattivo. E secondo la tesi del Comitato le scelte della direzione sanitaria e della Regione sino ad ora non sembrano voler facilitare tale percorso. E per questo riparte la mobilitazione. Decisa e motivata. “Rianimiamoci. E’ ora”, è questo il messaggio inequivocabile che campeggia all’ingresso dell’ospedale Sacro Cuore sugli striscioni issati dai collaboratori del comitato civico e del personale sanitario. Poi nel dettaglio le rivendicazioni a tutto campo, sintetizzate nel volantino distribuito in mattinata, ed esplicitate in un successivo comunicato ufficiale. “Questo Comitato ritiene doveroso, nei confronti dei cittadini che stanno manifestando tutto il loro apprezzamento e il loro sostegno all’iniziativa di sensibilizzazione promossa per sostenere e accelerare l’apertura del reparto di Rianimazione dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù”, esprimere tutta la preoccupazione per le scelte della Asl che stanno penalizzando la sanità sul versante jonico del territorio salentino” si legge nella nota.

Poi l’attacco diretto per “smascherare” la linea di condotta che a loro dire non rispecchierebbe gli accordi maturati nell’ultima riunione svoltasi a Lecce con i sindaci di  Gallipoli, Francesco Errico e di Sannicola Giuseppe Nocera, nella quale i vertici della Asl hanno ribadito che l'apertura del reparto di Rianimazione di Gallipoli, avverrà entro la fine  dell'anno. Il Comitato avendo appreso dei concorsi in itinere per i primari di Casarano e di Lecce si chiede “se non sia il caso di avviare urgentemente la procedura concorsuale per il primariato di Rianimazione di Gallipoli, visto che mancano tre mesi alla fine dell'anno”. Il tutto per evitare un altro, per ora potenziale, “bluff a danno dell’ospedale di Gallipoli”    

“Le rassicurazioni della Direzione generale sono smentite nei fatti da scelte che continuano a depotenziare la struttura e a falcidiare il personale” si legge ancora nella nota di dissenso “gli ultimi provvedimenti, frettolosamente varati e non ancora modificati malgrado le rassicurazioni formali e il tempo trascorso, non solo rendono impossibile attivare la Rianimazione, ma cancellano con un colpo di spugna le figure dei dirigenti di unità operativa complessa di Ostetricia e ginecologia, Pediatria, Laboratorio analisi cliniche, Anatomia patologica, Radiologia e Farmacia ospedaliera.

Nelle conclusioni il Comitato non contesta che vi debbano essere delle “cure dimagranti”, ma contesta con fermezza che l’ospedale di Gallipoli debba essere il più penalizzato in assoluto, in prima linea, esposto al “fuoco amico” di sbarramento della futura crescita, perché la cancellazione “a cuor leggero” di ben sette primari non può che ripercuotersi negativamente. “E tali scelte dimostrano  che non si è tenuto conto non solo della storia dell’ospedale jonico” conclude la nota, “non solo di una popolazione che ha il diritto di non essere discriminata, non solo di una struttura sicura, moderna ed efficiente, ma neppure di quell’enorme numero di turisti che si riversa sul territorio salentino in generale, e sulla costa jonica in particolare, tale che in estate si sono raggiunti i 150 accessi giornalieri al Pronto soccorso. Il Comitato rinnova con forza la richiesta di invertire la tendenza e raccomanda di ricordare sempre che tagliare gli sprechi è una cosa giusta e forse difficile, tagliare il diritto alla salute dei cittadini è cosa ingiusta e sicuramente troppo facile. La salute dei cittadini è un diritto irrinunciabile e il Comitato intende difenderlo con correttezza, ma anche con risolutezza”.

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