Notizie da S.M. Leuca

Lettere e messaggi persecutori, copie trovate nei computer di lavoro: indagato

Nei guai un dipendente pubblico di Tricase. Le denunce sporte in due occasioni da una donna contro ignoti. L'autore non si firmava, né appariva il numero. Ma le indagini hanno portato a scoprire copie di missive giù inviate. Reequisita in via cautelativa una pistola, detenuta comunque regolarmente

TRICASE – La prima denuncia risale al 2011. La seconda è molto più recente, di poche settimane addietro. In entrambi i casi, le contestazioni sono state formulate dalla presunta vittima contro ignoti. Il “misterioso” persecutore, in tutto questo tempo, non si è mai firmato. Eppure, un sospetto verso una persona in particolare, quella donna residente in uno dei comuni del Capo di Leuca lo covava. Qualcuno di sua conoscenza, con cui in un lontano passato c’era stata una conoscenza.

Alla fine, sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia a fare chiarezza. Accumulando indizi che incastrano un 69enne di Tricase, dipendente di un ente pubblico che fa capo al Comune. L’uomo è ora iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di atti persecutori.

Le denunce presentate dalla donna sono confluite sul tavolo del sostituto procuratore Stefania Mininni. Sono stati però i militari comandanti dal capitano Simone Clemente e dal luogotenente Giuseppe Stefanizzi ad avere l’intuizione su chi potesse essere l’autore di lettere composte al computer e recapitate nella casella postale di casa o lasciate sul parabrezza, così come di messaggi inviati via sms, senza che però apparisse mai il numero. Tutti scritti in cui si offendeva palesemente la donna con termini che è ben facile intuire.   

Il pm ha dunque disposto una serie di perquisizioni, eseguite ieri sia in casa dell’uomo, sia in ufficio. E in due computer, posti ora sotto sequestro e in uso proprio nel luogo di lavoro, i carabinieri hanno trovato materiale che inchioderebbe l’uomo alle sue responsabilità.

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In particolare, sembra che vi fossero copie di alcune missive già stampate e inviate temo prima. Durante la perquisizione in abitazione, è stata trovata anche una pistola, regolarmente detenuta, che, però è stata requisita in via cautelativa, pur non essendo mai stata impiegata in questa vicenda, in cui non si sono verificate nemmeno violenze fisiche. Tutto, come detto, s’è svolto in una sorta di penombra ora schiarita dall’indagine.  

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