Notizie da Gallipoli

Zona Giudecca, si completano opere di ripristino dopo mareggiate di novembre

Il Comune accelera in vista dell’estate sugli interventi di ripristino della pavimentazione della banchina, dell’illuminazione e dei frangiflutti danneggiati otto mesi fa. “Opere frenate dall’emergenza Covid”. Affidati lavori per 36 mila euro

GALLIPOLI - A quasi otto mesi di distanza dalla travolgente ondata di maltempo e della mareggiate che hanno falcidiato il water front del lungomare della Giudecca si procederà al ripristino delle zone danneggiate. L’amministrazione comunale facendo leva su risorse di bilancio per oltre 36 mila euro ha provveduto ad affidare le opere di sistemazione dell’area danneggiata dalla violenta mareggiata del novembre scorso e quindi a ripristinare la pavimentazione, l’illuminazione e i frangiflutti demoliti dall’azione violenta del mare.

A tutt’oggi, dopo i gravi danni causati dalla virulenza del maltempo, i disagi nella zona sono ancora presenti e ovviamente acuiti anche dal recente lockdown per l’emergenza coronavirus. A diversi mesi di distanza dallo schiaffo inferto dalle mareggiate e dal cattivo tempo, la situazione è quasi subito tornata alla normalità su iniziativa del Comune per la messa in sicurezza e il ripristino dell’agibilità per il transito e la viabilità. Ma la questione era rimasta ancora aperta, nonostante la richiesta dello stato di calamità e la ricognizione dei danni inviata ad inizio gennaio alla Regione, per quanto concerne anche gli interventi che riguardano soprattutto il tratto prospiciente la banchina. Una parte della zona è rimasta infatti ancora transennata, sul lato mare, dove si attendeva il reperimento dei fondi necessari, da parte del Comune, per il ripristino del lastricato e del tratto di banchina divelta dalle ripetute “ondate” sospinte dalle folate di scirocco.

Interventi sui quali l’amministrazione comunale è ora intenzionata a dare una notevole accelerata visto l’ingresso nella stagione estiva e turistica e anche per ridare un nuovo senso di normalità urbanistica anche a quella zona del lungomare cittadino. L’esecuzione degli interventi residuali, come spiegato dagli uffici comunali, è stata ovviamente rallentata dal diffondersi della pandemia da Covid 19 che ha, di fatto, interrotto ogni opera pubblica, spostando l’attenzione tecnico-economica dell’amministrazione comunale su interventi di carattere sociale e di contenimento e prevenzione dell’epidemia.

Considerato che ora occorre recuperare, per quanto possibile, i tempi d’intervento in ragione dell’inoltrarsi della stagione estiva e garantire la piena fruibilità del tratto del lungomare della Giudecca, il Comune ha già provveduto ad affidare l’esecuzione dei lavori dalla ditta Marco Spada, per una spesa complessiva, coperta da fondi del bilancio comunale, superiore ai 36 mila euro, dopo aver ottenuto il nulla osta e le relative prescrizioni da parte anche della soprintendenza e della capitaneria di porto.     

Situazione critica è anche quella che riguarda il perimetro dell’ex istituto Nautico, dove il pericolo di crolli, e lo stato di avanzato degrado dell’immobile (i fondi messi a disposizione dalla Provincia di Lecce e dal ministero dell’Istruzione per la progettazione relativa all’abbattimento e alla ricostruzione del nuovo istituto Nautico lascia intravedere nuovi spiragli per la ricucitura urbanistica dell’area ricadente tra via Gramsci e il lungomare Galilei), ha imposto per tutti questi mesi l’allargamento della zona interdetta al passaggio delle auto e dei pedoni, con conseguente eliminazione anche di diversi stalli per i parcheggi.

I danni ingenti alla banchina, al manto stradale e agli arredi urbani e anche e soprattutto le gravi ripercussioni per le attività commerciali, gli operatori e i privati cittadini, ha già riacceso in questi mesi l’attenzione sulla necessità impellente di effettuare interventi infrastrutturali a tutela di quel tratto del litorale. Prima opera tra tutte quella del ripristino della barriera frangiflutti, ormai assottigliata ed erosa, che si trova a circa 200 metri di distanza dalla costa. Una impellente necessità, dopo anni di progettazioni e studi, mai sino ad oggi andati a buon fine.

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