Mercoledì, 29 Settembre 2021
S.M. Leuca Morciano di Leuca

Chiedeva soldi per ragazza malata, era una truffa: finisce in carcere

Prima Frisco, 61enne, deve scontare una pena di quattro anni. E' stata portata a Borgo San Nicola. Girava per le abitazioni chiedendo offerte per le spese mediche di una 13enne malata. Ma non conosceva bene la patologia e si tradì

 

MORCIANO DI LEUCA – Dopo aver girato in lungo e in largo per mendicare denaro, dando sfogo all’immaginazione e ad una sana dose di creatività, per la signora Prima Frisco, 61enne di Morciano di Leuca, è giunto il momento del meritato riposo. Ad ospitarla, fin dalle scorse ore, è la casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, dove i carabinieri della stazione di Salve l’hanno condotta su mandato del tribunale. Deve scontare una pena di quattro anni.

Dietro il volto confortante da brava nonnina, secondo gli inquirenti, e con tanto di prove alla mano, si cela quello di un’abile e molto meno rassicurante truffatrice, capace persino di speculare sulle disgrazie altrui. E non si direbbe, ma la 61enne, spiegano i carabinieri, ha precedenti da furfante incallito. Dalla truffa al furto in abitazione, dalla sostituzione di persona all’uso di atto falso, il curriculum vitae è tanto corposo, che già in passato era salita agli onori della cronaca.

La vicenda per la quale ha subito una sonora condanna è però molto particolare. Tutto ebbe inizio il 2 gennaio del 2009, quando la donna fu pizzicata dai carabinieri della compagnia di Tricase mentre bussava alle porte di diverse abitazioni, per una raccolta di denaro a favore di una ragazzina di Taurisano, Giorgia, all’epoca 13enne.

La storia di Giorgia è assolutamente vera, perché la ragazza avrebbe dovuto affrontare un costoso intervento chirurgico negli Stati Uniti. Quello che non è vero, è che la donna avesse ricevuto un mandato per una raccolta di fondi per sostenere le spese sanitarie. E per fare colpo sui cittadini che di volta in volta visitava, aveva persino inventato di sana pianta una parentela stretta con la ragazzina, sostenendo, senza alcun pudore, che si trattasse di sua nipote. Se qualcuno manifestava titubanza, poi, alla recita, aggiungeva strazianti parole di dolore. Irresistibile. Anche perché descriveva con dovizia di particolari il tumore che aveva aggredito la sua giovane parente. Peccato, però, che Giorgia non fosse malata di cancro, ma soffrisse di un’altra patologia. E qualcuno ha scoperto lo spregevole inganno.

FRISCO PRIMA-2Proprio l’errore sul quadro clinico della paziente, infatti, fece trasalire una persona di Tricase, che, avendo seguito la storia in televisione, dopo aver, in un primo momento, contribuito alla nobile causa, assalita dai dubbi, iniziò ad investigare. Chiamò alcuni suoi conoscenti, parenti del papà di Giorgia, ed ebbe la conferma ai sospetti: non solo la patologia di cui soffriva era ben altra, ma i parenti non avevano mai avviato alcuna iniziativa di raccolta “porta a porta”, né associazioni locali si erano prodigate in tal senso, e, soprattutto, Prima Frisco non aveva alcun legame di sangue con loro.

La truffa diventò dominio dei carabinieri, i quali, dopo aver battuto le vie della città, rintracciarono la donna mentre stava ancora raccogliendo altro denaro, imbastendo la solita novella triste.  Condotta in caserma e sottoposta a perquisizione, fu trovata in possesso di oltre mille euro in contanti dei quali non seppe giustificare possesso e provenienza. I soldi furono sequestrati e lei denunciata a piede libero per truffa aggravata e continuata.  Gli accertamenti, infatti, consentirono di appurare che l’attività andava avanti da molto tempo e che la 61enne aveva già rastrellato più comuni della provincia di Lecce. Oltre alla pena per la quale è stata condotta in carcere, la donna deve pagare una multa di 3mila e 350 euro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Chiedeva soldi per ragazza malata, era una truffa: finisce in carcere

LeccePrima è in caricamento